La Repubblica
17 luglio 2001

Delitto gay al Circo Massimo

Chiede aiuto, ma quando arriva la polizia è già cadavere
La vittima un ragazzo di 26 anni . Nel pomeriggio era stato alle prove del musical di Japino. Precedenti, la lunga scia di sangue

FEDERICA ANGELI

«Soffoco, aiuto, soffoco». Era l'una di notte di ieri quando una coppia di giovani che passava in piazza di Porta Capena (al Circo Massimo) ha sentito un rantolo venire dal buio. Quando si sono avvicinati, la tremenda scoperta: un ragazzo seminudo che respirava appena. Cercava, per quanto poteva, di chiedere aiuto. Francesco Alessandro Bertolini, 26 anni, era disteso dietro una siepe, con i pantaloni abbassati, il cranio fracassato e segni di strangolamento sul collo. Poco dopo l'allarme sono arrivate le volanti, ma il giovane era già morto, in una pozza di sangue, particolare che lascia supporre che il ragazzo sia stato ucciso proprio lì. Che si tratti di un delitto a sfondo omossessuale non c'è dubbio, anche se gli inquirenti preferiscono mantenere il silenzio. Esclusa l'ipotesi di rapina: Francesco aveva la sua catenina d'oro al collo e il portafoglio in tasca, con dentro sia i soldi che i documenti.
La giornata della vittima, orfano di padre, originario della Maddalena (Sassari), ma da anni residente a Roma, ricostruita dalla polizia sembra essere stata delle più normali. Nel pomeriggio si era incontrato con alcuni suoi amici del mondo dello spettacolo, di cui anche lui faceva parte. Aveva assistito alle loro prove per un musical, Emozioni, con la regia di Sergio Japino (tra gli interpreti Sabrina Salerno e Ambra Angiolini); poi la notte verso le ventidue ha chiamato il suo coinquilino, col quale vive da un anno circa, e ha disdetto un appuntamento che avevano. «Sono impegnato questa sera non la passerò con voi. Devo uscire con un tizio». Nonostante le raccomandazioni dell'amico, preoccupato per gli incontri e per le uscite sempre a rischio nella cerchia degli omosessuali, Francesco non ne ha voluto sapere di rinunciare a quell'appuntamento. Anzi ha sorriso, quasi a schernire quella raccomandazione. Mistero sulla persona con la quale la vittima ha trascorso la nottata, nessuno conosce la sua identità. L'unica certezza è che il nome dell'assassino era scritto su una rubrica di numeri che Francesco portava sempre con sé. Quell'agenda, insieme al telefono cellulare, gli è stata portata via, per non lasciare tracce.
Un maniaco? Impossibile dirlo, certo negli ultimi anni gli omicidi di omosessuali sono stati molti. Addirittura 22 in undici anni e molti con il cranio sfondato, come Francesco Bertorini. Il 24 luglio 1990 Giancarlo Abbate, 48 anni, impiegato di una casa farmaceutica, fu ucciso da un tunisino. Il suo corpo fu trovato nudo, legato al letto con un filo elettrico. Il 28 marzo 1995, Francesco Privitera, 53 anni, viene trovato con il cranio sfondato nel suo appartamento al Prenestino. Ma il caso più clamoroso risale al 5 gennaio 1998, quando Enrico Sini Luzi, capo del cerimoniale vaticano, viene trovato con la testa sfondata nella sua casa di viale Angelico.
Intanto i colleghi del mondo dello spettacolo ricordano Francesco Bertolini, la sua voce: «Era meravigliosa dice la regista Emanuela Giordano aveva un modo dolce di cantare. Era ingenuo come un bambino, facilmente circuibile e disponibile a chi gli sembrava amico. Lui cercava soltanto amore».
Ma intervengono anche i politici: «Un'escalation della piaga degli omicidi antigay», commenta del presidente onorario dell'Arcigay, il parlamentare Ds Franco Grillini, sulla morte di Francesco.