PAGINA PERSONALE
del
POETA
FRANCHI FRANCO
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NEBBIA
Oltre i rossi tetti un fitto mare bianco avvolge ogni cosa,
nascondendo l'infinito,
le colline, la
valle come scomparse nel nulla.
Quante volte
sono caduto in una coltre nebbiosa, annaspando
per molto prima della liberazione
prima con l'alba meravigliosamente luminosa,
poi il sorgere
del sole con raggi infuocati.
Un risveglio
nella luce, una resurrezione dalla foschia della tenebra.
Quasi tutti
navigarono nella nebbia in una barca di " Caronte "
Corri di qua
corri di là senza più trare la casa, l'orientamento
Beati coloro che navigano bene tra la nebbia senza smarrirsi,
li vorrei come
guida nel cammino per sentirsi sicuro.
Vorrei una guida umile, sincera,
dalla facile
improvvisazione verbale per colpire il segno dell'insicurezza.
Ecco la nebbia
si dirada, traspare uno spigolo di luce e son salvo
nell'anima e
nel corpo.
Note musicali,
canzonette
rompono la monotonia ed è danza, danza vera.
Il tempo
scosse velocemente tra salti e giravolte, ignaro di chi è solo.
Un walzer, un tango, una rumba, una mazurca
trasportano i ballerini tra il reale idealizzato ...
ed è gioia
grande da accapponare la pelle.
Il poeta punta sulla fantasia,
i ballerini
toccano la realtà con magiche mani.
" Scrivi, scrivi " le tue impressioni immediate,
malinconiche,
scorrenti tra
i polpastrelli delle dita per eguagliare l'ebbrezza del ballo.
Ma manca l'orchestra
parole solo di musica e null'altro senza ritmo,
luci, emozioni
immediate.
Senza ballo
non raggiungerò mai il mio scopo, quello di renderla " Uno straccio "
!
Accendo il
carbone delle Befana, riscaldandomi !