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1.2 I secoli VII e V
Il definitivo consolidarsi della presenza greca a sud della
penisola incide in maniera determinante su buona parte del territorio
italiano e avrà profondi riflessi sia sulla cultura etrusca
(e quindi in definitiva anche su quella latina) sia italica occidentale
(o "paleoitalica"). Se però i reciproci, strettissimi
rapporti - senza i quali la stessa formazione dell'ethos
etrusco risulta inimmaginabile - assumono ben presto le caratteristiche
di un ferocissimo scontro militare, nel secondo, dove non si
arriva -come in Calabria- al totale annientamento delle
popolazioni autoctone, si assiste alla lenta, ma costante, assimilazione
di modelli greci.
I nuovi stimoli culturali contribuiscono ai due fenomeni più
rilevanti di questi secoli: la tendenza a quella stratificazione
sociale che porterà in breve tempo alla nascita delle
grandi aristocrazie sia in ambito laziale che etrusco, e quello
del definitivo consolidarsi del modello urbano in queste stesse
zone; mentre in altre -come nell'area apula ed enotria-
si assisterà ad una evoluzione verso forme insediative
con caratteri protourbani.
Ciò che interessa ai nostri fini è la situazione
dei popoli propriamente detti "italici". Ancora occupanti
le zone interne appenniniche, risentiranno relativamente poco
di questi influssi e se, specie in ambito piceno, l'ascesa del
ceto aristocratico è un fatto ben testimoniato dalle loro
necropoli, quello dell'urbanesimo resterà sempre un fenomeno
estraneo a queste popolazioni, e la definitiva penetrazione romana
nel territorio appenninico troverà una situazione ancora
cristallizzata in forme "pagano-vicaniche".
Ma queste stesse popolazioni, dalle zone medio-adriatiche in
cui si erano formati i grandi gruppi etnici, iniziano a muoversi
verso quei territori che saranno le sedi d'origine della loro
massiccia invasione dei territori occidentali (latini, etruschi,
greci, o "paleoitalici" che siano) tra la fine del
VI e l'inizio del IV secolo.
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