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A Villacidro lo giuravano tutti: IS COGAS, le streghe, avevano la coda che tenevano ben nascosta agli sguardi della gente. Naturalmente nessuno poteva esserne certo, visto che indossavano gonne lunghe fino ai piedi.
Erano esseri malefici che avevano il potere di trasformarsi in animali e persino in oggetti. Quando dovevano entrare in una casa si tramutavano in mosche, ma potevano mutarsi in qualche gatto e passeggiare per i tetti la sera in cerca di qualche finestra aperta. Sull'argomento,
da tempo immemorabile un po' in tutta la Sardegna si è
sbizzarrita la fantasia popolare. I racconti sulle streghe, anzi
meglio IS COGAS, così qui si chiamano, erano quelli
preferiti dalle nonne per ammaliare i bimbi più vivaci
e trattenerli durante le lunghe serate estive o i dopocena invernali
davanti al focolare. Per essere più credibli facevano riferimento
a zia Amalia, a zia Maria o a qualunque donnetta che avesse qualcosa
fuori dall'ordinario, le quali si trasformavano ora in gatto,
ora in mosca, ora in altro essere malefico.
Pare
che la presenza di san Sisinnio a Villacidro avesse eliminato
le streghe doc, quelle, per intenderci, che avevano la coda e
che si trasformavano con facilità in mosche o serpenti. (cfr
i miracoli)
Chiesa campestre
dedicata a S. Sisinnio,
Ma Villacidro è il paese delle streghe? Il 30 gennaio 2000
un servizio di RAI3 prima e sulla carta stampata
LA
REPUBBLICA
del 16 febbraio e VISTO del 25 febbraio scorsi,
hanno gettato un sasso in acque apparentemente tranquille scatenando
polemiche e discussioni. Sabato 6 maggio 2000,
nella biblioteca comunale di Villacidro si è tenuto un affollato
dibattito dal titolo e...
per ora... |
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