I "naif" sono nell'ordine: 1) Chiesa di Sant'Antonio; 2) Scorcio dal ponte;
3) Campagna nuscana; 4) Largo lavatoio. 

Biografia

Masullo Felice è nato a Nusco (Av) il 23 dicembre 1943.
Félisi - come amichevolmente è chiamato a Nusco - è autodidatta e, da anni, ha scoperto il gusto della pittura. Come fosse un gioco e che, invece, si è rivelato impegno costante mosso e motivato dalla sensibilità d'animo che traspare da ogni pennellata.
Ha partecipato a numerosi concorsi, riscuotendo positivi consensi critici e diversi premi.
Il suo campo preferito è la pittura "naif", ma - a giudicare dai lavori - ottimi sono i risultati conseguiti nella "paesaggistica" e soprattutto negli scorci di Nusco, così amati dai nuscani. Ha riportato su legno, con l'intarsio, alcune sue opere.

Critica

Ogni espressione artistica ha propri caratteri, ma anche particolare modo, crediamo, di essere letto. Un insieme di quadri custoditi in casa, per importanti che siano, pongono al centro dell'attenzione e dell'interesse del lettore (del visitatore) la figura umana ed intellettuale (od un autodidatta non può dirsi tale), le reazioni, i comportamenti del suo autore di fronte alla vita e alla storia di questi ultimi anni. E tanto più in un caso come quello di Felice Masullo in cui l'autore è una personalità umanamente semplice e cordiale e a suo modo affascinante, particolarmente portato a riferire tutto della propria esperienza, al proprio particolare modo di concepire e vivere la vita, a non tacere nulla ed ad andare a quello che probabilmente considera il nocciolo delle cose. Se poi si aggiunge che al centro della sua pittura sono essenzialmente tre temi, le figure, i paesaggi, gli scorsi, è facile capire come chi oggi, ed è il mio caso, ne affronta la lettura possa concentrare la propria attenzione su questi tre temi e su come essi vengano rappresentati da Masullo. Il fatto è che Masullo vuol dire spontaneità, ma anche rigore ed impegno nella ricerca e nella individuazione delle soluzioni e che tutto ciò che egli dipinge deve essere riportato e riferito al suo essere autodidatta. Da qui l'opportunità, penso, di premettere alla lettura (che potrà essere fatta e sviluppata anche successivamente a questa prima nota) poche considerazioni generali che, forse, possono aiutare, per un verso, una lettura dei quadri più interna allo spirito, all'atteggiamento verso la vita e verso la società, ai suoi miti e alle loro aspirazioni e, per altro verso, a cogliere meglio l'apporto ad una più approfondita comprensione dell'itinerario pittorico percorso in questi anni.
L'esperienza di Masullo, pur se ancora circoscritta e tutta vissuta nel "privato", s'impone per la sua semplicità e la compostezza dell'espressione ed è degna di un'attenzione più vasta anche perchè ai nostri giorni, non sempre è facile rendersi conto di quanto certe "riproposte", "rivisitazioni" e, addirittura, "riscoperte" di singoli autori, movimenti, scuole muovano da reali esigenze di una loro migliore conoscenza e comprensione, siano cioè conseguenza di genuini interessi e frutto di approfondimenti culturali, o non rispondano piuttosto a mode contingenti, ad interessi dell'industria culturale, editoriali o del mercato artistico.
All'origine dell'esperienza pittorica di Felice Masullo si può intravedere l'impetuosa crisi di modernizzazione e l'incipiente massificazione che la società e la civiltà tradizionali stanno vivendo. A questa crisi, a questa trasformazione senza "valori", Masullo non ha reagito arroccandosi in difesa della società e della civiltà tradizionali, ma ha cercato solo di dipingerla e quindi di salvaguardarla senza contrapporla. Esse non sono scese in campo l'una contro l'altra, ma ognuno percorre la propria strada nel convincimento, almeno per Masullo, che sia la seconda a prevalere sulla prima.
"L'amore del nuovo", la necessità di realizzarlo con tutti i mezzi, in tutti i campi, senza tentennamenti, che erano alcuni elementi caratterizzanti le avanguardie storiche del primo e secondo novecento, sono completamente estranei alla cultura, prima, e alla pittura, poi, di Masullo.
Non sembra eccessivo, nel concludere questa prima e breve nota, sottolineare come la pittura di Felice Masullo parli contemporaneamente "esplicitamente" e "simbolicamente". Le due letture, della vita e della storia, convivono con rarissima sensibilità.
              (IL NUOVO SUD - Anno XI - n. 3)   Alessandro Di Napoli

 

Gli intarsi sono nell'ordine: 1) Via Landone; 2) Veduta dal ponte; 
3) Chiesa della S. Trinità

Il candido mondo pittorico di Felice Masullo è un'oasi di pace. Il suo mondo poetico, infatti, emana dalle tele un magico incanto, offre una visione di freschezza e di libertà spirituale.
La sua è una pittura "popolare" che prende soprattutto ispirazione dalle cose più semplici, umili e pure della vita di ogni giorno. Su fondi di colli e di alberi, minutissime figure di contadini: un descrivere illustrativo di vita quotidiana, un senso costruttivo ed un grande amore per la natura. Cieli tonali sui quali si disegnano le modulazioni lineari di rami e foglie, case e strade, in ritmi spaziali.
Egli romanticamente descrive spazi, luci, cieli; gli uomini divengono figurine singolarmente piccole, quasi sempre al di sotto delle reali proporzioni; omini e donnine che fungono da perni spaziali, come sopraffatti dalla mole della natura.
Decorativismo con scomposizioni tonali e ritmate; un timbrare di colori caldi e morbidi, che determinano una compagine formale profondamente melodiosa, e vocazione di una musicalità propria dei puri plastici impiegati.
La definizione attentissima della volumetria degli oggetti, delle sfumature tonali, e delle "coreografie" luministiche, sono altri elementi che confermano il suo profondo interesse realistico.
                                 (IL NUOVO SUD - Anno XI - n. 3)   Luigi Prudente

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Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2001
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