Storia

Il paesaggio di Molentargius si è evoluto con l’attività umana dell'estrazione del sale, iniziata già al tempo dei Fenici, circa 2000 anni fa e proseguita fino ai giorni nostri.
Fino alla dominazione romana, l'area cagliaritana risulta divisa a est dall'insediamento legato all'attività estrattiva del sale e a ovest dal porto e dagli insediamenti urbani.
Nei primi secoli del primo millennio fino al dominio dei Pisani, nel 1258, i vescovi e i giudici si erano stabiliti a Santa Igia, sullo stagno occidentale, mentre la lucrosa attività estrattiva era controllata dai monaci Vittorini, stanziati nella Basilica di San Saturno. I Pisani trsferirono la giurisdizione dell'estrazione del sale nella nuova cattedrale, costruita in Castello.
La manodopera per l'estrazione del sale era assicurata dalla popolazione insediata prevalentemente in cinque centri, posti a semicerchio intorno allo stagno orientale, il cui ripopolamento era favorito da esenzioni fiscali e condoni giudiziari.
Questa struttura resta praticamente immutata dal Quattrocento fino all'Ottocento. La raccolta del sale era basata sulla manodopera disponibile effettuata in modo arcaico con l'esclusivo intervento dell'uomo e, quando possibile, di buoi e asini, i molentis, da cui prende origine il nome "Molentargius".
In seguito la meccanizzazione ha permesso un notevole aumento della produzione.
L'attività estrattiva del sale nello stagno, insieme al porto, rappresentano le attività economiche portanti dell'area Cagliaritana fino al secondo dopoguerra quando l'aumento considerevole della popolazione rompe l'equilibrio tra l'attività estrattiva del sale e l'ambiente naturale che si era mantenuto fino allora.
Nel 1977 lo stagno di Molentargius viene dichiarato zona umida di importanza internazionale in base alla Convenzione di Ramsar, mentre nel 1989 l'area di Molentargius viene inclusa nella categoria delle " riserve naturali".