IL QATAR RICONOSCE GLI UFO
Il 3 settembre 2000, attraverso la tv satellitare Al-Jazeera, lo sceicco del Qatar Yusuf Al-Qaradawi ha ufficialmente preso posizione a favore del fenomeno UFO e degli extraterrestri, dichiarando pubblicamente che "non esistono limiti teologici dell'Islam alla vita su altri mondi, che Allah è Signore e Creatore di tutto e che nel Corano viene ripetutamente definito Signore dei Mondi (Rabbelal-amin); che sempre nel Corano diverse ayat (versetti) possono essere interpretate a favore della vita nel cosmo (in una si afferma che Allah potrebbe far incontrare gli uomini e le creature del cielo prima dell'estinzione della razza umana; in un'altra viene rivelato che esistono altrove popoli uguali agli umani, all'epoca del Corano nascosti agli occhi della gente). Il discorso proseguiva denunziando la congiura del silenzio operata attorno al fenomeno da certi governi, ma anche la possibile strumentalizzazione del fenomeno stesso per scopi di manipolazione politica e delle masse; veniva ribadito infine che non esisteva nessuna base teologica per sostenere che gli extraterrestri fossero gli angeli di Allah e si sconsigliava qualsiasi forma di idolatria. Questa posizione è destinata probabilmente a segnare un momento epocale della storia dell'ufologia extra-occidentale (della quale, sfortunatamente, giungono a noi solo echi distorti). Chi scrive intrattiene da anni rapporti, fra gli altri, con i colleghi dei Paesi arabi e con il mondo islamico. Molto prima di iniziare la stesura di questo tomo, occupandomi di dischi volanti da almeno un quindicennio, mi ero ripetutamente domandato quale fosse, verso gli UFO, l'approccio di un mondo così diverso da quello di noi occidentali, quale appunto quello islamico. Tutta la letteratura ufologica nota è esclusivamente di marca occidentale: americana, europea o australiana. Nulla sembra provenire dal mondo arabo, dall'Estremo Oriente o dalle culture che la nostra società etichetta con disprezzo primitive, quasi che il fenomeno colà non esistesse, e dunque fosse realmente frutto delle paranoie post-atomiche della società occidentale. In realtà non è così e questo studio intende dimostrarlo. La casistica che qui verrà esposta, che non riguarderà solo il mondo arabo ma anche l'India, l'Amazzonia, il mondo dei Nativi Americani, ecc... intende dimostrare che il fenomeno dell'avvistamento dei dischi volanti, quale che ne sia la reale natura (e chi scrive propende per l'ipotesi extraterrestre), è diffuso a livello planetario con analoghe modalità (pur tenendo conto delle inevitabili contaminazioni culturali). Ovvero, esso è oggettivo e, non potendo essere di natura terrestre, è esogeno alla Terra. In altre parole, è extraterrestre.