La Gazzetta Del Pallone

Il day-after solo tanta amarezza!

Stando agli ordini di Pizzul il nostrano Andrea Boccelli doveva improvvisare una canzone per celebrare la vittoria della Nazionale, le piazze delle città dovevano trasformarsi in arene schizofreniche di cori, bandiere e clacson, capitan Maldini doveva alzare al cielo olandese la Coppa, il Presidente Ciampi doveva emulare Sandro Pertini, l’Italia doveva tornare sul tetto d’Europa dopo 32 anni.

Questi gli auspici prima della finalissima di Rotterdam. Sogni che sembrano tramutarsi in realtà con il gol, diciamolo pure, fenomenale di Marco Delvecchio. Il frutto di un azione corale esemplare: prima l’eleganza e la fantasia di Francesco Totti che serve di tacco Pessotto, poi la progressione dell’onnipresente centrocampista juventino e il cross di prima intenzione, infine il tiro al volo di Delvecchio che manda al tappeto Barthez.


Poi quelle due palle che Del Piero non riesce a mettere dentro, due occasioni che potevano spezzare le gambe ai francesi e che si riveleranno, invece, un terribile boomerang, un’accetta contro gli azzurri e contro Alex, 25 anni, panchinaro, oggi solo l’immagine sbiadita di un passato oramai remoto.

Ma il sogno ha sempre più il sapore della realtà. Finalmente sul tetto d’Europa, pensano in molti, finalmente belli e concreti, finalmente Totti e Del Piero e poi che bella vendetta contro la Francia! Ma non si sono fatti bene tutti i calcoli: ancora quattro minuti di recupero che sembrano non finire mai, e un gol che nessuno si aspetta e che invece arriva. A 20" dal termine la Francia pareggia: il gol è frutto dell’intraprendenza del giovane Wiltord e dell’unico svarione di una difesa che con Nesta e Cannavaro si è dimostrata non solo insuperabile ma anche elegante e impeccabile. Ma questo è il calcio. Tutto da rifare. Si va ai supplementari. Con il morale a pezzi noi e a mille loro. E non poteva finire che con la beffa più grande: il gol che ammazza la partita lo firma con un bolide in corsa David Trezeguet, proprio in procinto di venire in Italia. L’epilogo: tutti in lacrime, consapevoli di essere stati ad un passo dall’impresa.


Andrea Boccelli non canta più, le piazze si svuotano mestamente, si mettono da parte le bandiere, i caroselli di auto sono ancora una volta rinviati. Sul campo capitan Maldini è l’immagine dell’amarezza, mentre il Presidente Ciampi scende negli spogliatoi per consolare i ragazzi nominandoli cavalieri della Repubblica. Non credo basti per sopperire alla delusione di un gol arrivato a 20" dalla fine e che ha fatto strozzare in gola l’urlo di gioia di milioni di italiani.

Chiudiamo con un auspicio: se mai dovessimo arrivare alla finalissima dei Mondiali del 2002 che Pizzul aspetti prima di pensare di aver già vinto e di programmare feste premature (magari con il Boccelli di turno). Si comporti piuttosto con la stessa freddezza di colui che nell’82 è riuscito per ben tre volte a proclamarci Campioni Del Mondo…Su una cosa però non c’è dubbio: Bruno Pizzul porta sfiga!!

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