“La principessa della luna vecchia”– Bollati Boringhieri, 1996

Un “giovane Holden” degli anni settanta guarda al mondo dei grandi con l’occhio di un candido e feroce cronista.

 

 

 

 

 

 

 

A Torino, nei mesi che precedono il referendum del ’74 sul divorzio, un ragazzino undicenne osserva la sua vita e le vicende della sua famiglia, composta dalla madre, femminista e impegnata, separata dal marito che vive lontano, e da tre figli, diversi per carattere e orientamento politico, che la donna alleva e educa ad un’umana e civile convivenza.  Intorno ad essi ruotano altre figure, amici, ragazze, insegnanti, tutti descritti con rapide ed efficaci annotazioni.

Dal racconto di Paolo che, ansioso di crescere, parla il gergo politico dei fratelli maggiori, usa qualche parolaccia, fa suoi slogan e discorsi colti al volo, emerge una divertente rappresentazione del piccolo mondo della contestazione di sinistra, che si accompagna ad un’attenta ma mai sottolineata indagine psicologica dei personaggi.

Questo libro, uscito per la prima volta nel 1977, è un “umanissimo ritratto di gruppo”, un frammento di storia degli anni settanta, in cui molti si riconosceranno e che potrà incuriosire i più giovani.

 

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04/01/01