Introduzione all'analisi del film e del linguaggio audiovisivo
L'analisi del film è per noi la modalità di approccio alla cultura e al linguaggio audiovisivo più interessante. Grazie ad una peculiare metodologia di lavoro, l'opera cinematografica viene sottratta al ruolo per lo più sussidiario con cui nella scuola viene generalmente trattata, con un tipo di lettura puramente contenutistico.
Il film come opera d'arte ha un grande potenziale pedagogico.
Questo potenziale va rivelato, svelato, attraverso un'operazione di smontaggio e rimontaggio del meccanismo immaginifico-narrativo. L'opera cinematografica viene proposta come un testo, la cui analisi consiste nella ricerca, condotta insieme agli studenti, attraverso il gioco e la sollecitazione della curiosità, di quegli elementi tecnici e linguistici che ne costituiscono i segni.
Il lavoro sul segno linguistico del film è anche un lavoro di alfabetizzazione: gli studenti incontrano una terminologia nuova (relativa all'inquadratura, al montaggio, alla colonna sonora etc.) che viene spiegata attraverso una esemplificazione condotta nel vivo dell'opera che si analizza.
Gli operatori guidano l'analisi dei film prendendo in considerazione:
- i personaggi
- le dinamiche narrative introdotte dagli autori;
- l'analisi delle inquadrature e delle sequenze significative proposte nel film e la loro formalizzazione tecnico-linguistica (inquadrature oggettive, soggettive, oblique, piani e campi di ripresa, etc.). Tale analisi viene integrata dalla presentazione di materiali audiovisivi tratti da opere realizzate dallo stesso autore o semanticamente contigui, al fine di offrire confronti ulteriori con le soluzioni espressive di volta in volta adottate;
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l'impiego del sonoro (primo piano sonoro, voce fuori campo, etc.);
- l'impiego del colore;
- il montaggio (parallelo, alternato, antinarrativo etc);
il ruolo critico dello spettatore, vero cardine dell'esperienza che mira a rendere gli studenti pienamente consapevoli dei mezzi espressivi e delle forme adottate dal linguaggio cinematografico ed audiovisivo in genere, e ad attivare in loro una fase di riflessione che possa estendersi alla realtà comunicazionale e mediale fruita al di fuori della scuola.
I films saranno introdotti da un operatore esperto che alla fine della visione stimolerà gli alunni alla discussione dei contenuti dell'opera e degli aspetti linguistici propri dell'arte cinematografica.
Laboratorio di ideazione e realizzazione di un breve audiovisivo
Lo scopo di questo progetto è di esemplificare il procedimento di costruzione di un prodotto audiovisivo attraverso le fasi essenziali della lavorazione, dall'ideazione alla post-produzione. Per raggiungere un risultato apprezzabile dal punto di vista didattico-formativo è necessario che gli studenti coinvolti nel laboratorio abbiano la possibilità non solo di seguire la lavorazione del film ma di parteciparvi in prima persona. Il ruolo degli operatori esperti sarà quello di stimolare al massimo il coinvolgimento degli studenti.
Articolazione del laboratorio
Le fasi essenziali in cui si articolerè il lavoro di laboratorio sono le seguenti:
- Introduzione agli elementi linguistici del linguaggio audiovisivo.
- Esercitazioni con la videocamera: i diversi tipi di inquadratura.
- Ideazione di un soggetto.
- Stesura della sceneggiatura.
- Story-board (disegno delle inquadrature)
- Riprese.
- Pre-montaggio.
"Laboratorio teatrale"
A partire dagli anni 60, con la messa in discussione dei mezzi educativi usuali e di molte teorie pedagogiche, il teatro e il suo valore formativo sono stati messi in risalto per la prima volta.
La scuola è stata dunque un fertile terreno di sperimentazione. Tuttavia il "gioco teatrale" era praticato molto raramente e serviva soprattutto a impartire nozioni e modelli. Si trattava di una semplice animazione teatrale.
La drammatizzazione e la costruzione di uno spettacolo teatrale, la cosiddetta "recita di fine anno", esaurivano il valore e le molteplici potenzialità dello strumento teatro.
La semplice animazione deve essere un punto di partenza e non quello d'arrivo, una sfaccettatura singola di un mondo vasto e non ancora esplorato. La scarsa esperienza in questo campo non ha portato alla solida costruzione di un criterio di lavoro, di una omogeneità nelle finalità e cosa ancora più grave si è giunti ad uno "sfruttamento" limitato del mezzo educativo teatrale e ad una mancata realizzazione di obiettivi didattici.
Tuttavia la ricerca pedagogica riconosce al gioco scenico del bambino un'infinita gamma di possibilità; dalla scoperta di disagi o disturbi (terapia teatrale) all'attivazione di meccanismi che favoriscono la comprensione del sè e degli altri, la socializzazione , la rappresentazione della visione del mondo che circonda il bambino (famiglia, scuola, paese, città).
Gli elementi che vanno a costituire un efficace percorso educativo sono semplici e familiari.
Struttura del Laboratorio
- il gioco
- la concentrazione
- l'alterazione
- il corpo e la percezione
- i gesti
- la fiducia
- l'improvvisazione
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