GLI UMANOIDI AFRICANI
Il 13 novembre 1978 il quotidiano napoletano "Il Mattino" annunziava: "L'egittologo Geri, scavando in una tomba egizia della Diciottesima dinastia, ovvero risalente ad almeno 1500 anni a.C., ha scoperto un monile a forma di scarabeo sul quale è segnata un'incisione raffigurante l'arrivo di tre astronauti sulla Terra. Il monile, appartenuto a re Faruk, è ora nelle mani di un collezionista milanese. Gli specialisti di questo genere di iconografia, che ha lasciato segni in tutte le civiltà antiche, suppongono che l'astronave provenisse da Venere per alcuni simboli astrologici...".
La presenza degli strani esseri scesi dal cielo ricorre non solo nei Paesi arabi mediterranei, ma addirittura in tutta l'Africa. Queste creature vengono solitamente suddivise in tre categorie ben distinte, gli afreet o fantasmi, i Jinn o angeli caduti, i Jabarren o giganti. Queste stesse categorie le ritroviamo in Occidente, nella letteratura ufologica, con i termini Grigi, Nordici e Giganti. Le "strane piccole figure" in tutto e per tutto simili ai Grigi (una tipologia di alieno basso e macrocefalo molto nota in Occidente) si è tornato recentemente a parlare sui media dopo che un cittadino del Ghana, Africa Nera, ha dichiarato di essere stato sequestrato dagli alieni. La notizia è apparsa in Internet il 23 gennaio del 1999; non ha avuto un seguito ma da tempo esiste chi, come l'antropologo Roger May, ha studiato le tradizioni africane nere - che hanno straordinari corrispettivi nell'Africa bianca araba - circa certe misteriose figure, gigantesche in questo caso, che si macchierebbero di rapimenti di intere popolazioni. "Stando alle leggende degli attuali Kotoko del Ciad", ha scritto May, "vivevano un tempo in quella regione giganti neri con i capelli lisci, di cui i Kotoko stessi pretendono di essere i discendenti; secondo le tradizioni arabe, invece, i titani sarebbero stati bianchi. Tali affermazioni trovano comunque conferma nel fatto che a nord di N'Guigmi si è rinvenuto uno scheletro alto più di due metri e quaranta. E davanti a Goulfei si trovano enormi blocchi di pietra sovrapposti: i Kotoko asseriscono che sono stati i Sao a trasportarli là e, riferendosi a queste genti, parlano di uomini tanto alti che potevano vedere al di sopra degli alberi". Ed il noto studioso italiano Peter Kolosimo ha commentato: "Dal canto suo, un altro studioso francese, Bonnel de Mézièreses, occupandosi del favoloso impero del Ghana che al tempo dei faraoni si sarebbe esteso dall'Africa centro-occidentale a quella centrale, ha scoperto nei pressi dello stesso Ciad (come riferisce ancora May) i resti di una città fortificata con cinque poderose cerchia di mura e, nell'interno, lo scheletro di un uomo dalla statura assai superiore a quella che noi giudichiamo normale. A Gargayan, nelle Filippine, è stato scoperto uno scheletro umano alto 5,18 metri, ed ossa d'altri esseri alti sicuramente più di tre metri sono state rinvenute nelle regioni sudorientali della Cina. L'insigne paleontologo Pei Wen-chung pensa di poter assegnare loro almeno trecentomila anni, e la stessa età viene attribuita ai reperti di Agadir, in Marocco; qui il capitano francese Lafenechère portò alla luce un'intera officina d'arnesi da caccia, fra cui cinquecento bipenni (scuri a due tagli), pesanti ognuna otto chili, vale a dire venti volte più di quelle che noi possiamo efficacemente maneggiare; e che si tratti di armi foggiare per individui provvisti non solo d'una maggior forza fisica è dimostrato dal fatto che non riusciremmo neppure ad impugnarle; per giungere a tanto, occorrerebbero mani simili a quelle di un gigante avente una statura di quattro metri almeno (e molte narrazioni ebraiche parlano di giganti nati dagli incroci di donne della Terra con i figli del cielo; N.d.A.). La stessa cosa può essere detta per gli utensili di pietra rinvenuti in Moravia ed in Siria, e provata da alcune ossa affiorate a poca distanza. Anche Ceylon ci ha fornito qualche resto d'esseri di statura non precisabile, ma aggirantesi sui quattro metri, mentre a Tura, nell'Assam, ai confini con il Pakistan occidentale, è venuto alla luce uno scheletro umano alto 3,35 metri. Ma in quest'ultimo caso, come in quello delle ossa reperite sotto un dolmen francese ed appartenute ad individui alti da 2,60 a 3 metri, si dovrebbe trattare non più di giganti veri e propri, ma dei loro discendenti...".
Kolosimo vedeva in tutti questi reperti prove dell'ipotetico continente di Atlantide, che sarebbe stato abitato da giganti; altri studiosi sono più propensi ad attribuirne l'origine a visitatori extraterrestri. Lo stesso Kolosimo, del resto, non l'escludeva a priori tant'è che nei suoi libri, per spiegare il gigantismo, citava autori come l'ufologo Dénis Saurat secondo cui il gigantismo poteva essere stato provocato "dal prolungato soggiorno su un pianeta ad una gravità maggiore a quella a cui i giganti si erano assuefatti, acquisendo tra l'altro la longevità di cui si parla nei testi antichi. La longevità è evidentemente in relazione con il gigantismo: per la minore forza di gravita, tutte le cellule del corpo erano più leggere, l'usura del funzionamento dell'organismo era minore, e quindi l'uomo poteva vivere più a lungo. L'immortalità, caratteristica degli dei, ha un riferimento".
Questi esseri venivano chiamati Titani e Ciclopi dai greci, Izdubar dai caldei, Emin dagli ebrei, Danava e Daitia dagli indù, Rakshasa (demoni) dai cingalesi.
In ogni caso, è interessante il fatto che molti di questi ritrovamenti impossibili siano localizzati in Arabia e nell'Africa bianca, ove forse vi furono i primissimi incontri ravvicinati diretti e palesi.