Scuola Media Statale "E.Torricelli" 
Piazza F.lli Kennedy, 1 - CASANDRINO (NAPOLI)
Tel. 081-8332468

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Pulsanti collegamenti

Il nostro progetto "ORIENTAMENTO"

di Marchese Carmela

Collaborazione, impaginazione grafica e consulenza tecnica Ponticiello Scipione

INDICE:   Premessa  |  Modelli  | Il nostro percorso (indagine)|

                  Dal disagio al bisogno |Proposte Operative (obiettivi e attività per classe)

Valenza orientativa delle discipline:                                 HOME

La Lingua |Il cinema in lingua|Sequenze operative e metodologia(esempio)

Premessa

Questo progetto integrato sull’orientamento nasce dalla consapevolezza che gli insuccessi scolastici, caratterizzati da abbandoni ed evasioni, sono dovuti da una mancata formazione dell’alunno nella sua interezza di persona. Il mondo produttivo e sociale sono caratterizzati sempre più da richieste di competenze "nuove e specializzate" nell’ottica della flessibilità, dando una rilevante importanza all’"orientare" in modo parallelo alle trasformazioni socio-economiche e storico-culturali che determinano diverse concezioni dell’uomo, dell’organizzazione e della razionalizzazione del lavoro. La scuola è riconosciuta, a tal proposito, una delle primarie agenzie sociali responsabile a formare "persone in grado di compiere scelte".

Il progetto si colloca in una visione di azione positiva per il raggiungimento da parte di tutti gli allievi della scuola di quegli obiettivi necessari per inserirsi coscientemente nel mondo attuale: scolastico, quotidiano e professionale. L’orientamento, per la scuola media "Torricelli", viene definito come un complesso di attività volte a mettere un individuo in grado di scegliere o comunque di prendere decisioni nei vari momenti della propria vita, sia in relazione alla sua carriera scolastica e professionale sia nello sviluppo della sua esistenza. Con ciò intendiamo sottolineare che la pratica di orientamento può espletarsi non solo nel periodo formativo tradizionale della persona, né soltanto nel momento della scelta professionale, ma anche nei momenti della vita caratterizzati da cambiamenti (carriera scolastica, riconversione professionale, cambiamento del posto di lavoro, cambiamento del ciclo di studio, cambiamento dei/nei nuclei familiari ecc.).

Rimane comunque la convinzione che il momento più delicato e complesso è quello della transizione dalla scuola al mondo del lavoro; è in questa fase che si apprezzano gli effetti di una vera attività di formazione. Infatti il periodo di passaggio dalla condizione formativa a quella lavorativa è per l’individuo un periodo in cui emergono incertezze e ansie che sono presenti nelle condizioni in cui si passa da una situazione nota ad una ignota. Un progetto puntuale e integrato sull’orientamento diventa necessario per aiutare i soggetti ad utilizzare le proprie competenze e conoscenze al fine di ricercare e valutare le informazioni, le motivazioni profonde, le effettive potenzialità nonché le offerte del mondo del lavoro. Anche le famiglie, per una corresponsabilità che alleggerisce le proprie ansie, sono più sensibili alle attività finalizzate ad aiutare ed indirizzare le scelte future dei propri figli.

"…La scuola è un luogo altamente artificioso da cui per tradizione, si tende ad escludere tutto ciò che non appartiene ai programmi di studio. Cosicché quel tanto o poco di operativo che si ritrova nella vita scolastica viene vissuto come marginale e si snoda nel contesto senza fruire di attenzione programmatorie o metodologiche, mentre i saperi non trovano facilmente legittimazione in esperienze d’uso, data la loro gestione separata dalle situazioni in cui sarebbe abituale incontrarli. Nella scuola sapere e agire, conoscere e praticare, apprendere e usare, non si illuminano reciprocamente…" (Maria De Benedetti 1998)

Al fine di progettare e programmare una didattica in cui sapere e fare vengono proposte agli studenti come esemplari dell’agire umano, i docenti della "Torricelli" hanno strutturato un percorso che mette in condizione l’allievo di leggersi come identità unica e irripetibile, che gli consente di conoscere il mondo, agire sul mondo e riprogettare qualcosa sul mondo.

La scuola, in tal modo, rende possibile un rapporto tra l’Io dei propri allievi e il mondo di cui essi fanno parte.

INDICE

MODELLO DI SOCIETÀ AGRICOLO-ARTIGIANALE

Nella società agricolo-artigianale non esisteva una vera e propria teoria sull’orientamento

 
Decisione affidata esclusivamente alla famiglia di appartenenza;
Il figlio seguiva le orme del padre e la figlia diventava moglie e madre

MODELLO INFORMATIVO

Informazione sul mondo del lavoro

Profili occupazionali
Stime occupazionali

 

Si trascura l’aspetto psico-sociale
Scorretta e "ingenua" scelta invece che consapevole e razionale

Informazioni su profili professionali

Percorsi formativi successivi alla scuola dell’obbligo
Iniziative di formazione professionale regionali e non

MODELLO PSICODIAGNOSTICO O PSICOATTITUDINALE

SOCIETÀ TECNICO-INDUSTRIALE

In ogni individuo esistono delle capacità che lo rendono più adatto a certe professioni
Nasce lo psicologo dell’orientamento
Raccogliere informazioni delle proprie caratteristiche ed esigenze per scelte future

 

L’uomo giusto al posto giusto

(Parsons)

Non aiuta a decidere ma decide

MODELLO PEDAGOGICO-FORMATIVO

Anni ’90

Al centro dell’orientamento è posta l’intera personalità del soggetto con attitudini, interessi, motivazioni ecc., per scelta scolastica, professionale e progetto di vita

Orientamento = azione continua che si inserisce in tutto il processo di maturazione della personalità del soggetto (orientamento tout court)

 

Orientamento=attività interna ad un processo personale e autonomo che conduce l’individuo a porsi continuamente dei problemi di scelta, così da acquistare quella capacità di orientarsi da solo di fronte alle mutevoli esigenze di natura professionale e sociale: autorientamento.

La scuola:
non considera la scelta come un atto occasionale bensì come un processo che comincia dall’infanzia
non accetta modello di O. fondati esclusivamente sulla misurazione e valutazione delle attitudini
Respinge un modello solo di carattere diagnostico, che non tiene conto della storia personale del soggetto né dell’evoluzione delle professioni

INDICE

ORIENTAMENTOÛ EDUCAZIONE

IL NOSTRO PERCORSO

L’INDAGINE CHE LEGITTIMA LE NOSTRE SCELTE PRIORITARIE:

Secondo quanto prescritto dalle nuove direttive ministeriali, ogni scuola (come pubblico servizio di primaria importanza) deve funzionare al meglio per garantire alle generazioni future: "cultura", "formazione" e "orientamento" chiedendo, anche agli utenti, un parere sul proprio funzionamento. E’ per questo motivo che la nostra Scuola ha promosso un’indagine conoscitiva tra gli alunni della nostra scuola, tra i genitori di tutti i ragazzi e tra i docenti, nella convinzione che, per poter migliorare la propria funzionalità c’è bisogno della fattiva collaborazione di tutte le componenti coinvolte.

I risultati delle rilevazioni sono stati elaborati in tabelle e grafici rappresentanti ognuno items e tipologia specifica per consentirne una facile visione ed una più immediata lettura.

METODOLOGIA

Per l’indagine sui genitori è stata scelta la metodologia della campionatura.
Per l’indagine sugli alunni è stato considerato l'intera popolazione (classi prime, seconde e terze).
Per i docenti l’indagine è stata estesa all’intera popolazione.

STRUMENTI

Questionari a risposta multipla e/o aperte.

I dati raccolti possono essere considerati rappresentativi e attendibili in quanto il lavoro si è basato sui seguenti criteri statistici e scientifici: obiettività, osservazione, misurabilità, verificabilità. Si è tentato di controllare le condizioni e le variabili che influiscono sui soggetti in esame. Si sono evitati errori legati alla scelta del campione ed il sistema usato è stato quello della scelta casuale indipendente dove ogni soggetto non influenza le probabilità di scelta di un altro soggetto.

IPOTESI

Tenendo presente l’intera utenza scolastica ( genitori, alunni, docenti), e, attraverso una meticolosa ricerca scientifica, si ipotizza di individuare i reali bisogni della S.M.S. "E. Torricelli" e, in particolare, il bisogno primario che accomuni tutte e tre le componenti in esame, tale da poter calibrare l’offerta formativa agli standard nazionali e garantire livelli soddisfacenti di qualità ed efficacia dei servizi scolastici.

DESCRIZIONE DEI TRE GRUPPI

A) ALUNNI - Popolazione : n. 651 alunni

Dall’indagine effettuata sono emersi risultati molto chiari ed indicativi e, su taluni di essi, è bene soffermare l’attenzione:

I nostri alunni percepivano la scuola media, prima di farvi ingresso, per il 55,8% importante ed il 24,5% difficile, lo stato attuale della rappresentazione della scuola è del 48,7% accogliente e i rimanenti la ritengono alla stessa stregua serena e severa.

Secondo il loro punto di vista la scuola ideale andrebbe organizzata per il 40% con maggiori attività sportive per il 36% con attività laboratoriali e il 41,32% con maggiori attività artistiche.

I nostri alunni pur avendo avuto notevoli esperienze di canto e recitazione (23,2% e 39,8%) non esplicano queste attività nella loro vita quotidiana né le esprimono nelle preferenze tra le attività proposte dalla scuola (lab.teatrale 13,10%, coro 1,3%).

Essi ritengono l'italiano per 26,58% una disciplina facile insieme all'educazione fisica 37,36% mentre risulta difficile per il 33,7% la lingua straniera. La maggior parte dei ragazzi intende proseguire gli studi ed il 40% dichiara di praticare uno sport.

Nel tempo libero il 39% guarda la TV; pochi dichiarano di leggere, ascoltare musica o andare al cinema. Il 27% gioca per strada; il 57% gioca con gli amici .

Il 18,4% dichiara di aver esercitato nel tempo libero e d'estate attività lavorativa di breve periodo (le maggiori percentuali si registrano nei lavori di barista e meccanico), il 24% esegue lavoretti in casa. Se la scuola offrisse attività alternative i nostri alunni sceglierebbero: il 46,3% Laboratorio di informatica, 34,49% pratica sportiva, 20,51% Laboratorio di ceramica e pittura, 17,59% scuola di ballo, 13,10% laboratorio teatrale, 10% educazione all'immagine6, 7% studio del latino, 5,7% laboratorio linguistico e laboratorio tecnico, 2,93% laboratorio di lettura.

Il dato più rilevante è che il 74% dei nostri alunni di prima media ha prospettive future a continuare gli studi e la statistica è costante fino alla terza media, ma la maggior parte non sa quale strada scegliere e questo nei ragazzi delle classi terze determina degli stati di angoscia che spesso prendono corpo con psicosomatizzazioni (diuresi notturna, aggressività, disturbi gastroenterici, insonnia), che aumentano ulteriormente situazioni stressanti creando disorientamento anche nelle persone intorno a loro: genitori, docenti e amici.

B) GENITORI - Campione : n. 380 genitori

L’82% dei genitori interpellati, considera, in ordine prioritario il problema della disoccupazione quello più preminente nel proprio paese, immediatamente seguito dalla sofferenza per la mancanza di giardini pubblici e spazi verdi, per la diffusione della droga, per la mancata o intempestiva raccolta dei rifiuti e, soprattutto, per il degrado ambientale.

Coloro che hanno risposto sulle cose positive di Casandrino, esaltano la bellezza della piazza, della chiesa e la collaborazione dei giovani volontari dei due circoli culturali. L’immagine che i genitori hanno dalla scuola "E. Torricelli" è positiva per quanto riguarda le figure professionali in essa operanti mentre denunciano negatività sia per la struttura che per l’organizzazione e contestano il doppio turno.

I genitori vorrebbero per i loro figli più attività sportive, più laboratori di informatica, più ore scuola come "alunni a rischio". Nei genitori dei nostri alunni è molto forte il senso di appartenenza al territorio di origine. L’osservazione è confermata non solo dal fatto che l’82% vive da oltre sei anni a Casandrino ma che gli stessi non cambierebbero paese in quanto considerano i disagi del loro territori uguali a quelli di tutta la provincia di Napoli. Vorrebbero però migliorare la vivibilità auspicando maggiori spazi verdi, più giardini pubblici, minore disoccupazione, . I genitori vivono dunque limiti e desideri che si possono paragonare agli standard nazionali .

La piazza per molti di loro rappresenta una delle cose più piacevole ed più apprezzabile del paese ed è considerata come l’unico punto di incontro per scambi culturali e relazionali.

La scuola rimane per i genitori un grosso punto di riferimento, basti pensare che al secondo posto ( dopo il partner) essi individuano nei professori i referenti più validi per la soluzione dei problemi dei loro figli. Ciò denota l’importanza della figura dei docenti non solo per la formazione educativa ma anche per quella umana .

C) DOCENTI - Campione : n. 57 docenti

Il 96% dei docenti della Torricelli pensa che è possibile migliorare l’offerta formativa della scuola e l’89% è favorevole alle attività extrascolastiche ritenendo che esse esercitano una ricaduta positiva soprattutto sui ragazzi svantaggiati.

Il 76% auspica una partecipazione più attiva dei genitori anche nei singoli consigli di classe.

Un dato molto significativo è che circa il 50% indica nei laboratori la strada più adatta

per migliorare la qualità della scuola e per il recupero degli alunni svantaggiati. Altre proposte a tale riguardo sono: l’eliminazione del doppio turno, il potenziamento di attività extrascolastiche, una maggiore professionalità dei docenti con l’utilizzo di nuove metodologie, accordi di rete in particolar modo con la forza sociale più importante del territorio che è il Comune.

I docenti , in particolare, intendono offrire il loro contributo professionale in laboratori con ambiti specifici e con organizzazione del lavoro in orario curriculare ed extracurriculare.

INDICE

DAL DISAGIO AL BISOGNO.

A) ALUNNI

1 Maggiore attività laboraroriali

2. Sport : attività sportive all’interno della scuola

3 Aiuto e guida per le scelte

4. Potenziamento dell’area relazionale ( con coetanei ed adulti ).

  1. Minore carico di libri e di compiti

B) GENITORI

1. Migliorare la vivibilità della comunità

2. Miglioramento dell’edilizia scolastica eliminazione del doppio turno

3. Aiuto e supporto per scelte e decisioni immediate e future de propri figli

4 Offerta formativa più spendibile nel sociale con maggiore carattere di operatività (laboratori).

 

C) DOCENTI

1. Formazione dei docenti ( per l’utilizzo di nuove metodologie )

2. Confronto con le famiglie

3. Miglioramento delle strutture

4. Didattica laboratoriale ( orario curricolare ed extracurricolare).

5. Necessità di pianificare interventi più operativi per orientare e sviluppare maggiore sicurezza negli allievi

 

BISOGNO COMUNE ALLE TRE COMPONENTI

1.Didattica laboratoriale

2. CENTRALITA' DI UNA FORMAZIONE DELL’ALUNNO NELLA SUA INTEREZZA DI PERSONA

AREA DIDATTICO-EDUCATIVA DA PRIVILEGIARE

FORMAZIONE ORIENTATIVA

Nel progettare situazioni formative riteniamo indispensabile lavorare soprattutto tenendo presente:

Specificità curricolare e metodologica che si sviluppa intorno alle esigenze psicologiche tipiche dei ragazzi dagli 11 ai 14 .
La scuola media è orientativa in quanto favorisce l'iniziativa del soggetto per il proprio sviluppo e lo pone in condizione di conquistare la propria IDENTITÀ di fronte al contesto sociale, tramite un processo formativo continuo.
La possibilità di operare scelte realistiche nell'immediato e nel futuro, deriva anche, dal consolidamento di una capacità decisionale che si fonda su una verificata conoscenza di sé (modello pedagogico - formativo).

PROPOSTE OPERATIVE

CLASSI PRIME            CLASSI SECONDE      CLASSI TERZE           HOME        INDICE

 

Valenza orientativa delle discipline

La lingua è lo strumento con cui l'uomo interpreta se stesso e la realtà che lo circonda. Questo processo di interpretazione ha una valenza orientativa intrinseca:

crescere, interagire con la propria famiglia, aprirsi alla società in contesti sempre più ampi, vivere la storia. Nella scuola la lingua, oltre ad essere oggetto di studio formale, riassume in sé i linguaggi di tutte le discipline ed è pertanto il tramite dell'orientamento attraverso le conoscenze. La lingua straniera, appresa a scuola come disciplina, è oggetto di riflessione formale, strutturale e contrastiva, ma è anche la finestra su una cultura e un modo di vivere diversi, in sostanza su una diversa concezione del mondo.

Se n'era accorto ai suoi tempi il poeta latino Ennio che sosteneva di avere tre cuori - tria corda - grazie alle tre lingue che conosceva, latino, osco e greco. Ennio, nato nell'antica Rudie, presso Taranto, visse dal 239 al 168 a.C.

La riflessione sulla lingua è del resto molto comune nel nostro paese dove sono ancora diffusi, anche se in decadenza, i dialetti e dove è quindi possibile il confronto quotidiano tra la diversa interpretazione della vita che essi danno rispetto alla lingua nazionale. La realtà italiana si può spesso interpretare correttamente solo quando è filtrata dal dialetto oltre che dall'italiano, e gli osservatori stranieri delle cose italiane, possedendo solo quest'ultimo, rimangono spesso "disorientati".

È tuttavia singolare che gli italiani a cui la "Questione della Lingua" fornisce da secoli motivo di analisi sulla comunicazione siano così refrattari allo studio delle lingue straniere, notoriamente poco conosciute nel nostro paese. In passato non giovava nemmeno l'ausilio del latino, studiato già dopo il ciclo elementare, che permetteva una utile riflessione linguistica, buona per tutti gli idiomi, antichi e moderni. I metodi di insegnamento di allora erano forse spesso discutibili e certo oggi non più proponibili, ma il latino resta una lingua di alta valenza orientativa che permette una riflessione linguistica impareggiabile essendo, con il greco antico, il fondamento della civiltà europea. La lingua veicolare internazionale, l'inglese, è la più neolatina della lingue germaniche, con il suo vocabolario derivato circa al 50% dall'idioma di Roma. Nei paesi anglosassoni la conoscenza dei rudimenti di questa lingua (unita a un buon numero di parole) viene ritenuta di grande ausilio alla comprensione, soprattutto della lingua della comunicazione più complessa.

È proprio per questo motivo che si dovrebbero rivedere gli spazi e gli obiettivi assegnati al latino nei programmi del 1979, magari partendo dalla ricerca nazionale portata a termine nel 1991 dalla Direzione generale S.M di 1~ Grado (Indagine sull' Educazione linguistica, risultati e prospettive).

Nella scuola media attuale la lingua straniera è studiata come materia a sé stante, con pochi collegamenti con le altre discipline del curricolo. Nelle tre ore settimanali di insegnamento - ritenute peraltro insufficienti - ci si concentra sulla competenza comunicativa di base, sulle generiche nozioni di civiltà, sulle letture graduate e semplificate; si è condizionati dai libri di testo attualmente disponibili, la cui lingua è generalmente povera. Con questa lingua i docenti svolgono un' azione orientativa, di natura prevalentemente metodologica, ormai diffusa ed accettata:

- Identificazione di percorsi graduati, strutturati, che permettano allo studente di intraprendere un lavoro di esplorazione, di scoperta, di analisi contrastive, di riflessione linguistica nelle quattro abilità.

- Acquisizione, attivazione, perfezionamento delle competenze strategiche di tipo socio-affettivo, cognitivo, metacognitivo.

- Scelta delle attività basate sulle funzioni espressive, comunicative, investigative e simboliche.

- Valutazione delle prove e indicazioni utili ai fini dell'autovalutazione.

Che la lingua faccia parte a sé nel curricolo è del resto ampiamente dimostrato dal fatto che essa non gioca ancora alcun ruolo all'interno del colloquio pluridisciplinare in sede di esame di licenza media. La causa di ciò è evidente: non esiste la possibilità di usare la lingua "scolastica", cioè la lingua povera dei testi scolastici, per fare operazioni di tipo trasversale al curricolo.

La lingua della comunicazione spicciola è utile, bisogna saperla, ma non è un punto di arrivo.

A New York, afferma Umberto Eco (1997), alcuni gruppi etnici "si incontrano sulla base di alcune leggi comuni e di una lingua veicolare comune, l'inglese, che ciascuno parla in modo insufficiente".

È tempo quindi di colmare il divario tra la lingua scolastica e la lingua delle discipline. Il Ministro stesso ha più volte dichiarato di considerare l'orientamento "un problema educativo da affrontare all' interno della programmazione curricolare attraverso iniziative che devono realizzarsi durante l'intero corso degli studi". È quindi necessario avere chiaro in mente cosa si aspetta in termini di ricadute professionali, da un intervento sull' orientamento,il docente di lingue, di solito preparato dal punto di vista pedagogico-didattico, ma non sempre altrettanto bene da quello linguistico.

Si aspetta evidentemente una risposta forte, indicazioni certe sull'uso della lingua attraverso il curricolo (anche perché percorrere questa via, come vuole il Ministro, porta diritto al bilinguismo, cioè all'insegnamento di alcune materie fatto in lingua straniera, cosa vivamente auspicata dalla Commissione europea nel libro bianco "Insegnare ad apprendere". Il bilinguismo renderà possibile la mobilità degli insegnanti e degli studenti nella scuola europea del prossimo futuro). In breve il docente si aspetta la risposta dei fatti, e cioè un approccio alla lingua innovativo, fattibile, compatibile con i testi e i metodi in adozione. Si aspetta chiarezza riguardo ai seguenti punti:

· competenza linguistica

· continuità

· organizzazione del tempo e metòdi (modelli e materiali)

· aggiornamento e utilizzo dei canali Rai TV a fini educativi e di aggiornamento

· centri per insegnanti di lingue

· biblioteche e centri polivalenti

Può bene orientare soltanto chi conosce bene la disciplina. I docenti italiani sono stati poco all' estero, nella grande maggioranza. E uno stato di cose che ha condizionato e condiziona l'insegnamento delle lingue nel nostro paese. Il Ministero è intervenuto con progetti speciali per migliorare la situazione. Ora si dovrebbero prendere anche altri urgenti provvedimenti.

E intanto si potrebbe cominciare col suggerire di mandare tutti gli insegnanti che iniziano la loro carriera a frequentare uno stage di qualche mese almeno presso una scuola del paese o paesi di cui insegnano la lingua, a spese dello stato. Lo stage dovrebbe essere monitorato e valutato. Per i docenti già in servizio si dovrebbe ricorrere a programmi di aggiornamento diffusi attraverso la televisione. Le due cose sono fattibili e urgenti, anche perché la gente si è accorta da tempo che la lingua scolastica non è sempre di qualità.

I cittadini seguono infatti attentamente il dibattito sulla lingua straniera che ha luogo nel nostro paese nella scuola e fuori della scuola. Siamo sulla soglia dell'unità europea, unità che rende necessaria la conoscenza di più lingue e soprattutto un'accettabile padronanza dell'inglese, senza la quale si rischia di diventare europei di serie B, e i giornali riportano gli umori dei lettori, spesso molto bene informati e critici nei confronti di chi deve fare (o ha fatto) scelte strategiche in campo linguistico.

Si orienta solo chi legge, chi ha acquisito cioè buone abitudini di lettura unite alla conoscenza dei percorsi utili o piacevoli nell'universo della pagina stampata (su carta, sullo schermo di un computer, ecc.). La lettura è la prima abilità nel campo dell'orientamento. Nel nostro paese si legge troppo poco, si legge poco anche a scuola. E poi si parla di educazione permanente; ma educazione permanente significa lettura permanente.

La scrittrice Dacia Maraini trova che a scuola "nel complesso si insegni poco a leggere. La lettura è invece importantissima, perché è una grande lezione di civiltà. Non è soltanto questione di contenuti. Leggere significa imparare ed essere soggetti della storia, a giudicare, a ragionare, a pensare con la propria testa" La definizione è pertinente: orientarsi significa proprio questo.

Leggere poco ha riflessi negativi nell' apprendimento delle lingue, nel senso che, se non si legge, non si impara niente al di là della lingua dei libri di testo visibilmente priva di spessore e pensiero. È quindi necessario mettere gli studenti nelle condizioni di servirsi della lingua 2 per muoversi, con accettabile sicurezza, all'interno del curricolo e di trovare aree di interesse che possano appassionarli. La scuola deve promuovere la cultura del libro in lingua straniera, magari stimolando, per contatto, la lettura in italiano (anche se dovrebbe avvenire il contrario).

Per prima cosa bisogna identificare quali sono gli interessi di lettura degli alunni, di ciascun alunno se necessario. Per fare questo sarà opportuno costituire nelle biblioteche consistenti raccolte di libri nelle diverse lingue. Oltre ai libri di lettura e di consultazione, dovrebbero fare parte ditali raccolte anche i libri dei consigli di classe delle corrispondenti scuole straniere, facili da reperire, ora che i rapporti tra le scuole europee sono diventati più stretti e frequenti. Sarebbe utile ricevere dall'estero anche altri materiali linguistici, per esempio bollette della luce, del gas, orari ferroviari, ricevute, mappe, istruzioni per l'uso, cataloghi, ecc. Gli studenti potrebbero così vedere ciò che un adulto straniero è tenuto a leggere per 'funzionare' nella società in cui vive (l'operazione risulterà più facile se sarà già stata fatta con materiali simili in lingua italiana dagli altri docenti del consiglio di Classe).

È necessario anche coinvolgere le biblioteche locali e i centri polivalenti nell'opera di orientamento alla lettura in L2 incoraggiandoli a costituire sezioni in lingua straniera per ragazzi, magari con una sezione per gli audiovisivi. I centri polivalenti, laddove funzionano, sono un punto di aggregazione per la gioventù.

Il Professor Domenico Siniscalco scrive (Il Sole 24 Ore, 10.7.1997) che al primo anno del suo corso di economia all'Università di Torino gli studenti sono "interessati, ma in gran parte analfabeti sui principali strumenti dell'apprendimento moderno: dall'inglese a internet, alla lettura rapida di grandi quantità di materiale" e continua affermando che la scarsa "conoscenza delle lingue potrebbe diventare un serio ostacolo alla nostra integrazione europea".

La lettura, come si è detto più sopra, è la chiave di accesso alla conoscenza effettiva e non subalterna di una lingua straniera, conoscenza che permette l'uso effettivo delle biblioteche nonché dei mezzi di comunicazione elettronici.

In questa ottica la valenza orientativa della lingua risiede nella profondità della sua cultura e della sua scienza, e quindi della qualità e quantità delle informazioni che essa può offrire.

Oggi, per esempio, tutti vogliono studiare l'inglese perché sanno che è la lingua della grande informazione mediatica, in questo senso sono ben orientati. Non sono invece bene orientati se pensano che l'inglese basti e che non ci sia bisogno di altre lingue. Infatti è materialmente impossibile tradurre la stragrande massa delle pubblicazioni che vedono la luce ogni giorno, per non parlare poi delll'informazione elettronica. E allora l'unico modo di accedere senza intermediari alle informazioni di lingue scientificamente e culturalmente importanti quali il francese e il tedesco (cito queste perché sono diffuse nelle nostre scuole) è quello di studiarle.

Lo spagnolo è una lingua che si studia pochissimo nella nostra scuola, anche perché viene ritenuta, a torto, troppo facile. Trascurare lo spagnolo significa però essere male orientati, perché esso potrebbe essere una grossa carta da giocare negli Stati Uniti, dove vivono più di 20 milioni di parlanti di quella lingua. Un italiano in possesso dell'inglese in quel paese è nel migliore dei casi alla pari degli altri; la conoscenza dello spagnolo gli sarebbe molto vantaggiosa.

Nello stessa pagina del giornale citato più sopra (pagina dedicata alla riforma della scuola) il Professor Carlo M. Cipolla invita la scuola ad insegnare:

"a scrivere chiaro, semplice e comprensivo. In altre parole bisogna insegnare ai giovani italiani a esprimersi in una prosa fatta di parole semplici e di frasi brevi, prendendo l'esempio dal modo di scrivere anglosassone."

Parole giuste, ma si impara a scrivere bene se si legge molto. Le due cose vanno fatte insieme.

Per quanto riguarda il modo di scrivere anglosassone, è opportuno qui ricordare che nella postfazione alla traduzione inglese della "Lettera a una Professoressa" (Penguin Books, 1969) un Ministro della Pubblica istruzione inglese si rivolgeva direttamente alla Scuola di Barbiana congratulandosi con gli alunni di Don Milani per la forza della missiva e tra l'altro anche per:

"...la vivacità e la precisione della lingua che rispecchia la chiarezza del pensiero." Come si vede non dobbiamo prendere lezioni da nessuno, ma il suggerimento del Professor Cipolla è tuttavia da tenere nella massima considerazione.

Se per scrivere bisogna fare buone letture, per scrivere come scrivono gli anglosassoni bisogna leggere le loro opere, preferibilmente in originale.

A questo punto sarà bene ricordare che il francese può ancora insegnarci qualcosa. In quella lingua è infatti possibile scrivere in una prosa chiara ed incisiva, una prosa che ha la caratteristica di poter essere volta quasi letteralmente in italiano, tanto che non ci si rende conto del perché la nostra lingua scritta sia, a differenza di quella, spesso così oscura, specie nelle mani delle persone più colte e degli studiosi.

L'operazione contraria è infatti ben più difficile. Julien Green, lo scrittore americano d'espressione francese, amava citare questi versi trovandoli così chiari da sembrare scritti in francese:

"Avete il Vecchio e il Nuovo Testamento

E il Pastor della Chiesa che vi guida

Questo vi basti a vostro salvamento".

Ma sono versi di Dante.

Le unità orientative originali trasversali al curricolo che vengono qui proposte come modello ai docenti di L2 sono tratte da un 'Corpus' di materiali in lingua inglese (Lamberto Bozzi, 1997).

I materiali sono organizzati nel modo seguente:

1. Un 'Corpus' di schede, ciascuna preparata su temi ed argomenti di competenza di un Consiglio di Classe (handicap compreso) a vari livelli di competenza

linguistica. Ogni scheda presenta:

- Un disegno o una realizzazione grafica.

- Un concetto, un'idea, un fatto, un problema, ecc.

- Una breve esposizione non semplice, ma accessibile anche a chi, pur avendo una conoscenza ancora in divenire della L2 può disporre di una esauriente cornice di riferimento in L1.

2. Unità didattiche orientative (a vari livelli di competenza linguistica) attraverso tutte le discipline del curricolo. Le unità sono fornite di un apparato esplicativo comprendente le strategie necessarie per il loro utilizzo in situazione (ciascun percorso comprende anche schede per alunni h).

3. Un vocabolario di base di 1000 parole da utilizzare come modello e punto di partenza per la formazione di un reticolo lessicale strutturato incentrato sulle situazioni orientative.

Il materiale, scritto in lingua inglese, può essere tradotto anche in francese e in tedesco. Le tre versioni possono eventualmente essere raccolte in un CD-ROM. Le unità vanno utilizzate come segue.

a)La decisione di svolgere un tema in L2 trasversale al curricolo viene presa dal Consiglio di Classe.

b) Il materiale in lingua viene riprodotto, distribuito ed illustrato al Consiglio dal docente di lingue.

c) Ciascun docente dovrà trattare e sviluppare il tema della scheda di sua competenza nel corso delle sue lezioni, in lingua italiana, naturalmente.

d) Il docente di lingue darà inizio al percorso orientativo preferibilmente dopo che gli studenti si saranno impadroniti dei concetti contenuti nelle schede.

La preparazione di schede organizzate in blocchi tematici di orientamento non è cosa facile.

Essa richiede infatti non solo professionalità, ma anche la possibilità di accedere a fonti di informazione in L2, abilità in campo artistico e grafico e molto tempo.

In mancanza di Centri per insegnanti, sarebbe almeno opportuno che i docenti di lingue avessero a disposizione a scuola libri scolastici in adozione nelle scuole straniere. La cosa è fattibile. Sarebbe opportuno anche che i docenti producessero materiali in campi a loro congeniali scambiandoseli in una sorta di 'clearinghouse' locale.

In futuro ai docenti di lingue dovrebbe essere affidata la funzione di divulgatori e aggiornatori permanenti della loro disciplina all'interno del Consiglio di classe, risolvendo in parte in tal modo il serio problema della diffusa ignoranza delle lingue straniere tra gli insegnanti.

In previsione delle difficoltà a cui andrebbero incontro i docenti nella preparazione dei materiali, sono state approntati alcuni temi significativi svolti in modo interdisciplinare.

Unità orientativa pluridisciplinare A: è basata su monumenti romani universalmente conosciuti per toccare tutte le discipline del curricolo (e l'handicap) tranne la musica. Si compone di 22 tavole da distribuire sia agli studenti sia ai docenti del Consiglio di classe.

INDICE

ESEMPLIFICAZIONE

ossia un percorso orientativo pluridisciplinare

Il testo (traduzione dall'originale inglese, Lamberto Bozzi, 1997) è il seguente:

1. La Piramide di Caio Cestio

Altezza: 36,40 metri; base: (lato) 29,50 metri.

Costruita in soli 330 giorni nel 20 d.C., la piramide è la tomba di Caio Cestic lone, pretore e tribuno della plebe. È fatta di opus cementizio con un rivesti in blocchi di marmo di Carrara levigati. La stanza sepolcrale, all'estremità lungo corridoio, misura 4 metri per 4.

2. I romani costruivano per l'eternità. Un pretore era un magistrato importante nell' antica Roma. Caio Cestio voleva che la sua tomba durasse per sempre

AGRESTI VITA FELIX RJIT

L'iscrizione sulla pietra tombale di un agricoltore dice:

"È vissuto felice in campagna

3. La Bocca della Verità, Roma.

Origini latine dell'inglese.

Nell' antica Roma:

Un pretore era un magistrato che si occupava della giustizia civile.

Un Epulone era un sacerdote che organizzava banchetti dedicati a Giove.

Praetor, praetoris, Epulo, epulonis, Tribunus, tribuni, Plebs, plebis, Tribunus

4. Via Aurelia; via Appia; Via Flaminia.

Il marmo del rivestimento della piramide veniva dalle cave di Carrara. I blc marmo venivano trasportati a Roma per mare, dal porto di Luni, o per terra; la Via Aurelia.

5. I romani erano grandi costruttori. Nel 271 d.C. l'imperatore Aureliano decise di costruire un muro difensivo attorno a Roma. I confini dell'impero non erano più sicuri.

Costruito a tempo di record dal 271 al 275, il muro è lungo 19 km (in realtà metri), alto 6 metri e spesso 3,50 metri con una torre ogni 30 metri. Per risparmiare tempo la caserma del Castro pretorio, alcuni archi di un acquedotto, la pira Caio Cestio, ecc. divennero parte del muro.

6. Con quale rapidità i muratori hanno costruito le mura aureliane e tempo si è risparmiato includendo in esse la piramide?

Le mura furono costruite in circa 4 anni o circa 1.460 giorni, alla velocità 12,90 metri al giorno. (18.837 diviso 1.460); il lato della base della piramide è

29,50 metri. 29,50 divido per 12,90 = 2,28. Tempo risparmiato: 2,28 giorni.

7. La piramide è una parte molto piccola (0,15%) delle mura aureliane.

18.837:29,50= 100:X

(diciottomila ottocento trentasette sta a ventinove e cinquanta come cento

29,50 per 100 diviso 18.837 = 0.15

8. Domanda/risposta

D: cos'è il solido sulla lavagna?

R: è una piramide.

D: Come trovi il volume?

R: moltiplico l'area della base per l'altezza e divido per tre.

9. Altezza/apotema.

10. A,B una piramide è un solido. Le facce laterali della piramide sono triangoli. La base della piramide A è un triangolo. La base della piramide B è un quadrato.

11. Qual è il peso della piramide? L'area della base è (29,50 per 29,50) 870,25 m2.

870,25per 36,40 (altezza) diviso tre = 10.556 m3(volume).

Un metro cubo d'acqua pesa 1000 kg.

Il peso specifico del marmo e del cemento è 2,5.

10,556 x 2,5 = 26,390 tonnellate

La piramide pesa 26,390 tonnellate.

 

12. Dividi il peso della piramide per 330 per trovare il peso del cemento e dei blocchi di marmo usati ogni giorno. 26,390 diviso 330 = 79,96 tonnellate.

13. 1943

25 Luglio: Caduta di Mussolini e crollo del Fascismo.

8 Settembre: Armistizio con gli alleati.

9 Settembre: Fuga del Re a Brindisi.

10 Settembre: Porta San Paolo: Unità di granatieri senza ordini e gruppi di cittadini romani cercarono spontaneamente di impedire l'entrata dei tedeschi a

Roma. Fu l'inizio della resistenza popolare al nazifascismo. Raffaele Persichetti, un giovane insegnante, fu ucciso qui. Gli è stata dedicata una via nei pressi della Porta.

 

14. Nell'anno 490 a.C. i greci sconfissero l'esercito persiano a Maratona. Un uomo corse ad Atene con la notizia della vittoria. Maratona è a circa 40 km da Atene. Oggi la Maratona è una corsa di circa 42 km, un poco più del doppio della lunghezza delle mura aureliane.

18,837 x 2 37674; se uno corre attorno alle mura due volte ha quasi percorso la distanza da Maratona ad Atene.

 

15. La casa museo di Keats e Shelley

John Keats mori nel suo appartamento ai piedi della scalinata di Trinità de' Monti

il 23 Febbraio 1821. Oggi quell'appartamento è un museo dedicato a Shelley e a

Keats. I due poeti romantici sono sepolti nel Cimitero protestante nei pressi della

Pirainide di Caio Cestio. Nello stesso cimitero è sepolto Antonio Gramsci.

Keats ha dettato il suo epitaffio: "Qui giace uno il cui nome è scritto sull'acqua".

 

16. Percy Bysshe Shelley Cor Cordium, nato il 4.8.1782, morto l'8.7.1822 "Niente di lui che svanisce che non muti ad opera del mare in qualcosa di ricco e di strano".

I versi scolpiti sulla pietra tombale di Shelley nel Cimitero protestante di Roma sono tratti dalla Tempesta, un lavoro di William Shakespeare. Shelley annegò in mare vicino a Livorno durante un temporale. Il suo corpo fu trovato e cremato sulla spiaggia. Il suo cuore fu sepolto a Roma.

 

17. Cor cordis - terza declinazione

cor cordis cordi cor cor corde / corda codium cordibus corda corda cordibus

18. vento, se viene l'Inverno può essere lontana la Primavera? Shelley, Ode al Vento occidentale, Stanza 1.

19. Ho incontrato una signora nei prati, bellissima, la figlia di una Fata, aveva i capelli lunghi, i piedi leggeri e gli occhi selvaggi. John Keats "La Bella Signora senza Pietà"

20. (H) Pinocchio vola sulle piramidi. La sfinge è davanti alla piramide.

21. (H) Pinocchio è in aria. Un volo dall'Europa all'Africa. Pinocchio è nella carlinga del suo aereo. Sta volando sul Sahara, il più grande deserto del mondo.

22. (H) Fa molto caldo in Africa. Gli elefanti stanno facendo la doccia. Anche Pinocchio sta facendo la doccia.

Interventi interdisciplinari:

Religione: la sepoltura presso i romani; gli epuloni.

Italiano: origini latine della lingua italiana, semplici nozioni di lingua latina.

Storia: la piramide di Caio Cestio nelle mura aureliane; le piramidi egiziane; i pretori e i tribuni della plebe; l'infiltrazione di tribù barbare dentro i confini dell'impero; la battaglia di Maratona; il 25 Luglio 1943 e la difesa di Roma.

Geografia: le vie consolari romane; le cave di marmo di Carrara.

Matematica: volume della piramide; percentuali; proporzioni; peso specifico; (4 operazioni)

Ed. Tecnica: la tecnologia romana nel campo delle costruzioni.

Ed. Artistica: la piramide cestia; le piramidi; le mura aureliane; il cimitero protestante di Roma; porta San Paolo nell'arte.

Ed. Fisica: la maratona.

L'unità ha valenza orientativa perché:

insegna un metodo di lavoro;

permette di utilizzare la lingua per raggiungere (o rafforzare) gli obiettivi previsti dal curricolo. La lingua diventa viva, interessante, perché è vissuta in una situazione reale, è un mezzo e non un fine;

è una interpretazione originale della nostra realtà e del nostro immaginario collettivo;

aiuta lo studente ad identificare i propri interessi disciplinari. In base a tali interessi, saranno poi i docenti del Consiglio a preparare o suggerire percorsi individualizzati di apprendimento, anche attraverso letture mirate;

mostra che le conoscenze acquisite attraverso diversi codici linguistici concorrono alla formazione di una "memoria"; e pone le basi per la formazione di un vocabolario più specializzato, utile per l'accesso all'informazione in L2, per esempio in internet;

insegna a preparare (e a muoversi in) un ipertesto;

rende possibile l' autovalutazione e l'autostima;

L'unità didattica orientativa permette il gioco di squadra orizzontale del Consiglio di classe. La preparazione di unità di diversa valenza orientativa (elementare, media e superiore) potrebbe rendere possibile il gioco di squadra verticale che attualmente non ha di solito luogo a causa della perdurante ciclicità dell'insegnamento della L2.

Infatti sono ancora scarsi i contatti tra i vari ordini di scuola. Al passaggio dalla scuola elementare (dove la lingua straniera sta gradualmente andando a regime) alla media e soprattutto dalla media alla superiore non si dà il dovuto spazio alle cognizioni pregresse.

Ne deriva una perdita di tempo e una caduta di qualità.INDICE

Il Cinema in lingua a scuola - note orientative

Il nostro paese è una delle culle del cinema che costituisce una delle forme di intrattenimento e di comunicazione di idee più efficaci e gradite dalla società, eppure esso è poco studiato e male utilizzato nella scuola. Il cinema d'autore parla molte lingue, il cinema commerciale parla soprattutto la varietà americana dell'inglese ed è utilizzabile a fini didattici attraverso la videoregistrazione, che rende possibile la segmentazione dei film.

Il motivo per cui i film non hanno più spazio all'interno della programmazione curricolare è duplice:

1. carenza di preparazione all'ascolto di materiale originale ed autentico da parte dei docenti (originale, perché in lingua; autentico, perché destinato a parlanti nativi). Tale carenza è legata anche alla scarsa durata dei soggiorni all'estero a cui si è fatto riferimento più sopra;

2. carenza di conoscenze di linguistica applicata all'arte cinematografica.

Per quanto riguarda il punto 1., le carenze dei docenti potrebbero essere debellate in parte grazie ad un serio, prolungato ed approfondito programma di aggiornamento, a costi relativamente contenuti, tramite la RAI-TV. Il programma avrebbe il vantaggio di eliminare anche le carenze di cui al punto 2.

Per fare una esemplificazione (usando come L2 l'inglese/americano) del punto 2, sarà sufficiente dire che:

Una pagina di copione corrisponde all'incirca a un minuto di film.

La lingua dei film, non è naturalmente la lingua parlata, ma lingua del copione, recitato a memoria o leggendo 'gobbi'.

Il vocabolario dei copioni è estremamente semplice dovendo essere comprensibile a un grande numero di spettatori. Questa affermazione si può dimostrare prendendo un vasto campione di pagine di copione e mettendo un cerchio rosso attorno a tutte le parole comprese nella lista di 300 vocaboli (Ladybird Wordlist) che costituiscono il 75% di quelli conosciuti dai bambini dai 5 agli 8 anni: le pagine si copriranno di rosso.

(È bene chiarire tuttavia che l'inglese ha il vocabolario più vasto tra le lingue esistenti al mondo, qualcosa come circa mezzo milione di parole in uso, anzi è stato definito in modo appropriato come 'una sovrastruttura di parole'. Sarebbe quindi fuorviante affermare che lo si può padroneggiare con un vocabolario limitato).

La difficoltà di comprensione di un film commerciale deriva quindi non dal numero delle parole, ma dal loro contesto, cioè da come sono inserite nelle strutture, e soprattutto dalla "memoria", cioè da tulle le informazioni che lo spettatore conosce:

a) perché sono condivise da tutti i parlanti nativi

b) perché sono inserite dentro i dialoghi ecc. I dialoghi contengono informazioni inutili nella realtà, ma utili perché permettono agli spettatori di capire quanto avviene sullo schermo.

Queste informazioni 'passano' allo spettatore attraverso la ripetizione di nomi, date, luoghi, fatti, ecc., e costituiscono una 'ridondanza artificiale' che attenua la difficoltà dovuta alla mancanza di 'ridondanza naturale' della lingua del copione, cioè delle correzioni, ripetizioni, aggiustamenti, utilizzati nel discorso reale. Questa mancanza fa tuttavia acquistare al 'parlato' una artificiale rapidità.

La segmentazione del film.

A scuola il testo del film deve essere letto in modo intensivo. La lingua è accessibile se presentata in segmenti opportunamente corredati di note esplicative che tengano conto di quanto succintamente esposto più sopra. A differenza dei filmati linguistici educativi, spesso noiosi perché artificiosi e privi di fantasia, il film commerciale ha un alto valore di intrattenimento, con immediati riflessi sulla motivazione degli studenti. Una sequenza avvincente si potrà ripetere molte volte senza che provochi noia o rigetto, con effetti positivi sul rinforzo linguistico (si pensi cosa si può fare con un bel film westem, ecc.). Le sequenze, o segmenti, potranno essere anche ordinate per situazioni, funzioni, ecc., con interessanti prospettive di ordine didattico.

Alla visione delle opere potrebbe seguire una serie di attività pensate e guidate dal docente. Si potrebbe scegliere e isolare una sequenza di un film in cui compaiono, ad esempio, tre attori e proiettarla alla classe, dopo averne studiato la trascrizione del testo. Una volta che la classe si è impadronita delle battute e delll'azione, si potrebbe assegnare agli studenti la parti e far loro drammatizzare a turno la scena davanti a tutti i compagni, confrontandola anche con l'originale. In questo modo si vedrebbe anche chi si avvicina di più al modello.

INDICE

 

SEQUENZE OPERATIVE e modalità organizzative

Orario curriculare da stabilire all'interno del C.d.c.

DISCIPLINE

SAPERI

METODOLOGIA

TUTTE

Descrizione di sé delle proprie esperienze dei compagni di classe Lavori individuali e di gruppo.

Dialogo, colloquio, rappresentazioni grafico-pittoriche.

Favorire l'orientamento nel nuovo ambiente scolastico Osservazione , descrizione, dibattiti
Individuare i tipi di rapporto tra le persone che lavorano nella scuola Visite di gruppo al Preside alla Segretaria e al personale ATA ecc.
Individuare le ragioni per cui si viene a scuola Ricerca-azione
Individuare le varie regole della comunicazione: conoscere le modalità per chiedere informazioni; cercare e scegliere informazioni utili; usare strumenti per organizzare le informazioni; rispettare i ruoli del lavoro di gruppo. Cooperative learning, lavori di gruppo, ricerca-azione, bread storming, rappresentazioni grafiche.

ITALIANO

Imparare a pianificare: definire il significato di piano; pianificare nelle situazioni quotidiane; conoscere i piani già esistenti nella realtà scolastica; costruire piani per il proprio lavoro scolastico; distinguere tra desiderio e decisione; applicare le fasi di scelta alla realtà quotidiana.  

ITALIANO - Individua le principali regole della comunicazione adottando nuove metodologie: Cooperative learning, Bread storming, ricerca-azione

INDICE