IL FILMATO DI HAMMAJIR

Tutti i francesi conoscono Jean-Pierre Chapel, un giornalista televisivo esperto di problemi spaziali, oltreché di automobilismo. Alla fine del 1975 Chapel rilasciò un'esplosiva intervista all'ufologo francese Jean Claude Bourret: "Sai bene che sono stato testimone del passaggio di un UFO, e non sto scherzando", disse il giornalista all'ufologo. "É accaduto nell'aprile del 1963, nel Sahara, presso la base di Hammajir. A quell'epoca ero giornalista per Europa 1 e mi occupavo già di problemi spaziali. Con una équipe di tecnici e di militari partecipavo a un'esercitazione di recupero delle testate dei missili. Eravamo partiti in pochi, in tutto una trentina di persone. Un aereo doveva rifornirci in volo; se non mi sbaglio, si trattava di un Junker 52. Verso le 14 un tecnico indica un punto nero nel cielo gridando: ecco l'aereo. Abbiamo continuato a discutere senza prestare attenzione alla macchia nera, ma, dopo dieci minuti, questa era sempre allo stesso punto, a tremila metri e a quattro chilometri dal punto in cui eravamo. Meravigliati, in quel momento il capitano che guidava il convoglio ha messo in azione un cineteodolite, cioè una macchina fotografica con un teleobiettivo potentissimo di duemila mm (ingrandimento di 100 volte circa) e un cronometro che registra il decimo di secondo. Abbiamo filmato la macchia; aveva la forma classica dei dischi volanti. Abbiamo filmato l'oggetto immobile per cinque minuti. Poi all'improvviso è scomparso a una velocità fantastica che abbiamo potuto misurare; l'accelerazione era di 62 G al secondo. Cosa significa? Semplicemente che qualsiasi insetto, per non parlare degli esseri umani, sarebbe immediatamente morto. Le mosche, sottoposte a un'accelerazione di 32 G, restano uccise; e sì che possiedono un altissimo grado di resistenza alle brusche accelerazioni. Aggiungo, sul piano tecnico, che nel 1976 i motori più veloci - i missili antimissile americani Spartan o Nikex - raggiungevano in cinque secondi i 4 Mach. Vere e proprie lumache se paragonati a questo congegno. L'oggetto si mosse da zero a seimila chilometri orari in meno di tre secondi!

Abbiamo esaminato tutte le ipotesi. Anzitutto un missile non resta sospeso a 3.000 metri, silenzioso ed immobile; in secondo luogo ribadisco che neanche nel 1976 era possibile realizzare una simile accelerazione. Un fenomeno naturale allora? No. Ho in mente l'immagine; sì trattava palesemente di un congegno costruito, con un diametro di circa venti metri. Era sicuramente l'espressione di una intelligenza, sia che questa si trovasse all'interno dell'apparecchio sia che questo fosse teleguidato. Quanto al film girato dai miei colleghi militari, quando l'ho voluto vedere, nessuno sapeva dove si trovasse. Non è detto che sia stato nascosto o che il Servizio di sicurezza militare ci abbia messo sopra le mani. Comunque non ho potuto vederlo, ecco tutto".

Circa l'esistenza di questo formidabile filmato, Bourret scoprì che si trovava da qualche parte

negli archivi dell'esercito francese. La sua esistenza gli venne confermata anche da un secondo testimone, un tecnico militare in pensione; Bourret aveva cercato di rintracciare la pellicola, ma invano, malgrado le indicazioni. A tutt'oggi non risulta che questo video eccezionale sia mai stato mostrato al pubblico.



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