“Galambra - Quattro storie con fantasmi”

– Bollati Boringhieri, 1987

Le attese, le presenze, le domande non dette che s’insinuano nelle storie quotidiane d’amore e di vita: questi i “fantasmi” che abitano quattro racconti di classica misura e poesia.

 

 

 

 

 

 

*        Galambra

*        La collana di coralli

*        La sposa longobarda

*        La fotografia

 

 

Non ci si aspettino, leggendo questi racconti, orrori e apparizioni, castelli sinistri e stridori di catene. Si tratta infatti di racconti “con” fantasmi e non “di” fantasmi. Non figurano qui creature soprannaturali, ma si agitano - non meno misteriosi e inquietanti – i “fantasmi” che abitano i rapporti quotidiani tra gli uomini. Sono le presenze, o le assenze, le angosce, le attese, le inconsapevoli domande che si possono insinuare tra due vecchie amiche, tra una coppia di coniugi o di freschi innamorati.

Com’è giusto, però, nei racconti di Marina Jarre questi realissimi “fantasmi” non si accampano mai in primo piano. Accanto a loro, e altrettanto importanti, ci sono le impressioni dell’ambiente e del paesaggio (città, strade, montagne, case di un’Italia inventata e per questo quanto mai “vera”), il fitto intreccio di dialoghi, i dettagli che fanno di ogni personaggio un individuo unico (vorremmo segnalare tra tutti una deliziosa e indimenticabile “ragazzona” appassionata studiosa di insediamenti longobardi).

Come i lettori sanno, la Jarre ha il dono di saper parlare dell’oggi con un senso classico della misura e un’inconfondibile vena di poesia. I racconti di “Galambra” lo provano e confermano che la scrittrice va collocata tra i più amabili petit maîtres della narrativa italiana contemporanea.

 

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09/01/01