Ius primae noctis nel castello di Melissa
Dopo la morte di Giovanbattista Campitelli, 5° barone
e 1° conte di Melissa, avvenuta nel 1608 gli succede il figlio Annibale
che fu 2° conte di Melissa e 1° principe di Strongoli per concessione
del re spagnolo Filippo III. Alla morte di Annibale avvenuta nel 1624
gli succede il fratello Francesco, quest'ultimo rimasto indelebile nei
ricordi della gente di Melissa fino ai nostri giorni per aver ripristinato,
al suo insediamento nel castello, il "diritto della prima notte",
lo "ius primae noctis", che era stato sospeso dal padre, e
per questo motivo fu ucciso dal popolo che attendeva da anni la liberazione
da quell’abuso nei confronti delle giovani spose melissesi . Il castello,
di cui oggi sono rimasti se non pochi ruderi, fu costruito su un colle
che dominava il borgo abitato, e presentava al suo interno due sotterranei
che conducevano uno alla chiesa di San Giacomo, e l’altro stretto e
disagevole al castello di Strongoli. Le carceri sottostanti erano oscure
e tenebrose. Al borgo feudale circondato da muri di cinta vi si accedeva
attraverso le tre porte di accesso “Porta di jusa”, “Porta di garda”
e “Porticella”, custodite dalle guardie del conte. La storia del conte
di Melissa intrisa di leggenda è giunta fino ai nostri giorni attraverso
l’oralità. La gente quando riferisce dei fatti avvenuti tanti anni fa,
lo fa raccontando ogni cosa con grande enfasi in particolare quando
sottolinea l’uccisione del conte, che secondo alcuni studiosi non morì
nel 1633 a Melissa in seguito alla ribellione, ma che abbandonò il castello
dopo la rivolta e si trasferì a Napoli, la lapide con l’epigrafe
era stata fatta costruire per coprire il sepolcro nel 1633, trentacinque
anni prima della sua morte avvenuta nel 1668. Dopo la sua morte, non
avendo figli il feudo con il castello di Melissa e la torre aragonese
di Torre Melissa passò al nipote Domenico Pignatelli, figlio della sorella
Giovanna.