brevi idee per ricordare
l'Evento Giovane
dell'estate
di fine Millennio

quotidiano, per trasformarlo in UNICO e speciale momento di evangelizzazione. E' sentire  Cristo come unico Signore del nostro tempo e del nostro agire; come unica aspirazione: per Cristo, con Cristo ed in Cristo... ripete la dossologia di lode al termine della Preghiera del Canone della Messa. Ecco allora il segreto: vivere con straordinarietà il quotidiano, come tempo di salvezza, nel quale si realizza il Regno. E noi siamo suoi umili strumenti. Luca, Minoprio, Italy

Tantissimi sono i ricordi, i volti, gli incontri; ed è difficile poter fare sintesi di tutto: ma se proprio devo dire cosa mi ha lasciato la GMG, ecco credo che sia la disponibilità all'adattamento, all'incontro cioè. un'esperienza forte come quella vissuta a Roma, chiede di uscire ed abbandonare le proprie sicurezze, per fidarsi... è un pò la metafora del cammino spirituale di ogni credente vero, che non teme di metteresi in discussione per aspirare a nuove mete, più alte, per uscir fuori dalla

del Papa, una gioia che potevi percepire nel tono della sua voce, e sentire nelle sue parole; una gioia che mi ha portato ad essere convinta che è proprio che il Papa crede davveroin me ed è sicuro che, insieme a tutti i giovani del mondo, posso riuscire -con i miei mille limiti- a dire il mio SI a Cristo ed a costruire così un mondo nuovo. Risuona ancora dentro di me l'esortazione a non aver paura a diventare santi e ad aver grandi ambizioni, ma spesso i fallimenti e le difficoltà mi portano ad "abbassare la guardia" , sopratutto quando non riesco a leggere tutti gli avvenimenti della mia vita come volontà di Dio: forse però la GMG mi ha proprio aiutato a comprendere che non devo avere la pretesa di capire ogni cosa e devo pensare solo a "spalancare le porte a Cristo"!  Poi Lui farà il resto. I grandi Santi hanno fatto così ; non è vero?
E' poi facile pensare che mille difficoltà sono simili a quelle degli altri giovani che ho incontrato: a questo mi sembra importante affermare che la GMG è stata la più grande esperienza di Chiesa che ho avuto la gioia di vivere, perchè mi sono sentita davvero in unità con tutti; quell'unità che deriva dall'essere fratelli in Cristo, pur provenendo da tutte le parti del mondo.
Il mio grazie al Signore per la GMG comprende anche un grazie per l'ospitalità che ho ricevuto, perchè il dover condividere cose semplici, come lo spazio per dormire, i bagni o gli angoli dei marciapiedi su cui ci sedevamo per mangiare, mi ha aiutata a capire ancora di più che la vera gioia sta nel dare.

Stefania 

Portichetto, 12 Settembre 2000

Ripensando alla GMG sono tante le parole che affiorano alla mia mente: giubileo, Roma, pellegrini, Tor Vergata, camminare, caldo, preghiera...
ora però provo a dare un pò di d'ordine ai mille  pensieri che custodisco nel cuore, dopo aver avuto la gioia di partecipare ad un evento così meraviglioso.
Credo che la XV GMG rimarrà sempre viva nella stolria della Chiesa, soprattutto perchè inserita nel grande Giubileo del 2000; ed allora mi viene subito in mente che quando ho deciso di parteciparvi, l'ho fatto perchè volevo dare un senso particolare a quest'anno giubilare, un senso da ricordare per tutta la vita...
Infatti ho vissuto, e sto cercando di vivere questo periodo,come un ritorno alle origini della mia fede, un voler fare il "punto" della strada percorsa fno ad oggi, per continuare con grande gioia, convinzione e dedizione  la strada che, ancora lunga, mi si prospetta davanti.
Proprio in quest'ottica credo che la cosa più importante che ho portato a casa dalla GMG sia la gioia