AVVENNE A BADOLATO

La Radice anno IV N.3 30-06-1998

LA BATTAGLIA DI PUNTA STILO

    9 luglio 1940 - "Al largo della costa calabra, all'altezza di Punta Stilo, si ha il primo scontro navale di un certo rilievo tra una squadra inglese (1 portaerei, 3 corazzate, 5 incrociatori leggeri, 6 cacciatorpediniere), comandata dall'Ammiraglio A.B. Cunningham, e una italiana (2 corazzate, 6 incrociatori pesanti, 12 leggeri e numerosi cacciatorpediniere), guidata dall'Ammiraglio I. Campioni. Lo scontro si conclude quando l'ammiraglia italiana, la corazzata 'Giulio Cesare', viene colpita dall'ammiraglia inglese 'Warspite'. L'Anmúraglio Campioni riesce comunque a dirigersi verso Messina. Efficace l'azione parallela degli aerei inglesi che decollano dalla portaerei 'Eagle', mentre è del tutto inefficiente l'intervento dell'aviazione italiana."

    Niente di più sulla battaglia di Punta Stilo. Ed è già tanto, anzi, che alcuni libri di storia sprechino tante parole sull'argomento. Col non tanto velato intento -a noi pare- di scriverne il meno possibile, con evidente fatica di voler essere contemporaneamente fedeli alla verità e restii nel rivelarla. Nel testo riportato tale difficoltà si coglie, ad esempio, in quel "riesce comunque" e poi in quell'intervento "inefficiente dell'aviazione italiana". In questa battaglia, difatti, la prima a soli trenta giorni dall'inizio per noi della guerra, l'Italia ha cominciato, se non a perdere, a dimostrare quali erano le sue reali capacità belliche. Non è, ovviarnente, nostro intendimento vanificare tanta "prudenza" storiografica: probabilmente non ne saremmo neanche capaci. Noi non vogliamo rubare il mestiere a nessuno: ci interessa unicamente -lo ripetiamo ancora- riportare notizie, episodi e fatti che riguardano Badolato e/o Badolatesi, anche quando non si tratta di atti di eroismo degni di medaglia d'oro. E torniamo alla nostra battaglia.

    Quel 9 luglio 1940, ancora bambino io la vidi la battaglia, da un'ampia terrazza di una casa padronale badolatese, col binocolo che mio padre mi porgeva ogni volta che glielo passavano. Ed ebbi netta la sensazione, allora, che le navi fossero proprio in corrispondenza del Vodà. Anzi leggermente più a nord. Difatti -leggo in un documento- alle 13,30 circa la formazione italiana si trovava a 38° 40' di latitudine Nord (in corrispondenza della marina di Davoli), e quella inglese a 80 miglia (132 km) più a N.E., con rotta 330°. I primi siluri vennero lanciati alle 13,15 dalla portaerei inglese "Eagle". Poi più nulla, sino alle 15,15, quando aprirono il fuoco gli incrociatori, seguiti subito dalle navi da battaglia: le due flotte si trovavano a 18° 37' di latitudine Nord (il parallelo che passa da Badolato piazza Castello è 38° 34' 06" Nord). Era stato intanto ordinato ".. l'inizio delle missioni di attacco alle 14 squadriglie di bombardieri pronte a partire sin dal mattino...". Fu a questo punto, forse, tra le 15,15 e le 16,00 che dalla terrazza in collina io vidi il mare di Badolato "pieno" di navi e di aerei.

    L'importante documento che ho davanti continua col riportare dello scontro tutti i dettagli (numero e nomi delle navi, esatta posizione, orari, ecc.). ma non diremo di più, ché non serve al nostro assunto. Riporteremo ancora poche frasi che danno esattamente l'idea di ciò che successe quel giorno nelle nostre acque.

    Ci fu "un impari duello fra la "Cesare" e la "Warspite" per la differenza di calibro e di gittata ... la corazzata nemica colpiva con un proiettile da 381 l'ammiraglia italiana provocando un incendio in coperta, ... 29 morti e 69 feriti fra l'equipaggio; colpito più leggermente risultava anche l'incrociatore "Bolzano".

    ... fra le 16,45 e le 21,10 ... complessivamente 17 attacchi con 126 trimotori ... che sganciarono 514 bombe". "L'Ammiraglio inglese ... riuscì fortunosamente a cavarsela perché nessuna delle sue navi venne seriamente colpita, e si ebbero solo alcuni morti e feriti per schegge di bombe cadute nelle vicinanze". " ... moriva dissanguato il Cap. Valerio Scarabellotto (M.0.v.m.) comandante la 192a Sqg. dell'87° Gruppo (30 Stormo BT)".

    "... il puntatore (di un aereo italiano) ... per la confusione e il frammischiamento di navi trovate in mare ... premette la tastiera sganciando il carico di bombe imitato fortunatamente non da tutti i veicoli..." sulle navi italiane.

    "Dopo il fugace scontro, la ritirata verso lo Stretto di Messina...".

    La battaglia navale di Punta Stilo non è soltanto l'episodio bellico cui i Badolatesi hanno assistito dal balcone delle loro case o da sugli alberi cui alcuni erano saliti, al primo colpo di cannone, per osservare meglio: è anche la prima battaglia cui ha preso parte l'allora giovane marinaio della Regia Marina Italiana Antonio Paparo.

    Nato a Badolato nel 1920, vive con la moglie in via Piliero n° 28, nel vecchio borgo. Quel 9 luglio si trovava sull'incrociatore "Bolzano", con il mitragliere Vitaliano Brugneri, di Catanzaro, deceduto (abbiamo appurato), un paio di anni fa.

    Siamo stati a casa a trovarlo, il nostro marinaio, e abbiamo realizzato una videocassetta, che, sbobbinata e opportunamente sintetizzata, proponiamo ai nostri lettori, quale viva testimonianza di un combattente badolatese della seconda guerra mondiale, con la speranza, inoltre, che in parte chiarisca e in parte umanamente aggiunga al riassunto che dello scontro aeronavale siamo riusciti a fare.

   "Sono partito per le armi il 15 marzo 1940. Poi è scoppiata la guerra, ma io ero a casa in convalescenza per il morbillo. Mi hanno richiamato d'urgenza con telegramma, e sono andato direttamente a Messina, dov'era la mia nave, l'incrociatore 'Bolzano'. Siamo stati tre o quattro giorni in giro per il Mediterraneo ... la flotta inglese era anch'essa in giro: dopo due giorni l'abbiamo incontrata qui dalle nostre parti; io guardavo col binocolo che mi porgeva un mitragliere di Catanzaro Marina, Vitaliano Brugneri. lo ero cuoco, ma mi hanno messo al timone a mano: eravamo in quaranta e in più un maresciallo, il Nostromo. Poi mi hanno messo alla catena: da un marinaio all'altro passavamo le munizioni dalla Santa Barbara al pezzo. Il mio comandante, che si chiamava Colamai, ci ha detto che eravamo nella zona di Punta Stilo ... ma si vedevano solo montagne. Il mitragliere Brugneri aveva paura, ed io: 'quando si muore, si muore'. Poi sono arrivati gli aerei e hanno bombardato, ma più tardi ci hanno detto che erano stati gli aerei nostri a bombardarci.
    L'incrociatore 'Bolzano' ha ricevuto una bomba nel locale siluri, con morti e feriti; a me è arrivata una cosa al petto, e ho pensato che fosse una scheggia, ma ho continuato a porgere bombe, meravigliandomi di non sentirmi cadere: quando mi sono toccato mi sono accorto che non perdevo sangue, perché a colpirmi era stato un pezzo di sapone schizzato da uno dei nostri armadietti. Abbiamo ricevuto pure un colpo di cannone da una nave nemica: perché non si vedesse abbiamo coperto la zona colpita prima di arrivare al porto di Messina. Gli Inglesi ci hanno preso in giro. Appena arrivati a Messina, scaricati morti e feriti, sono iniziati i lavori di riparazione alla nave.
    Poi
... sono rientrato a casa, sano e salvo, il 15 novembre 1945 ... e il 13 dicembre , a causa di una spina di arancio sono diventato zoppo per tutta la vita".

Vincenzo Squillacioti

(Si ringraziano per la collaborazione: il nostro marinaio Antonio Paparo, cui auguriamo di poter raccontare ancora a lungo la sua partecipazione alla battaglia di Punta Stilo; Peppino Caminiti che ci ha fornito prezioso materiale sull'argomento; Gori Campese e Michele Varipapa, tanto validi quanto preziosi operatori con la macchina fotografica e con la telecamera).

<inserire foto con la didascalia: Il marinaio Antonio Paparo (a sinistra) con la moglie, Peronace Domenica.>