Il Messaggero
23 gennaio 2001

Massacrò il prete-santone: ergastolo

Romeno di 19 anni assassinò don Granados: «Voleva da me un rapporto sessuale»

Ergastolo. Una pena severissima per il giovane romeno Laurentiu Timofte, che ha confessato di aver ucciso nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio dello scorso anno, don Giovanni Maria Ochoa Granados, 55 anni, sacerdote messicano che viveva in un grande appartamento alla Prenestina. Il gip Luisanna Figliolia ha accolto la richiesta di rito abbreviato, ma ha deciso che i 20 anni di carcere sollecitati dal pubblico ministero Paolo D’Ovidio, fossero troppo pochi per un omicidio così efferato, e ha emesso un verdetto “a vita", nonostante l’assassino abbia solo 19 anni.
Nella decisione del magistrato pare abbiano pesato molto le aggravanti contestategli: quella di aver abusato dell'ospitalità del prete, di aver agito per motivi abbietti o futili, di aver seviziato la vittima e, infine, di essere scappato dal luogo del delitto senza chiamare i soccorsi anche se il prete poteva essere ancora vivo. Timofte, inoltre, è stato accusato di furto, per aver sottratto dalla casa di via Prenestina il cellulare di don Granados, alcuni gioielli e 700 mila lire. Ieri mattina, in aula ha voluto essere presente anche il fratello del sacerdote ucciso. Assistito dall’avvocato Rosario Tarantola ha presentato una lettera nella quale spiega che la sua famiglia ha perdonato l’assassino del fratello e che si sarebbe rimesso alla giustizia terrena. Il gip gli ha riconosciuto 100 milioni di provvisionale. Laurentiu Timofte viene arrestato pochi giorni dopo l'omicidio, il 4 maggio 2000, e in breve tempo confessa di essere l'assassino del sacerdote. «Voleva avere con me un rapporto omosessuale - dichiara agli investigatori - Insisteva e io non ci ho visto più. Gli ho preso la testa e gliel’ho sbattuta contro il muro. Lui urlava, era pieno di sangue, allora ho afferrato il crocifisso di legno e l’ho colpito più volte». Subito dopo il giovane racconta di aver legato il polsi della sua vittima con il filo elettrico e le gambe con un asciugamano. Poi fugge. Secondo gli inquirenti, forse Granados era ancora vivo.