SCUOLA MEDIA STATALE "E.TORRICELLI"

CASANDRINO (NA)

PIANO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI E MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

AI SENSI DEI:

1 NOTIZIE GENERALI

1.1

RAGIONE SOCIALE:

SCUOLA MEDIA STATALE "E.TORRICELLI" CASANDRINO (NA)

SEDE LEGALE:

Piazza Kennedy n. 1 – Casandrino (Na)

RAPPRESENTANTE LEGALE:

DOTT.PROF. ANGELO CRISPINO – Dirigente Scolastico

1.2 AZIENDA O UNITA’ PRODUTTIVA:

1.3 UBICAZIONE E DESCRIZIONE DELL’IMPIANTO SCOLASTICO

La descrizione del sito fa espresso riferimento alle planimetrie depositate.

L’impianto Scolastico è ubicato nel centro storico del Comune di Casandrino ed affaccia sui giardini pubblici della piazza principale.

Il progetto originario dell’edificio, nel corso degli anni, è stato, in parte modificato, in relazione alle esigenze della Istituzione Scolastica, si sono risistemati gli ambienti per recuperare nuovi locali ora adibiti a presidenza, segreteria, laboratori e servizi.

Attualmente l’impianto è composto da tre plessi: plesso n.1 (presidenza, segreteria e laboratori); plesso n.2 (aule, palestra, sala video, sala professori, vicepresidenza, biblioteca, gabinetto medico e servizi alunni e docenti); plesso n.3 (laboratorio di ceramica e tecnico-artistico).

Tutta l’area dell’IMPIANTO è delimitata da una recinzione ed è servita da due valichi di accesso di cui uno pedonale. Entrambi gli accessi sono sorvegliati da operatori scolastici. Chi accede dal passo carraio vede le seguenti installazioni:

Il visitatore che proviene dal passo carraio e percorre il viale, nota alla sua sinistra il plesso n.1, composto dai locali adibiti a:

Il visitatore che viene dal passo carraio, alla sua destra incontra:

Proseguendo in fondo al parcheggio, il visitatore incontra il laboratorio di ceramica e tecnico artistico, ed ancora il campetto per la pallavolo.

Il viale laterale carrabile è pavimentato con conglomerato bituminoso in buono stato di manutenzione.

L’edificio scolastico, plesso n.2 , si sviluppa su due livelli; al primo livello (piano terra) vi sono:

Al secondo livello vi sono:

Di seguito, in modo puntuale, verranno riportate le caratteristiche degli ambienti, confrontati con quelle richieste dalla normativa in materia di sicurezza ed igiene del lavoro.

1.4 DATI OCCUPAZIONALI E ORGANIZZAZIONE DEL PERSONALE

La gestione sia didattica che amministrativa della Scuola, escludendo la gestione strutturale dell’edificio, di pertinenza del Comune di Casandrino, è affidata al Dirigente Scolastico.

La pianta organica del personale della Scuola prevede figure professionali che possiamo pensare organizzate nei seguenti reparti, in relazione alle mansioni omogenee svolte:

  1. Direzione/Presidenza : 1 addetto;

  2. Docenti : circa 80 addetti;

  3. Reparto Amministrativo : 4 addetti

  1. Reparto collaboratori scolastici: 13 addetti

La scuola è frequentata da circa 630 alunni provenienti, oltre che dal Comune di Casandrino, dai Comuni di Grumo Nevano e S.Antimo.

 

2 CRITERI DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

2.1 CONCETTI E DEFINIZIONI

Ogni "processo lavorativo" che viene svolto dal "sistema lavoro" in modo finalizzato al conseguimento dell’obiettivo proposto, deve svilupparsi nel rispetto della integrità psico-fisica dell’individuo.

Il complesso delle condizioni nelle quali si svolge l’attività, in modo che sia preservata l’integrità psico-fisica dell’operatore, si chiama sinteticamente SICUREZZA SUL LAVORO.

L’IGIENE DEL LAVORO ha per scopo l’identificazione ed il controllo dei fattori di rischio relativi all’ambiente di lavoro al fine di assicurare il benessere dell’uomo nell’ambito del processo lavorativo.

Presupposto del D.LGS. 626/94 è l’individuazione di tutti i fattori di rischio esistenti in azienda e delle loro reciproche interazioni, nonché la valutazione della loro entità, effettuata, ove necessario, mediante metodi analitici e/o strumentali.

A tale riguardo appare opportuno riportare di seguito, ai fini di una uniforme comprensione dei termini usati, le definizioni dei termini "pericolo", "rischio", e "valutazione del rischio", così come accettati a livello comunitario:

Si comprende così che la valutazione del rischio è lo strumento fondamentale che permette al datore di lavoro di individuare le misure di prevenzione e di pianificarne l’attuazione, il miglioramento ed il controllo, al fine di verificarne l’efficacia e l’efficienza. In tale contesto, naturalmente, si potranno confermare le misure di prevenzione già in atto, o decidere di modificarle, per migliorarle in relazione alle innovazioni di carattere tecnico od organizzative sopravvenute in materia di sicurezza.

 

 

 

 

2.2 METODOLOGIA DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Il metodo adottato è stato quello di organizzare "check list" per una analisi preliminare della situazione dell’impianto scolastico quali : aree di transito, ambienti, posti lavoro, mansioni svolte, modalità di esecuzione dell’attività lavorativa, ecc.

Sono stati presi in considerazione i pericoli presenti in tutte le aree dell’impianto e che caratterizzano i rischi comuni a tutti gli operatori. Successivamente sono stati considerati i pericoli specifici per ciascuna mansione.

 

3 RISCHI COMUNI D’IMPIANTO

3.1 PERICOLI COMUNI D’IMPIANTO

Tenendo conto delle attività che si svolgono nell’Istituto, esistono una serie di pericoli che sono comuni a tutte le aree dell’impianto. Essi sono rappresentati da:

1. pericolo dovuti a carenze strutturali relativamente a:

2. pericoli da carenza di sicurezza su macchine ed apparecchiature relativamente a:

3. pericoli legati all’impianto elettrico.

4. pericoli legati a condizioni di emergenza:

 

 

3.2 RISCHI COMUNI D’IMPIANTO

Per ciascun pericolo elencato in precedenza è possibile definire un rischio teorico che è presente, in maniera più o meno marcata, in aree diverse e va, quindi, valutato per tutte le attività presenti nell’impianto e per tutte le mansioni espletate.

 

 

PERICOLO

RISCHIO TEORICO

1

  • aule, laboratori, uffici
  • illuminazione
  • vie di transito

Per le ridotte dimensioni sono sovraffollate, di non facile evacuazione.

Affaticamento della vista

I corridoi sono di larghezza adeguata mentre è insufficiente la larghezza della scala interna di collegamento col primo piano e quella delle scale di sicurezza le cui rampe, tra l'altro, poggiano sulla centrale termica.

2

  • centrale termica (alimentata a gas metano)

Incendio, emissioni nocive nell'atmosfera.

3

  • impianto elettrico

Corto circuito e incendio.

Folgorazione ed elettro - conduzione.

4

  • incendio

Esalazioni tossiche delle sostanze plastiche delle guaine dei conduttori e di ricopertura dei banchi.

 

 

 

3.3 ANALISI DEI RISCHI COMUNI DI IMPIANTO

Quando il lavoratore interagisce con attrezzature o processi potenzialmente pericolosi si può parlare di rischio per la salute dello stesso: i rischi a cui il lavoratore può venire a trovarsi esposto vengono analizzati secondo lo schema riportato al paragrafo 2.2.

 

3.3.1 RISCHI DA AGENTI FISICI

 

3.3.2 RISCHI DA AGENTI CHIMICI

 

        1. RISCHI DA EVENTI LESIVI legati essenzialmente a scivolamenti e cadute a causa della natura sdrucciolevole della pavimentazione interna all’edificio.

3.3.4 RISCHI DA AGENTI TRASVERSALI

      1. RISCHI DA VIDEOTERMINALE (VDT) come definiti dalla legge 626/94 con articoli dal 50 al 59 riguardanti le misure di prevenzione e protezione da adottare per i lavoratori addetti all’uso dei videoterminali.

 

 

3.4 MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE, SEGNALETICA DI SICUREZZA, DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

La legge fa obbligo al datore di lavoro di mettere in atto tutte le misure preventive al fine di abbattere il rischio alla fonte; quando tutte le misure possibili a tale scopo sono state adottate, deve fornire al lavoratore i Dispositivi di Protezione Individuale ( DPI ) adatti, al fine di ridurre ulteriormente il rischio a cui il lavoratore è esposto.

 

3.4.1 MISURE ADOTTATE

 

AGENTI

RISCHI0

MISURE ADOTTATE

FISICI

  • elettrocuzione
  • incendio

 

  • microclima

È stata inviata all'Ente peposto per la manutenzione ordinaria e straordinaria (Comune di Casandrino, proprietario dell'immobile), una scheda tecnica denunciando le carenze e gli adeguamenti da effettuare.

CHIMICI

  • polvere
  • intossicazione da incendio

IDEM

INFORTUNISTICI

  • scivolamenti

IDEM

 

 

3.4.2 SCALA DI GRAVITÀ DEI RISCHI (valori da 1 a 10)

AGENTI

RISCHIO

GRADO

FISICI

  • elettroconduzione
  • incendio
  • microclima

6

7

4

CHIMICI

  • polvere
  • intossicazione da incendio

5

8

INFORTUNISTICI

  • scivolamenti

10

 

 

 

3.4.3 MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DA ADOTTARE

AGENTI

RISCHIO

MISURE DA ADOTTARE

FISICI

  • elettroconduzione
  • incendio

 

  • microclima

adeguamento dello impianto elettrico alla 46/90;.

controllare, accuratamente, ogni sei mesi la carica degli estintori. Realizzazione di impianto antincendio;

areazione adeguata dei locali.

CHIMICI

  • polvere
  • intossicazione da incendio

uso di mascherine-filtro;

rapido allontanamento dalla zona.

INFORTUNISTICI

  • scivolamenti

Informare nell'attesa del posizionamento delle strisce antiscivolo.

 

 

3.4.4 MISURE E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE

AGENTI

RISCHIO

MISURE E DPI

FISICI

  • elettrocuzione

 

  • incendio

controllo funzionamento interruttori differenziali e verifica impianto di messa a terra; Guanti e scarpe isolanti;

impiego degli estintori in dotazione.

CHIMICI

  • polvere
  • intossicazione da incendio
  • uso di mascherine-filtro;
  • allontanamento dalla zona;

INFORTUNISTICI

  • scivolamenti
  • informare nell’attesa del posizionamento delle strisce antiscivolo.

 

 

4 SCALA DI GRAVITÀ DEI RISCHI TIPICI DELLE MANSIONI

(valori da 1 a 10)

 

Tenendo conto delle attività svolte dai fruitori della Scuola; considerando le interazioni degli operatori con la Struttura e le attrezzature utilizzate, si può riassumere nella tabella che segue, la quantizzazione dei rischi cui sono soggetti i fruitori dell’impianto scolastico:

Rischio

Preside

Docendi Nei Lab.

Responsab..Amm.Vo

Assistenti Amministr.

Assistenti Tecnici

Collaborat Scolastici

Alunni Nei Lab.

Elettrocuzione

2

7

2

2

8

5

8

Microclima

4

4

4

4

4

4

4

Illuminazione

8

8

8

8

9

8

8

Stress fisico

2

4

2

2

10

10

5

Stress mentale

8

10

10

10

10

10

5

Polvere

2

7

2

2

4

2

3

VDT

0

4

5

4

10

0

3

Scivolamenti

7

7

7

7

7

7

10

tagli e lacerazioni

2

5

2

2

4

4

4

5 ASPETTI MORFOLOGICI E STRUTTURALI

L’Edificio Scolastico ospita, tra operatori e studenti, circa 720 unità. Gli alunni sono distribuiti su 31 classi in doppio turno; le aule per le normali attività didattiche sono 22 più 3 laboratori.

L’E. S. fu realizzato per contenere 10 aule; ipotizzando (come da normativa) un numero di 26 alunni/aule, si prevedeva un affollamento di 260 alunni più gli operatori scolastici. Si comprende, allora, che allo stato, non sono garantiti i minimi di superficie netta globale previsti dalla normativa per ogni alunno: più in generale, non sono garantiti gli standard di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica stabiliti dalle leggi vigenti in materia.

Occorrerà, allora, per il futuro, trovare altri ambienti su cui distribuire gli studenti in modo da rendere regolare la struttura.

In attesa dei nuovi ambienti e, comunque, degli adempimenti finalizzati all’osservanza delle disposizioni di cui al D.LGS. 626/94, sull’edificio esistente , il Dirigente Scolastico ed il SPPR, con la redazione del "DOCUMENTO DI SICUREZZA", detteranno delle norme comportamentali, attraverso la formazione ed informazione, ai fruitori della Scuola, atti a ridurre i disagi e garantire, anche in presenza di carenze strutturali, il benessere , la salute e la sicurezza dei lavoratori e studenti nell’impianto scolastico.

 

5.1 IMPIANTO ELETTRICO

L’impianto elettrico non è, completamente, rispondente alle norme di buona esecuzione e sicurezza dettate dalla legge 46/90. In particolare si segnalano continui malfunzionamenti in alcune aree (laboratori, zona servizi amm.vi) e , comunque, in condizioni di massimo carico, gli interruttori differenziali di protezione, disabilitano gli impianti serviti; gli interruttori magneto termici sono starati e non garantiscono la funzionalità e la sicurezza degli operatori. In definitiva, si evince un basso margine di sicurezza con conseguente elevata probabilità di rischi da elettro conduzione.

Nelle aule, prese ed interruttori luce sono facilmente esposti a rotture; in quasi tutte le aule o sono rotti o non sono allocati nella scatola di contenimento.

In alcuni laboratori vengono utilizzate, con cavi volanti, multiprese e riduttori non conformi e comunque da evitarne l’uso sistematico.

In tutto l’edificio scolastico non sono presenti luci di emergenza in caso di black out.

L’impianto di messa a terra sembra rispondente alla normativa anche se non si hanno notizie circa i controlli periodici ( ogni due anni ) effettuati dall’ ASL competente per territorio.

 

5.1.1 ADEMPIMENTI/ MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

 

5.2 IMPIANTO ANTINCENDIO

L’E.S. non è dotato di impianto idrico-antincendio, rispondente alla normativa vigente anche se , nei corridoi del Plesso N° 2 sono presenti 4 estintori a polvere da Kg: 6 che comunque sono insufficienti di numero e non sono adeguatamente segnalati con appositi cartelloni .

L’Istituto è, comunque, provvisto di un sistema organizzato di vie di uscita ed è dotato di una scala esterna di emergenza che però risultano inadeguati a causa dell'alto tasso di affollamento del piano superiore .

Non esiste inoltre un'adeguata segnaletica per la prevenzione dei rischi legati all’incendio, né uno schema di evacuazione esposto ad ogni piano dell’edificio nel quale siano indicate le vie di fughe.

5.2.1 ADEMPIMENTI/ MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

 

5.3 IMPIANTO DI RISCALDAMENTO

Esiste una centrale termica alimentata a metano posizionata immediatamente a ridosso dell'E.S., gestita direttamente dal Comune di Casandrino, per la quale non si è in grado di stabilire se possiede i requisiti richiesti dalla normativa né si hanno notizie sui controlli periodici che dovrebbero essere effettuati dall'A.S.L.NA3

 

5.3.1 ADEMPIMENTI/ MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

Visto che la centrale termica è posizionata a ridosso dell'E.S., in contrasto con la normativa, si richiede una diversa ubicazione della stessa in luogo più sicuro.

 

5.4 AREE DI TRANSITO - ACCESSO E FRUIBILITA’

Nell’Edificio esistono percorsi orizzontali che consentono rapporti di scambio non formalizzati tra tutti i fruitori della Scuola. Nei locali dei servizi amministrativi e di presidenza sono collocati vetrine e arredi mobili non adeguatamente fissati al muro ma facilmente utilizzabili dal personale addetto. I corridoi di disimpegno dei locali ad uso allievi hanno una larghezza di 2.5 metri e comunque liberi; anche l’apertura verso l’esterno delle porte di aule e laboratori, consente uno spazio utile di transito e/o fuga, ad eccezione di quella della presidenza, del laboratorio informatico, della sala insegnanti, degli ingressi principali e secondari, delle uscite di emergenza , della palestra e dei servizi igienici che hanno l'apertura verso l'interno.

La pavimentazione delle aree di passaggio e dei locali, è regolare e qualitativamente idonea mentre quella della scala non ha le richieste caratteristiche di antisdrucciolamento. Tali pavimenti sono comunque mantenuti puliti ed eventuali sostanze sdrucciolevoli vengono tempestivamente rimosse.

Il livello di illuminazione è accettabile nelle zone di passaggio, mentre risulta carente nelle aule e nelle zone esterne.

Nell’E. S. esiste una scala interna, costruita in modo robusto e conformi alle modalità d’uso, in grado di resistere ai carichi massimi derivanti dall’affollamento in caso di emergenza. L’edificio è servito anche da una scala esterna di emergenza, non idonea a soddisfare alle norme di sicurezza, in quanto il ballatoio del primo piano è troppo piccolo, e quello di riposo risulta costruito sul solaio di copertura della centrale termica.

5.4.1 ADEMPIMENTI/ MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

5.5 DISPOSITIVI DI SICUREZZA CONTRO LE SCARICHE METEORICHE

Allo stato attuale non esistono dispositivi di sicurezza per le scariche meteoriche e collegamenti di messa a terra di tutti i corpi metallici presenti ( infissi di metallo, scaffali, scala esterna ecc.).

5.5.1 ADEMPIMENTI / MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

Si richiede la realizzazione di un adeguato impianto di dispositivo di sicurezza per le scariche meteoriche secondo le norme vigenti ( Gabbia da Faraday).

5.6 BARRIERE ARCHITETTONICHE

L'area limitrofa a quella di accesso all’edificio consente un comodo ed autonomo trasferimento dei disabili in carrozzina. Gli stessi possono, agevolmente, percorrere tutti gli ambienti posti al primo livello della Scuola mentre il 2° livello risulta inaccessibile poiché l'edificio è sfornito di ascensore.

5.6.1 ADEMPIMENTI/ MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

Sollecitare l’Ente Locale a pianificare l'installazione di un ascensore.

5.7 ILLUMINAZIONE

I corridoi/passaggi, le aule, laboratori ed uffici sono dotati di illuminazione artificiale a neon; in diversi ambienti i corpi illuminanti sono privi di schermatura e quindi non idonei.

5.7.1 ADEMPIMENTI/ MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

Adeguare le condizioni di illuminazione artificiale degli ambienti in relazione alle attività ivi svolte e. dotare di schermatura i corpi illuminanti.

5.8 SERVIZI IGIENICO-SANITARI

I servizi igienici per gli operatori scolastici e per gli alunni non rispondono agli standard previsti.

I locali adibiti a servizi igienici sono adeguatamente illuminati ed aerati, tranne quelli riservati agli operatori scolastici e tenuti costantemente puliti. I servizi igienici sono separati per sesso.

Pur in presenza di carenza di servizi, gli alunni non hanno mai palesato disagi o inconvenienti. In ogni caso, piccoli correttivi, permetteranno, al meglio l’utilizzo dei locali destinati ai servizi igienici.

5.8.1. ADEMPIMENTI/ MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

5.9 AULE

Le aule per le attività didattiche hanno caratteristiche tecniche dimensionali non conformi alla normativa e non consentono di contenere fino a 26 allievi. Le dimensioni e la disposizione delle finestre garantiscono una sufficiente illuminazione e areazione naturale in alcune aule ad eccezione di quelle disposte sul lato Nord dell'edificio che sono scarsamente aerate ed illuminate. Le porte sono dimensionate in modo conforme e si aprono, tutte, verso l’esterno ma in tal modo sono fonti di rischio per chi transita nei corridoi. I radiatori dell’impianto di riscaldamento sono di ghisa e sporgenti dalle pareti.

Inoltre la disposizione dei banchi , data l'insufficiente superficie delle aule, non consente un facile esodo in caso di emergenza.

Un altro ostacolo ad eventuale evacuazione è rappresentato dalla presenza di grate fisse, in ferro, a tutte le finestre.

5.9.1 ADEMPIMENTI/ MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

5.10 LABORATORI

I locali destinati a laboratori di informatica, ceramica e tecnica sono insufficienti per dimensioni, consentono di contenere un numero molto limitato di allievi. Le dimensioni e la disposizione delle finestre e porte non consentono una sufficiente illuminazione e areazione naturale dei locali conformemente a quanto previsto dalla legge.

5.10.1 ADEMPIMENTI/ MISURE DI PREVENZIONE

5.11 UFFICI

Gli uffici amministrativi, quelli di presidenza e la sala insegnanti sono posizionati al piano terra.

I locali di segreteria sono attrezzati per contenere arredi che consentono, anche, funzione di archivio; la sala insegnanti è attrezzata per contenere, anche, gli armadietti dei docenti .

Gli uffici di segreteria , di presidenza e la sala insegnanti non sono idonei per dimensioni, illuminazione ed aerazione naturale mentre la sala insegnanti risulta sovraffollata di arredi e inadeguata per la contemporanea presenza dell’ufficio di vicepresidenza.

5.11.1 ADEMPIMENTI/ MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

5.12 BIBLIOTECA

Al momento esiste un locale adibito a Biblioteca con scarse caratteristiche e arredi non a norma con illuminazione e areazione non adeguate.

 

5.12.1 ADEMPIMENTI/MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

 

5.13 PALESTRA

Esiste una palestra coperta dalle dimensioni di circa 20X10 m. tale da poter contenere un’intera classe. Essa è scarsamente illuminata ed aerata e dotata di un impianto elettrico non del tutto a norma. Al suo interno ci sono 2 servizi igienico-sanitari per sessi separati e 2 locali adibiti a deposito di materiale didattico. Entrambi sono poco aerati ed illuminati. Oltre alla porta d’ingresso è presente un accesso indipendente che immette nel cortile esterno della Scuola Elementare contigua utilizzabile come eventuale uscita di emergenza.

 

5.13.1 ADEMPIMENTI/ MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

5.14 SPAZIO ATTREZZATO ESTERNO

Lo spazio attrezzato per attività sportiva prevede un campetto di pallavolo tra l’altro condiviso con la Scuola Elementare. La pavimentazione le attrezzature sono inadeguate.

5.14.1 ADEMPIMENTI/ MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

5.15 ARREDI

L’arredamento in generale non è nel rispetto delle disposizioni di legge. Non tutti i banchi e le sedie sono di forma e dimensioni adeguate ma molte di esse sono rotte in più parti e possono provocare strappi e lacerazioni. Le cattedre e le sedie degli insegnanti sono, per la maggior parte, a norma rispetto alle disposizioni di legge , rettangolari e di dimensione adatte. Non tutte le lavagne sono a norma e vengono utilizzate con gesso mentre è disponibile una lavagna luminosa a norma.

I laboratori non hanno arredi adeguati.

5.15.1 ADEMPIMENTI/ MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

In conclusione: il Preside e per esso il responsabile del servizio di Prevenzione e Protezione Rischi, deve preventivamente essere messo a conoscenza di tutte le attività che si intendono attuare all’interno della scuola, non rientranti nella normale didattica, sia se tenute durante il normale orario di servizio, sia se tenute nelle ore extrascolastiche. I responsabili promotori delle attività, dovranno indicare: il tipo di attività, i fruitori, gli ambienti che intendono utilizzare, il quadro orario degli impegni, le attrezzature, le macchine , i supporti e quant’altro utile per le attività; fornire, altresì, qualsiasi informazione atta a predisporre un idoneo servizio di prevenzione, adeguato al tipo di attività, in maniera da garantire a tutti i fruitori un livello adeguato di sicurezza.

6 RIEPILOGO GENERALE DEGLI INTERVENTI

Vengono riportate, a riepilogo, le misure e gli interventi da adottare per eliminare e/o ridurre i rischi considerati più probabili, i piani e i tempi di attuazione, la segnaletica di sicurezza e i dispositivi di protezione individuale.

6.1 DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ( D.P.I. )

Uso di guanti, mascherine e occhiali contro le aggressioni dovuti ai detersivi ed altri agenti chimici alle parti del corpo esposte .

6.2 SEGNALETICA DI SICUREZZA

La segnaletica di sicurezza, riferita ad un oggetto, ad un’attività o a una situazione determinata di rischio, fornisce una indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza o la salute sul luogo di lavoro utilizzando, a seconda dei casi:

  1. campanello in caso di incendio;
  2. sirena in caso di terremoto o crolli;
  3. luce intermittente rossa in caso di avaria all’impianto elettrico e gialla in caso di avaria alla centrale termica.

6.3 SEGNALETICA STRADALE

All’ingresso del passo carraio bisogna apporre:

 

Inoltre, in prossimità di tutte le uscite di sicurezza, delle scale di emergenza e della centrale termica dovranno essere installati opportuni divieti di sosta (3) indicandoli anche con segnaletica orizzontale.

Lasciare liberi da autoveicoli le corsie di emergenza per VV.FF., Ambulanza, Forza Pubblica ecc.

In caso di evacuazione dei plessi a seguito di calamità si individua , quale AREA DI RACCOLTA, di tutta la popolazione scolastica, il Campetto situato alla fine della corsia di emergenza.

6.3.1.1 PITTOGRAMMI PER LA SEGNALETICA STRADALE

  1. DIREZIONE OBBLIGATORIA
  2. LIMITE DI VELOCITA’ ( 10 Km /h)

  3. DIVIETO DI SOSTA

  4. PARCHEGGIO

  5. PASSO CARRABILE
  6. PASSAGGIO PEDONALE

Tali pittogrammi devono essere conformi a quelli previsti dal regolamento connesso al Dlgs del 30/04/1992 N. 285 ( Nuovo codice della strada).

6.3.2. PITTOGRAMMI PER LA SEGNALETICA di INFORMAZIONE e di EMERGENZA

Disporre i pittogrammi di INFORMAZIONE :

Disporre i pittogrammi di EMERGENZA :

Disporre , inoltre, su ogni piano una PIANTA PLANIMETRICA dell’Edificio Scolastico, indicante le vie di fuga da seguire in caso di calamità.

7 DOCUMENTAZIONE TECNICA

La documentazione tecnica da acquisire al piano di valutazione dà la certezza sulla rispondenza delle strutture, macchine, impianti e attrezzature alle misure di prevenzione, di igiene e di sicurezza.

Occorre, allora, acquisire al DOCUMENTO DI SICUREZZA la seguente documentazione e certificati:

  1. Certificati di prevenzione incendio;
  2. Certificazione dell’avvenuto controllo periodico semestrale degli estintori
  3. Libretto di manutenzione della Centrale Termica con indicazione della società appaltatrice e certificato di collaudo;
  4. Dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico alle regole di sicurezza ( legge 46/90)
  5. Schede tecniche e/o manuali operativi forniti dal costruttore per le attrezzature di lavoro (computer);
  6. Contratto di appalto per la manutenzione delle attrezzature ( computer)
  7. Registro degli infortuni
  8. Planimetria aggiornata dell’Edificio Scolastico
  9. Organigramma del servizio prevenzione e protezione con indicazione del personale addetto alla sicurezza
  10. Copia della notifica all’ASL e all’Ispettorato del Lavoro del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e sicurezza attestante la professionalità
  11. Nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la prevenzione e sicurezza
  12. Schede di assegnazione al personale dei mezzi individuali di protezioni ( guanti, occhiali, mascherine ecc.)
  13. Certificato comunale di agibilità e/o agibilità o tecnica sanitaria per il fabbricato.

8 SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE RISCHI ( SPPR )

Il servizio prevenzione e protezione dai rischi è il fulcro della nuova organizzazione della sicurezza nei luoghi di lavoro.

I compiti del SPPR sono dettati dal capo II del D.LGS. 626/94.

Il Dirigente scolastico della S.M.S. "E. Torricelli" di Casandrino Dott. Prof. Don Angelo Crispino ha provveduto alla nomina del Responsabile del SPPR nella persona del prof. Perito edile Tammaro Silvestre.

9 RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI

Sono stati designati quali responsabili per la sicurezza del personale ATA, i sigg. De Rosa Michele e Capasso Vincenzo e per il personale DOCENTE i proff. Ciappa Aldo Mario, Biancolella Carla, Mariniello Colomba, Marchese Carmela, Bencivenga Carmela.

I rappresentanti hanno l’obbligo di segnalare al Dirigente scolastico le inadempienze alle norme di igiene e sicurezza rilevate nel corso della vigilanza sui luoghi di lavoro e del mancato rispetto, da parte dei fruitori della Scuola , delle norme comportamentali di sicurezza.

Il Dirigente Scolastico concede ai rappresentanti un "sufficiente esonero dal lavoro", senza perdita di retribuzione, per lo svolgimento dell’incarico e mette a loro disposizione i mezzi, e la professionalità del Responsabile del SPPR, necessari per esercitare le funzioni di sicurezza.

10 RIUNIONE PERIODICA DI SICUREZZA

Costituisce un momento di incontro tra le parti sociali per l’attuazione e la verifica su un piano di collaborazione fattiva del programma di prevenzione ai fini del conseguimento dell’obiettivo comune della sicurezza globale.

11 L’INFORMAZIONE E LA FORMAZIONE

11.1 Norme comportamentali

Attraverso l’informazione, la formazione generale sul sistema di prevenzione apprestato e le norme comportamentali per la tutela della salute personale e degli altri fruitori della scuola, in base al capo VI del D.LGS. 626/94 per i fruitori della Scuola, occorre predisporre una adeguata informazione e formazione su:

L’informazione generale sull’attuale corpus normativo prevenzionale e sui rischi specifici viene fornito dal Preside mediante:

La formazione dei lavoratori in materia di sicurezza avviene durante l’orario di lavoro ed è concertato con L’ORGANISMO PARITETICO TERRITORIALE, se operante.

I contenuti dei programmi di formazione vengono predisposti dal SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE.

Una volta formate, su indicazione del Preside, le squadre di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione, i lavoratori addetti hanno diritto ad una FORMAZIONE PARTICOLARE in base ai compiti specifici , cui sono chiamati a svolgere.

Formalizzati gli adempimenti da parte del "datore di lavoro" si provvederà ad organizzare:

e a dettare le norme comportamentali per la sicurezza.

12 SOTTOSCRIZIONE DEL DOCUMENTO

Il presente documento composto di n. 27 pagine corredati dai seguenti allegati:

  1. Planimetria dell'impianto;
  2. Piano di evacuazione;

è stato elaborato dal Dirigente Scolastico, in collaborazione con il responsabile del servizio di protezione e prevenzione, con l'assistenza dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

e Prevenzione Rischi ___________________________________

Per presa visione:

I Rappresentanti dei Lavoratori