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Discorso del
capogruppo alla Camera della Lega Nord Padania
on. Alessandro Cè
21 giugno 2001
Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, onorevoli
colleghi, finalmente è maturata in questo paese una grande volontà di
cambiamento che si è tradotta in un'alleanza programmatica vincente - la Casa
delle libertà - da noi fortemente voluta. Questo è avvenuto nonostante un
coacervo di forze e di interessi - minoritari nel paese, ma fortemente radicati
nei gangli del potere, della burocrazia, dei partiti consociativi della prima
Repubblica - abbia fatto di tutto per impedirlo.
Il Governo di centrosinistra si è caratterizzato per un profondo disprezzo nei
confronti dei cittadini e delle regole democratiche. Intriso dell'ideologia
centralista e convinto che l'illuminismo giacobino costituisca di per sé fonte
di legittimità del potere, il centrosinistra ha messo in atto negli ultimi
cinque anni una strategia di controllo della società, e conseguentemente del
consenso, assolutamente inaccettabile. A questo scopo è stata indirizzata
l'attività legislativa improntata unicamente a favorire il mantenimento di
privilegi ingiustificati per le cooperative rosse, al rafforzamento dello
strapotere sindacale della triplice, al mantenimento di una spesa improduttiva
nella pubblica amministrazione, all'egemonia del terzo settore inteso anch'esso
come strumento di controllo del consenso quando non addirittura di finanziamento
illecito dei partiti.
Vergognoso è stato in questi ultimi cinque anni il controllo dell'informazione
pubblica, caratterizzato da una falsificazione sistematica delle notizie e dalla
denigrazione dell'avversario politico. Dal 1997 (anno di ingresso nella moneta
unica europea) la strategia dell'Ulivo si è ulteriormente connotata di intenti
antidemocratici, utilizzando due programmi parimenti insidiosi. Sul fronte
interno, ha puntato con determinazione sull'immigrazione massiccia di
extracomunitari, la quale ha scardinato la legalità; extracomunitari da
"immolare" sull'altare di un'anacronistica lotta di classe e da
utilizzare come nuovo sottoproletariato, in grado di sostituire un consenso
elettorale in continuo calo fra i lavoratori italiani. Sul fronte della politica
europea, la creazione - sostenuta con forza da Prodi e da D'Alema - di un'Europa
"superstato" di stampo centralista che sottrae poteri agli Stati
nazionali, attribuendoli ai burocrati, ai tecnocrati e alle oligarchie
finanziarie, esautorando di fatto le istituzioni parlamentari nazionali, vere
depositarie della sovranità popolare. Il tentativo di Costituzione europea,
redatto da pochi illuminati, ed il tentativo attualmente in atto di far passare
il voto a maggioranza sono la conferma di questo disegno di stampo autoritario.
Per noi oggi è pertanto una grande soddisfazione avere mandato a casa questa
sinistra impresentabile. Onorevole Presidente del Consiglio, abbiamo apprezzato
l'impostazione liberista e condividiamo la matrice liberale del suo programma di
governo. In questi giorni è tornato di grande attualità il tema della
globalizzazione. La Lega Nord Padania da sempre sostiene il diritto dei popoli a
rivendicare la propria identità e i propri valori (in sintesi, la propria
civiltà). Al contempo, è favorevole all'apertura verso comunità più ampie
che superino i confini nazionali. Questo processo deve però svolgersi in
maniera democratica, rispettando le sovranità nazionali che risiedono nei
parlamenti.
Non è accettabile che le grandi scelte a livello europeo, quali l'allargamento
ad est o la Costituzione europea, vengano compiute da organismi pseudotecnici,
senza essere precedute da un dibattito e da una deliberazione dei parlamenti
nazionali che impegni i rispettivi Governi. Parimenti, non è concepibile che le
regole del commercio internazionale possano essere fissate inderogabilmente da
organismi internazionali nei quali la politica e la rappresentatività
democratica sono marginalizzate.
Condanniamo le reazioni violente dei movimenti antiglobalizzazione e rifiutiamo
la logica che vorrebbe che questo tema fosse inquadrabile in uno scontro
destra-sinistra. Vogliamo sottolineare, però, che non c'è vero progresso senza
il rispetto della persona, della famiglia, delle comunità, dei popoli e della
loro libera autodeterminazione. Pertanto, onorevole Berlusconi, sì all'Europa,
sì agli organismi internazionali, ma massimo rispetto per i Parlamenti
nazionali che devono sempre decidere liberamente e in modo sovrano i
trasferimenti delle loro competenze e l'adesione a trattati internazionali.
Anche nei confronti degli Stati Uniti grande collaborazione, ma nessuna
deferenza, come invece, purtroppo, dimostrò la sinistra nella vergognosa
vicenda del Cermis.
Siamo d'accordo sul programma di rilancio dell'economia e delle infrastrutture,
sulla semplificazione normativa e burocratica, sulla riduzione dell'oppressione
fiscale.
Abbiamo condiviso l'impostazione pragmatica da lei assunta sul protocollo di
Kyoto e siamo sicuri che la Casa delle libertà non sottovaluterà le
problematiche ambientali alla base di uno sviluppo sostenibile.
Avremmo apprezzato una sottolineatura più evidente dell'importanza che la Casa
delle libertà attribuisce alla famiglia naturale e ai problemi incalzanti della
bioetica e della difesa della vita. Siamo però sicuri che su questi temi - che
abbiamo messo al centro del nostro programma elettorale - l'alleanza di Governo
saprà marciare speditamente.
Abbiamo, invece, apprezzato l'attenzione posta nel suo intervento alle fasce
deboli, agli anziani, ai soggetti svantaggiati. La crescita di un paese si
misura più sotto quest'aspetto che sulla crescita del PIL.
A noi padani sta particolarmente a cuore il tema della risoluzione dell'annoso
problema delle quote latte, uno scandalo che ha vissuto di coperture politiche
da parte del centrosinistra. Gli allevatori onesti attendono da noi interventi
rapidi e riparatori delle ingiustizie subite.
Come lei sa, onorevole Presidente del Consiglio, alla Lega nord Padania preme
molto il problema della sicurezza, purtroppo strettamente correlato al fenomeno
della massiccia immigrazione clandestina. Su questo tema l'impegno del Governo
è sicuramente forte e ci trova ampiamente concordi. È fondamentale
ripristinare subito lo Stato di diritto, punire severamente e celermente i
reati, e porre un argine insormontabile, fisico e diplomatico, all'invasione del
nostro paese.
Abbiamo a cuore, inoltre, una particolare sollecitudine nella cancellazione dei
retaggi fascisti del nostro codice penale, perché non è più concepibile che i
diritti fondamentali della libertà di pensiero, sanciti dalla Costituzione,
siano ancora oggi conculcati da una norma liberticida.
Onorevole Presidente del Consiglio, alla fine del suo discorso, non senza note
polemiche giustificate nei confronti dell'Ulivo, ci ha comunicato l'intenzione
di presentare un disegno di legge governativo sul conflitto di interessi. In
effetti, l'Ulivo usò questo tema, nella precedente legislatura, come ricatto
per ricondurre il confronto politico ad una logica consociativa. Da sempre
estranei a questi giochi, crediamo che sia effettivamente urgente dare una
risposta inequivoca e irreprensibile a questo problema, degna di un paese con
grandi aspettative democratiche. Non dubitiamo che sarà così.
Nel settore dell'informazione ci aspettiamo che ogni forza politica, anche la
tanto negletta Lega nord Padania, abbia spazi di espressione. Il quarto potere
oggi è diventato strapotere e passa da una radicale riforma di questo settore
la garanzia di un funzionamento democratico delle istituzioni.
Onorevole Presidente del Consiglio, ho lasciato per ultimo il tema storico ed
ideologico che da sempre ci caratterizza: il federalismo, una nobile dottrina
delle libertà che l'Ulivo non ha esitato a falsificare nell'ennesimo tentativo
di bloccare ogni riforma. La Casa delle libertà è nata attorno al patto di
devoluzione fortemente voluto dalla Lega nord Padania. Questo tema rappresenta
il cemento della coalizione. Non c'è coalizione senza devoluzione. Dovrà
essere rapida nei settori della sanità, della scuola, della polizia locale, ma
i concetti di sussidiarietà verticale istituzionale e di sussidiarietà
orizzontale dovranno informare tutta l'attività di Governo
Senza federalismo non ci sono vera libertà e vera democrazia. Senza federalismo
i poteri forti, economici e politici, divengono despoti. Senza federalismo quel
grande cambiamento concordato nel nostro programma resterebbe lettera morta,
perché verrebbe meno la dialettica salutare fra centro e periferia, fra
cittadino e istituzioni che è il cuore stesso della democrazia e del vero
progresso. Noi siamo concordi nel realizzare un federalismo attento alle
esigenze delle aree più deboli, ma basato sulla responsabilità e sulla
trasparenza. Lei, onorevole Presidente, ha toccato i temi del potenziamento
delle municipalità e del presidenzialismo. Sono temi che già in passato
abbiamo affrontato. La nostra idea (tradottasi nell'accordo sottoscritto dalla
Casa delle libertà) è che prima bisogna conseguire, con la devoluzione, un
bilanciamento reale di poteri fra centro e periferia e che solo successivamente,
limitatamente alle poche competenze attribuite allo Stato, si possa pervenire ad
un regime presidenzialista e si possano attribuire, altresì, poteri più ampi
alle città metropolitane. Un'eventuale scorciatoia, avente come riferimento il
rafforzamento dei poteri al centro e all'estrema periferia, avrebbe un effetto
paradosso che ricorda il divide et impera.
In tema di riforme, è importante che si vada verso un sistema elettorale che
garantisca la governabilità, ma, nel contempo, anche l'identificabilità delle
forze politiche. So che lei concorda nel ritenere che oggi siano maturate le
condizioni per lavorare anche con l'opposizione all'elaborazione di una legge
elettorale sul modello tedesco per la quale anche il paese ha dimostrato di
essere ormai maturo.
Nel darle la nostra fiducia, le ricordiamo il prezzo elettorale che la Lega nord
Padania ha pagato e la invitiamo a farsi garante affinché almeno il danno
pesante subito a causa dei brogli elettorali perpetrati dal centrosinistra venga
riparato da una condotta responsabile e trasparente di tutte le forze politiche
della Casa delle libertà che dovranno affrontare questo spinoso nodo nella
Giunta per le elezioni della Camera.
Noi, signor Presidente, orgogliosi della nostra identità padana e rispettosi
della Costituzione, auguriamo a lei ed a tutti i componenti del Governo un buon
lavoro nell'interesse di tutti i cittadini |