Mediterraneo 
(Giuseppe Iuliano - Digressioni di un aedo, 1999 - Ed. Altirpinia)

Sguardi levantini s'affacciano
con diversitÓ d'animo e di razza
su divisibili sponde materne
e invidiano oasi di benessere
miele senz'api.
Flottiglie di navi e gommoni
esercito disarmato
giÓ arreso alla vita
percorrono nel deserto del mare
disperate suicide avventure
comprate all'urlo mercenario
per disperdersi a sciami
nella terra promessa.
E di essere ributtati a mare
come cosa persa.
Altri lidi
sotto un sole bugiardo
sono vanitÓ di natura
vetrina proibita  al misero soldo
e finanche allo sguardo innocente.
Qui i signori della terra
recitano a memoria parole di giustizia

confinando all'incrocio di croci
marciapiedi ed angoli di caritÓ
straccioni rifiuti
cassonetti di ogni fastidio.
Mediterraneo
assommi odi e gemiti di popoli,
isole alla deriva
clandestini vittime sacrificali
subbuglio di rivoluzioni in ritardo
carovane di miserie.
Mediterraneo
sei per contrasto
profumo e frutto di terra
ombelico dell'Eden
serra promiscua
fra gente libera di ogni libertÓ.
L' Europa dei popoli, civiltÓ di carta,
matrigna sbuffa al fastidio
di gente campione senza valore
esposta all' ingrosso o al dettaglio
che affolla con occhi di meraviglia
il nuovo mercato degli schiavi.

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(Tutti i diritti sono riservati)

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