Corso semiserio di Riprese Video

Chi di noi non s'e' mai dovuto sciroppare le proiezioni casalinghe dell'amico reduce dal viaggio in Nepal, il filmato traballante del battesimo del figlio del cognato o, peggio, il documentario del secondo matrimonio di vostra zia girato dal "fotografo di famiglia"? Nessuno sfugge a questa abominevole esperienza. Generalmente poi ci si vendica facendo vedere *i nostri filmati*, incastrando incolpevoli parenti e costringendoli ad un'esperienza simile alla traversata Civitavecchia-Cagliari con mare forza 8, con relative nausee e vomiti.
Ora basta! Grazie a questa mini-guida le vostre proiezioni non saranno piu' temute dal parentado come la solita tremenda rottura di scatole, ma diverranno una piacevole occasione in cui parenti ed amici, una volta tanto, non ridacchieranno con critiche offensive per alleviare il tedio del cortometraggio, ma saranno costretti loro malgrado a farvi i complimenti. Ma bando alle ciance, inziamo dunque!
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Le vostre riprese destano senso di nausea:
qualche consiglio
Diciamolo. Le vostre riprese in genere fanno vomitare. Tremolamenti da alcolista, sfuocate penose, zoomate a singhiozzo, panoramiche traballanti, inquadrature sgangherate e chi piu' ne ha piu' ne metta. Insomma un guazzabuglio di immagini senza capo ne coda.
Dovete sapere che noi umani, chi piu' chi meno, abbiamo circa 1.300/1.500 centimentri cubici di materia cerebrale nel cranio. Una quantita' del genere di cervello costituisce in molti casi uno spreco, ma diamo per scontato che noi vorremmo invece usarla al meglio. Il motivo per il quale le nostre riprese fanno schifo e' spesso lo scarso uso che si fa della sostanza grigia (non solo quando si fanno le riprese a dir la verita'). Sarebbe a dire che, come ogni altra attivita' umana, anche quella del cameraman richiede l'uso di un minimo di ragionamento.
I videoamatori invece, presi da raptus, filmano tutto quello che gli capita sottomano peggio che un giapponese con la macchina fotografica, senza curarsi minimamente della forma. Filmano "a panza" come si dice in gergo. Grave errore dunque. Ogni inquadratura invece dovrebbe essere pensata *prima* di pigiare il fatidico bottone.
L'avvento delle videocamere ha peggiorato enormemente le cose, perche' i vecchi cineamtori prima di sprecare un solo metro di costosissima pellicola, pensavano e ripensavano cento volte un'inquadratura. Adesso invece basta riavvolgere il nastro magnetico per girare altre schifezze senza spendere una lira in piu'. Quindi, a meno che non vogliate consumare inutilmente un po' di nastro magnetico, prima di riprendere qualcosa ci si dovrebbe sempre chiedere che tipo di filmato vogliamo ottenere. Un reportage di viaggio? Il filmato di un matrimonio? Una storia a soggetto?
Specialmente per coloro che non possono poi montare le riprese, e' determinante avere idee ben chiare *prima* di iniziare a filmare. Non bisognerebbe *mai* schiacciare il bottone dello start se prima non si e' deciso il tipo di inquadratura, la durata e gli eventuali movimenti di macchina. Ogni inquadratura andrebbe poi "concatenata" con la precedente seguendo un minimo filo logico.
Quando filmiamo un qualsiasi evento siamo costretti in qualche modo a fare una selezione di quel che accade nella realta', cioe' a fare la "regia". I piu' fortunati che hanno la possibilita' di fare il montaggio dopo le riprese possono magari filmare con meno patemi d'animo, ma e' una buona regola comunque abituarsi a fare il cosiddetto "montaggio in macchina".
Cioe' preordinare la giusta alternanza tra primi piani, panoramiche, campi medi o zoomate ecc.
Non c'e' niente di peggio che vedere un'inquadratura che vaga sulla scena senza un obiettivo preciso. Ma questo e' un discorso complesso che esula in parte da questa mini guida, che ha il solo scopo di fornirvi le basi elementari per fare riprese decorose.
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Come tenere in mano una telecamera
Ok, vi hanno regalato (o vi siete regalati, beati voi) una bella telecamerina. Dovete sapere che ci sono delle buone regole per impugnare la camera senza traballare troppo.
Il primo obiettivo di un cameraman che si rispetti è di tenere ben ferma la camera. Niente di peggio che vedere i temutissimi ondeggiamenti da mal di mare. In realta' una soluzione pratica ci sarebbe, e se tremate come un pero una valida via d'uscita e' usare un buon treppiede. Consiglio inutile, lo sappiamo. Il cavalletto pesa, e noi siamo cosi' pigri, perche' caricarsi di pesi mentre siamo in vacanza? Giusto.
Un'alternativa sarebbe allora un sano monopiede, leggero, robusto e anche pratico. Ok, ok, neppure quello volete portarvi dietro. Bene, allora si va "a spalla". La tecnica per riprendere a spalla presuppone sempre un buon appoggio su entrambi i piedi, distanziati circa 30 cm uno dall'altro e leggermenti divaricati verso l'esterno.
Niente gomiti ad "aeroplano", ma avambraccia ben poggiate sui fianchi; altro fattore da non sottovalutare e' la respirazione. I cameraman professionisti filmano praticamente in "apnea", adottando la tecnica dei tiratori col fucile. Questo per evitare che i polmoni, inspirando aria, sollevino la cassa toracica e provochino quel leggero ondeggiamento che spesso non viene percepito da chi fa le riprese, ma che si vede poi benissimo quando si guarda il filmato. In sostanza prima di fare la ripresa si inspira profondamente, poi si espira quasi tutta l'aria fino a raggiungere la rilassatezza della muscolatura (i muscoli del busto e dell'addome non devono essere in tensione): quindi si trattiene il respiro fino a che la ripresa non sara' terminata.
Tranquilli, nessun cameraman serio realizza generalmente sequenze piu' lunghe di 10 o 20 secondi. Non correte quindi il rischio di svenire miseramente nel bel mezzo della ripresa, magari stramazzando mentre gli sposi si scambiano l'anello...
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Le inquadrature
Un cameraman "serio" dovrebbe conoscere i vari tipi di inquadratura, cosi' come i principali movimenti di macchina. Le inquadrature sono sostanzialmente di due tipi: i "campi", riferiti a scene di paesaggio, e i "piani", riferiti alla figura umana. La conoscenza basilare dei termini tecnici sara' di aiuto nel momento in cui i piu' ardimentosi proveranno a buttar giu' la scenggiatura dei propri filmati
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C.L.L. CAMPO LUNGHISSIMO
inquadrature da lontano di paesaggi o panorami, dove si distinguono solo montagne, fiumi, citta' ecc.
C.L. CAMPO LUNGO
inquadratura simile alla precedente, dove pero' si distinguono un maggior numero di particolari come strade, ponti, paesi e gruppi di case. Si distinguono in lontananza anche le persone
C.T. CAMPO TOTALE
inquadratura di un gruppo di case, di una piazza, di un monumento o di un palazzo ecc. Le persone sono visibili distintamente
C.M. CAMPO MEDIO
inquadratura di un gruppo di persone, di un vicolo, di una parte di una piazza ecc. Le persone sono riconoscibili per la loro fisionomia
FIGURA INTERA
inquadratura a figura intera di una persona, dalla testa ai piedi
PIANO AMERICANO
inquadratura della persona tagliata poco sopra le ginocchia
MEZZA FIGURA
inquadratura della persona tagliata all'altezza della vita
MEZZO BUSTO
inquadratura della persona tagliata all'altezza delle "tette"
P. P. PRIMO PIANO
inquadratura piu' ravvicinata della precedente, con taglio all'altezza delle spalle
P.P.P. PRIMISSIMO PIANO
inquadratura del faccione intero, taglio a meta' collo circa
DETTAGLIO O PARTICOLARE
inquadratura di una mano, della bocca, degli occhi ecc. Ovviamente vale anche per oggetti e altri particolari.
I principali movimenti di macchina
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Le panoramiche
Vengono spesso confuse con le carrellate, che sono tutt'altra cosa. Nelle panoramiche l'operatore non si muove fisicamente dalla propria posizione, ma ruota la camera sul proprio asse verticale o orizzontale (alto-basso, destra-sinistra e viceversa). Una panoramica orizzontale di 360° è un giro completo sull'asse orizzontale (per esempio seguendo un ragazzino che ci gira intorno). Quest'ultima viene definita anche "panoramica a seguire", cioe' quando si inquadra un soggetto in movimento. Le panoramiche verticali invece sono quelle che si eseguono dall'alto in basso o viceversa, per esempio inquadrando un palazzo che non si riesce a riprendere per intero.
Non bisogna esagerare con le panoramiche, perche' non sono molto naturali per l'occhio umano: nessuno guarda un paesaggio girando la testa lentamente da destra a sinistra o viceversa. L'occhio ha un "angolo di campo", cioe' una visuale, molto ampia, di circa 220 gradi, che e' molto differente da qualsiasi ottica grandangolare; ha un'ampia visione frontale e persino una laterale, sia pure non troppo definita. Quando l'occhio esplora un paesaggio lo fa a scatti, soffermandosi di volta in volta su dei particolari.
L'insistere troppo con lunghe panoramiche risulta alla lunga piuttosto fastidioso: meglio "staccare" e alternare con dei campi piu' ravvicinati. Le panoramiche si possono eseguire sia da destra verso sinista che viceversa; si deve avere invece l'accortezza di non girare due panoramiche successive con movimento contrapposto; se proprio non potete farne a meno inserite almeno un'inquadratura fissa tra i due movimenti. Le panoramiche trasversali o oblique vanno evitate, a meno di non seguire qualcosa che si muove in tale direzione. Le panoramiche si possono combinare con le zoomate, per esempio andando "a stringere" su un particolare nella fase finale della panoramica.
Si puo' fare anche l'inverso, cioè partire da un dettaglio "stretto" e allargare, per accompagnare poi dolcemente in panoramica. Normalmente le panoramiche vanno eseguite con focali corte, cioe' grandangolari: con i teleobiettivi risultano piuttosto fastidiose, perche' i soggetti fortemente ingranditi entrano improvvisamente nell'inquadratura. Ricordarsi sempre che bisogna fare *pochi* movimenti! Se non volete dare retta a me guardatevi un qualsiasi film di un buon regista: le panoramiche le conterete forse sulle dita di una mano, le zoomate men che meno; vedrete invece qualche carrellate e moltissime inqadrature *fisse*.
Le carrellate
Vengono spesso confuse con le panoramiche(!), eppure la parola stessa da cui prendeno il nome, cioe' "carrello", dovrebbe togliere qualsiasi dubbio anche ai meno svegli. Le carrellate sono tutti quei movimenti dove macchina e operatore si spostano fisicamente in qualsiasi direzione. In realta' anche la "camminata a piedi" e' una sorta di carrellata; in questo caso per eliminare gli inevitabili scossoni e' stata inventata la "steady-cam", un sofisticatissimo aggeggio a base di giroscopi e contrappesi che si aggancia all'operatore tramite un'imbragatura, e con il quale si possono eseguire delle carrellate perfette anche correndo giu' per una scalinata. Esempio famoso dell'uso della steady-cam e' la sequenza dell'inseguimento del bambino in triciclo nel film "Shining", del grande regista Stanley Kubrick.
Maestro indiscusso nell'uso delle carrellate e' un altro geniale regista, il grandissimo Alfred Hitchcock. L'uso del carrello nei suoi film e' assolutamente magistrale e ogni movimento della camera non avviene mai per caso: ogni carrellata aggiunge suspense e interesse alla scena. Se volete vedere come si dovrebbe girare un film prendete un qualsiasi film di Hitcock e analizzatelo attentamente: e' una "scuola" impareggiabile per chiunque.
Ma torniamo a noi. Le carrellate in genere si realizzano con appositi carrelli su ruote o rotaie (dolly), oppure su delle speciali gru manovrate dagli attrezzisti. Si possono anche effettuare da un'autombile (camera-car) da una bici (bici-car :) e da qualsiasi mezzo semovente. I movimenti di macchina possono essere combinati tra loro, cioe' si puo' panoramicare mentre si effettua una carrellata, per accompagnare meglio il soggetto in movimenti o scene complesse.
Le carrellate sono molto usate nel cinema, molto meno in tv, per motivi di spazio e praticita'. In televisione si usano le cosiddette "carellate ottiche", cioe' quelle effettuate con lo zoom. La fondamentale differenza con le carrellate autentiche consiste nel fatto che l'allontanamento o l'avvicinamento del soggetto si realizza con un artificio ottico e non con lo spostamento fisico dal luogo di ripresa. Mentre si effettua una zoomata in sostanza si altera la prospettiva al variare della focale dell'obiettivo.
La carrellata invece consente lo spostamento rispetto al soggetto evitando i fenomeni tipici degli zoom, quali lo schiacciamento (teleobiettivo) o la deformazione dovuta agli obiettivi grandangolari. A volte tali deformazioni sono usate con precisi scopi espressivi (Chi non si ricorda gli spettacolari faccioni grandangolari del sergente carogna, quello che perseguitava Sean Connery nel film "La collina del disonore" di Sidney Lumet? Ok, non se li ricorda nessuno...
Le carrellate risultano piu' naturali delle zoomate, perche' nessuno di noi ha uno zoom al posto degli occhi. Lo zoom quindi va usato con giudizio e, anzi, andrebbe usato principalmente solo per variare le inquadrature, e non per zoomare a piu' non posso mentre si filma, come si vede fare spesso purtroppo. Tutti i movimenti di macchina, di regola (e specialmente le panoramiche), devono svilupparsi con movimento dolce e progressivo, con queste fasi:
posizione inziale da fermo
inzio movimento lento e progressivo
raggiungimento velocita' di movimento normale
rallentamento
raggiungimento posizione finale fino al fermo
Niente strappi e scossoni, indecisioni o, peggio, ripensamenti. Non c'e' nulla di piu' deplorevole che veder inziare una panoramica che si interrompe poi a meta' per tornare penosamente indietro!!!
Tecniche di ripresa
Fare riprese video e' un hobby meraviglioso, oggi alla portata di tutti grazie alla moderna tecnologia: le telecamere amatoriali, sempre piu' leggere e sofisticate sono ormai diffusissime con una grande varieta' di modelli adatti a tutte le tasche. Questa mini-guida permette alle persone completamente digiune di riprese video di approfondire meglio le tecniche basilari di ripresa.
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Usa la testa!
Quando si inizia una ripresa bisognerebbe sempre aver chiaro in mente quel che si vuol fare. Troppo spesso capita di assistere invece a video amatoriali in cui la camera "spazzola" la scena avanti e indietro fino a far venire il mal di mare. Le riprese tipiche del dilettante si vedono dopo pochi secondi, proprio per l'indecisione e un senso generale di confusione e approssimazione. L'operatore esperto invece non filma mai a caso: ogni inquadratura viene decisa prima di effettare la ripresa, cosi' come i movimenti di macchina, che devono sempre avere un loro preciso significato.
Quante volte abbiamo visto interminabili inquadrature che "vagano" per la scena senza motivo?
Quindi, punto primo: prima di inziare la ripresa, decidere quel che si intende riprendere. Non solo l'inizio ma anche la fine! L'operatore cioe' deve stabilire: il tipo di inquadratura, la durata della stessa, gli eventuali movimenti di macchina e la loro conclusione. Questo impedira' di inziare bene una ripresa per poi finirla a casaccio perche' non si era prevista in anticipo l'esatta sequenza.
La maggioranza degli operatori dilettanti purtroppo non possiede una centralina per fare il montaggio delle riprese, quindi sara' necessario abituarsi ad effettuare una sorta di "montaggio in macchina", ovvero riprendere le scene secondo una sequenza logica e con la giusta durata. Questa abilita' la si acquisira' poco alla volta con l'esperienza e soprattutto osservando con attenzioni i lavori dei professionisti, al cinema o in tv. A questo scopo e' importante anche allenarsi a calcolare mentalmente la durata delle inquadrature: quanto deve "durare" un'inquadratura? Bella domanda! Non esiste una regola fissa, se non quella che quando l'occhio ha "esplorato" completamente una scena bisogna cambiare inquadratura. Lo spettatore cioe' non deve arrivare a "stufarsi": all'opposto non bisogna interrompere una scena troppo presto impedendogli di cogliere i particolari importanti. Naturalmente un dettaglio richiedera' meno tempo di un campo medio ricco di particolari. Allo stesso modo una scena statica richidera' meno tempo di una dove ci sono delle azioni. Un'inquadratura fissa durera' meno di un'altra che invece esegue delle zoomate o delle panoramiche.
Usa le gambe!
La posizione! Non insisteremo mai abbastanza su questa questione fondamentale. Se non siete paralitici e avete due gambe, usatele! Non filmate sempre dalla stessa posizione usando lo zoom! Un bel filmato si distingue soprattutto per la ricchezza e la varieta' delle inquadrature, i punti di vista originali, i soggetti sempre interessanti.
Se un'inquadratura non vi convince lasciate perdere. Ogni inquadratura dovrebbe aggiungere qualcosa in piu' al vostro filmato, suscitare interesse o curiosita'. Quante volte ci e' capitato di vedere il dilettante scendere dall'automobile e inziare subito a filmare? (quando addirittura non alza nemmeno il culo e si mette a filmare dal finestrino abbassato!) Curare la posizione di ripresa invece e' importante per migliorare l'inquadratura e soprattutto per scoprirne di nuove! Non accontentatevi della prima inquadratura che vi capita sotto mano: prima di riprendere provate a spostarvi, cercate nuove angolazioni, nuove prospettive, muovete quel culo insomma!
Sforzatevi sempre di variare i punti di ripresa, sia con cambi di inquadratura che provando nuovi punti di ripresa. Naturalmente non bisogna esagerare: ricordate che lo spettatore deve sempre, come regola generale, poter "collegare" mentalmente le varie inquadrature, rendersi conto cioe' dei vari punti di vista senza restare disorientato da inquadrature troppo "artistiche" o strampalate. Di piu': inquadrature, montaggio e regia dovrebbero risultare "neutre" all'osservatore, la cui attenzione dev'essere catturata dal contenuto del filmato, non dall'invadenza e dai "virtuosismi tecnici" dell'operatore o del regista.
Inquadratura e composizione
Un'altra questione fondamentale per ottenere delle buone riprese e' saper far delle buone inquadrature. Questa qualita' purtroppo, se non la si ha naturalmente, la si impara con la pratica. Esistono delle tecniche in proposito che sono d'aiuto: consistono nel suddividere mentalmente l'inquadratura in terzi, dapprima con due linee verticali quindi con due orizzontali. Avremo come risultato 9 settori uguali: i punti di d'intersezione di queste linee sono quelli che attraggono maggiormente l'occhio. Questa suddivisione si chiama "sezione aurea".
Nell'immagine a destra si puo' osservare la suddivisione dell'inquadratura secondo la regola della "sezione aurea". La composizione si sviluppa diagonalmente, equilibrandosi tra la testa del trombettista e la "campana" dello strumento. Il punto di maggior interesse, il viso del musicista, si trova vicino all'intersezione delle linee della sezione aurea. Per la cronaca il trombettista e' il grandissimo Clifford Brown.
Anche nell'immagine qui sopra la composizione, pur non avendo le proporzioni del video (3x4) risulta equilibrata: si noti "la massa" della percussione sulla sinistra, che controbilancia il volto di Ray Barreto, famosissimo bandleader di musica Salsa. Le mani sul tamburo, uno dei "punti forti" dell'immagine insieme al viso del musicista, si contrappongono diagonalmente equilibrandosi. Anche il volto di Barreto si trova in corrispondenza dell'incrocio delle linee e lungo il parallelo verticale dove l'occhio concentra naturalmente la sua attenzione.
In ogni caso, per imparare, osservate sempre con attenzione i filmati dei professionisti, male non vi fara' di certo.
Queste sono regole generali, che vanno bene nella maggioranza dei casi. "Ma come si realizza una buona inquadratura?" chiedera' qualche incauto. Bella domanda! Una buona inquadratura e', fondamentalmente, una equlibrata composizione degli elementi che la compongono: oltre alla loro disposizione, andra' curata anche l'illuminazione, la prospettiva e il soggetto, insomma dovra' esserci una certa piacevolezza dell'insieme, senza evidenti sbilanciamenti.
Uno "sbilanciamento" tipico puo' essere la persona troppo vicina al bordo dell'inquadratura, con troppa "aria" in testa o, peggio, coi piedi o altre parti del corpo tagliati. Un viso ripreso di profilo non dev'essere quasi mai collocato esattamente nel centro dell'inquadratura, come il principiante tende a fare (impressione di staticita' e rigidita') ma leggermente spostato di lato, in modo da lasciare piu' spazio nella direzione in cui guarda il soggetto. Eccellenti esempi di "inquadratura" possono essere osservati nelle opere dei grandi pittori del passato come Tintoretto, Tiepolo, Caravaggio, Rembrandt ecc, i cui grandi quadri con decine di figure complesse sono delle spettacolari dimostrazioni di dominio assoluto della composizione.
I grandi artisti cioe' sapevano dirottare l'attenzione dello spettatore esattamente dove volevano loro. Quando guardate un quadro di un grande pittore la vostra attenzione non si posa mai a caso su qualcosa, ma viene catturata esattamente dove l'autore voleva che fosse catturata. Questo lo si ottiene con una sapiente disposizione degli elementi e delle loro masse, con l'uso del colore o della luce. Forse non ve ne siete mai resi conto ma e' proprio cosi'.
Messa a fuoco
Una delle croci e delizie del videoamatore (ma anche del professionista!) e' la messa a fuoco: quante volte avete rovinato irrimediabilmente delle bellissime riprese con delle deplorevoli sfuocature!!! Il "segreto" per avere sempre i soggetti perfettamente a fuoco e' semplicissimo: prima di iniziare la ripresa, bisogna *sempre* regolare la messa a fuoco inquadrando il soggetto con il teleobiettivo al massimo. Quindi si potra' zoomare a piacere avanti e indietro, e cambiare l'inquadratura avendo la certezza che il soggetto sara' sempre perfettamente a fuoco.
Questo ovviamente a condizione che il soggetto sia fermo, perche' se si muove le cose si complicano; in questo caso bisognera' correggere il fuoco durante la ripresa. I penosi sfuocamenti a cui assistiamo di solito a questo punto nei filmati dilettanteschi possono essere evitati imparando a memoria che la rotazione della ghiera in senso antiorario regola il fuoco verso l'infinito, quella in senso orario regola il fuoco per i soggetti piu' vicini.
Quindi, se il soggetto si allontana rispetto alla posizione iniziale ruoteremo la ghiera verso sinistra, se viceversa si avvicina ruoteremo la ghiera di messa a fuoco verso destra. Questo semplice accorgimento ci permettera' di correggere il fuoco a colpo sicuro, anziche' focheggiare avanti e indietro come degli ubriaconi. Ovviamente la messa a fuoco dovra' essere tanto piu' precisa quanto piu' alta sara' la focale usata (teleobiettivo): se vogliamo avere invece meno problemi basta allargare la focale verso una posizione grandangolare per filmare tranquillamente senza dover continuamente correggere il fuoco.
Riprese a mano libera
Il piu' delle volte dovrete fare le riprese a mano libera, o "a spalla", come si dice in gergo tecnico. E' la specialita' piu' difficile in quanto, oltre a controllare l'inquadratura, la messa a fuoco, l'esposizione e i movimenti, si deve badare contemporaneamente a tener diritta e ben ferma la camera. Non c'e' nulla di peggio che una buona inqadratura "rovinata" da tremolamenti e sobbalzi.
Per risolvere buona parte di questi probelmi si ricorre di solito a un buon treppiede, o a sostegni di fortuna quando e' possibile.
Un buon aiuto sono le apposite staffe che sorreggono la camera e che si appoggiano alle spalle e, nella parte anteriore, al busto, per evitare le oscillazioni piu' comuni, cioe' quelle veriticali.
Controllo costante dell'inquadratura
per verificare se state tremando o meno, tenete d'occhio i bordi dell'inquadratura. Sforzatevi di osservare *tutta* l'area ripresa nel mirino, non solo il centro o il soggetto. Questo vi permettera' un miglior controllo di tutta l'inquadratura: eviterete di "tagliare" teste, riprendere sfondi indesiderati o altri elementi di disturbo. Se non riuscite a tenere la camera abbastanza ferma scegliete una focale dell'obbiettivo piu' grandangolare o avvicinatevi al soggetto. Niente teleobiettivi a mano libera se non siete capaci di tenerli ben fermi!
Provate in anticipo i movimenti!
Se dovete fare dei movimenti di macchina, provateli sempre a vuoto, prima di iniziare la ripresa, e controllate la dolcezza della traiettoria. E buona regola generale fare movimenti dolci, mai bruschi, e purtuttavia decisi. Se avete stabilito di fare una panoramica, durante la ripresa non dovete avere ripensamenti o, peggio, tornare indietro! Obbligatorio poi mettere a fuoco *prima* della ripresa. Specialmente se intendete fare zoomate, preparatevi la messa a fuoco sul soggetto in cui andrete a "chiudere". Eviterete cosi' penosi focheggiamenti nel corso della ripresa.
Una panoramica di solito si inizia partendo da un'inquadratura fissa, poi dolcemente s'inizia a ruotare la camera nella direzione voluta fino a raggiungere una velocita' costante di rotazione; poco prima di arrivare all'inquadratura finale si rallentera' fino a fermarsi dolcemente sulla scena finale, lasciandola durare per qualche secondo.
La durata delle inquadrature si contano mentalmente col solito "milleuno, milledue, milletre ecc." Una scena ricca di particolari richiedera' un tempo superiore a quella di un semplice dettaglio. L'inquadratura di un gruppo di persone impegnato in qualche attivita' dovra' essere piu' "lunga" di un primo piano. Quanto lunga? Non c'e' una regola precisa, ogni inquadratura e' un caso a se'. In genere pero' si va da pochi secondi a qualche decina al massimo. Una ripresa di 20 o 30 secondi puo' risultare interminabile se non accade qualcosa dentro la scena.
Una buona regola generale e' interrompere la ripresa non appena avremo mentalmente "esplorato" tutta l'inquadratura. Allo stesso modo, una scena non andra' interrotta prima che si sia potuto distinguere tutti gli elementi importanti dell'inquadratura. Iniziate la ripresa solo quando avrete deciso come concluderla.
Riprese ad occhi aperti!
Una cosa molto utile, specie nel reportages veloce o in quelle situazioni in cui e' difficile prevedere i movimenti del soggetto, e' saper filmare tenendo aperti entrambi gli occhi. Abituatevi a questa tecnica, utilissima nelle riprese in movimento per vedere quel che vi accade intorno mentre filmate, per evitare ostacoli o per decidere al volo se e' il caso di fare una panoramica o meno. Naturalmente la vista a destra vi sara' preclusa dalla telecamera stessa ma, con un po' di pratica, riuscirete ugualmente a sbirciare allontanando leggermete il capo mentre tenete in posizione la camera.
Scelta della focale
Nelle riprese a mano libera si useranno preferibilmente inquadrature grandangolari, piu' facili da tenere ferme e a fuoco. Da evitare i "tele" spinti perche' oltre un certo fattore di ingrandimento le riprese risuteranno sicuramente mosse.
Movimenti a seguire, ripresa in camminata
Seguire dei soggetti in movimento e' una delle cose piu' difficoltose, sempre per i soliti motivi di mosso e messa a fuoco... A meno di non possedere una steady-cam (speciale apparecchio per effettuare riprese a mano libera con la fluidita' di una carrellata) ci dovremo arrangiare con metodi piu' caserecci ma comunque piuttosto efficaci... Per ottenere riprese in movimento piu' stabili ci sono alcuni utili trucchetti che e' bene conoscere....
Se decidete di fare una "camminata", fatelo tenendo le ginocchia leggermente piegate, fate passi brevi e alzate i piedi il meno possibile. Le "camminate" risulteranno migliori in luoghi aperti e senza riferimenti geometrici, specie se seguiremo dei soggetti da vicino. Una ripresa a piedi in un corridoio vuoto risultera' molto difficile da eseguire senza scossoni visibili: molto meglio seguire delle persone, di modo che l'attenzione di chi guarda venga attratta dal soggetto in movimento.
Quando si seguono delle persone inoltre e' opportuno "sincronizzare" il proprio passo su quello dei soggetti... Eviteremo cosi' di sommare le nostre oscillazioni (e quindi renderle ancor piu' evidenti) a quelle delle persone che stiamo riprendendo... Le persone vanno seguite da vicino, inquadrandole a figura intera o, meglio ancora, a mezza figura. In questo caso le inevitabili oscillazioni del camminare non saranno percepite da chi guarda, in quanto la sua attenzione sara' attratta dai soggetti in movimento. Certo, se poi inciampate giu' da una scala... :)
Le riprese a spalla, come detto, sono le piu' difficili da eseguire, tantoche' spesso si preferisce usare il carrello, ovvero la camera viene posizionata per l'appunto su un carrello con ruote gommate o addirittura su dei binari... Naturalmente il dilettante, anche in questo caso, dovra' ingegnarsi: per effettuare carrellate "quasi vere" si potra' usare un treppiede con ruote, un carrello da supermercato, una bicicletta o anche un'automobile...
Riprese con il treppiede
Un buon treppiede non dovrebbe mai mancare nell'attrezzatura di un cameraman serio. Questo e' un strumento sempre utile nelle riprese generiche e addirittura indispensabile nell'uso di teleobiettivi spinti. Come abbiamo gia' avuto modo di dire piu' volte, il "mosso" e' sempre in agguato ed e' il pericolo piu' ricorrente per i videoamatori. Il treppiede garantisce riprese stabili e fluidita' nei movimenti di macchina. Meglio non risparmiare su questo utile accessorio. Dovra' essere robusto, abbastanza alto da non doversi piegare per guardare nel mirino della camera, con "bolle" di livellamento e colonna centrale regolabile. Potra' esser utile la possibilita' di rovesciare la colonna verso il basso o il divaricamento delle gambe con angolazioni superiori ai 45 gradi, per poter effettuare riprese a livello del terreno o da posizioni molto basse.
Un aspetto di fondamentale importanza e' la testa: questa dovra' essere di tipo "fluido", con una leva di lunghezza adeguata (minimo 25/30 cm.) per poterla muovere con dolcezza in ogni direzione. Anche in questo caso inutile fare i taccagni, meglio spendere qualche lira in piu' per avere movimenti perfetti, senza strappi. Molto comoda e' la piastra di aggangio e sgancio rapido, da fissare sotto la camera, e che vi permette di togliere e mettere la camera sul treppiede in pochi secondi.
Usare il treppiede non e' difficile: l'unica cosa a cui si deve fare attenzione e' che sia sempre "in bolla"; aprite le gambe fino al blocco, badando che i piedini poggino stabilmente sul terreno, regolate grosso modo la colonna centrale e quindi montate la camera. Se la posizione vi sembra buona regolate con precisione la posizione delle livelle (o "bolle" per l'appunto)... Provate a panoramicare, ovvero ruotate la camera in senso orizzontale per almeno 90 gradi a destra e sinistra... la bolla deve rimanere centrata.
Montaggio in macchina
Un film, un documentario, uno speciale televisivo, non sono altro che un insieme equilibrato di inquadrature, di movimenti di macchina, di musiche e di parlato. Nelle produzioni professionali tutti questi elementi vengono previsti a tavolino ancor di prima di girare un solo metro di pellicola o nastro magnetico, dopodiche' tutto il girato viene armonizzato e "rifinito" nella postproduzione o montaggio. Questa fase, com'e' intuibile, ha un ruolo fondamentale sul risultato finale. Dal montaggio dipende la riuscita di tutto il lavoro.
La post-produzione, un lavoro davvero entusiasmante e creativo, e' in genere preclusa al comune vidoeamatore per via dei costi: dotarsi di una moderna centralina di montaggio completa di videoregistratori, titolatrice, effetti ecc. vuol dire spendere svariati milioni...
Il videoamatore quindi deve abituarsi a "montare in macchina", ovvero fare le riprese secondo un minimo d'ordine, come se seguisse una specie di scenggiatura. Non e' poi cosi' difficile come puo' sembrare a prima vista. E' sufficiente, come al solito, predisporre un piano di massima per effettuare le riprese.