L'Espresso 03 novembre 2000

AUSTRIA-LIBIA / LE RELAZIONI PERICOLOSE TRA HAIDER E GHEDDAFI JR Jörg e Saif, amici per la pelle È solo la passione per lo sport a unirli? Le voci corrono. E la stella del leader austriaco si appanna di Aldo Baquis Il Nove maggio Barbara Slavin, giornalista di punta di "Usa Today", era in attesa di una intervista con il colonnello Muammar Gheddafi quando a sorpresa, dalla sua tenda nel deserto, è sbucato il leader dei nazionalisti austriaci Jörg Haider. Vestiva casual ed era accompagnato da un alto funzionario austriaco. «Solo una visita privata», ha borbottato Haider. Ma chi va in giro per piacere in genere non si trascina dietro personaggi del calibro di Wolfgang Kulterer, presidente della banca austriaca Hypo.

Dietro la missione non più tanto segreta di Haider in Libia c'è il figlio del colonnello, Seif al-Islam (spada dell'Islam), trentenne uomo d'affari iscrittosi tre anni fa a un corso economico all'Università privata Imadec di Vienna. In futuro, Gheddafi junior potrebbe succedere al padre: intanto in Austria è stato spesso visto divertirsi in compagnia di Haider. Fra i due c'è una stretta amicizia, ha maliziosamente scritto mesi fa il giornale tedesco "Tageszeitung" ("Taz").

«Jörg è un mio caro amico, così come lo è di mio padre e del mio paese», ha confermato Seif al-Islam in una intervista alla rivista austriaca "News". «Fra i politici austriaci è stato l'unico a trattarmi bene. L'ex cancelliere Victor Klima non voleva nemmeno farmi entrare in Austria, solo perché sono libico. I collaboratori di Klima, quelli sì che erano razzisti... Il loro comportamento era un'offesa ai diritti dell'uomo». E Haider ? «Con lui è stato diverso, mi ha accolto subito con amicizia»."Taz" non lo sa per sicuro, «ma si mormora» scrive «che Seif e Jörg spartiscano la stessa capanna durante alcuni eventi sportivi». Aggiunge che secondo quanto risulta a Hosi (un gruppo austriaco che lotta per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali) il leader della destra nazionalista non disdegna la compagnia maschile: meglio quella di giovani efebi. Di uno almeno, Gerald Mikscha, "Taz" ha ricostruito, assieme alla rivista "Kurier", la meteorica carriera nel partito della Libertà: da semplice segretario a manager e accompagnatore fisso di Haider nei viaggi negli Usa. Secondo gli ambienti gay austriaci citati da "Taz", Haider e Mikscha «coltivano inoltre una cordiale amicizia con Gheddafi jr».

Altri giornali europei hanno evocato puntate di estroversi "pretoriani di Haider", noti con il soprannome di "Bubenpartei" (i ragazzi del partito), in Slovacchia: in quel paese, l'età minima per i rapporti omosessuali è di 15 anni.

Un primo messaggio in codice sulle preferenze di Haider era apparso nelle strade austriache un anno e mezzo fa quando era stato rappresentato con un gran nasone e l'appellativo di "finocchio". Chi c'era dietro il grossolano manifesto? Il Partito del Popolo, scrive "Taz": lo stesso partito che ora guida l'Austria con il partito della Libertà. Nel tentativo di vederci chiaro, l'inviato del giornale ha setacciato diversi posti gay austriaci, in particolare un locale, "Motto", che sarebbe frequentato da guardoni locali, nonché dall'entourage di Haider. Le voci sulla asserita omosessualità del 50enne leader politico sono state seccamente smentite dal compagno di partito Peter Westenthaler. Gli stessi militanti di Hosi hanno riflettuto a lungo sull'opportunità di rendere le indiscrezioni di dominio pubblico: in fin dei conti, fintanto che Haider non dichiara guerra agli omosessuali, i suoi passatempi, veri o presunti, restano un suo affare privato. Da parte sua "Taz" ha concluso l'inchiesta constatando l'impossibilità di trovare una sola conferma positiva sulle amicizie particolari di Haider: in Austria, ne ha dedotto, c'è un clima di paura su questo tema.

Ma l'amicizia con Seif al-Islam ha fatto suonare numerosi campanelli d'allarme. Anche perché fin dal 1988 un personaggio vicino a Haider, Harald Goeshcl, era già stato sospettato di aver fornito armi alla Libia. I giornali austriaci hanno quindi appreso che lo stesso Haider ha compiuto negli ultimi mesi almeno altre tre visite in Libia, oltre a quella del maggio scorso. Di ritorno in patria, ha informato gli abitanti della Carinzia che egli potrebbe fornire loro petrolio a prezzi inferiori a quelli pagati dagli altri austriaci. Vuoi vedere, si sono subito allarmati i socialdemocratici, che dietro le quinte i Gheddafi, padre e figlio, hanno scommesso sull'uomo politico più controverso di Europa? L'impressione ricavata in questi anni da Seif Gheddafi è che Haider «è un buon politico e sta dalla parte del popolo». È vero, ha cattiva fama: «Ma ciò è dovuto agli ebrei: sono loro», ha incalzato Gheddafi jr. nell'intervista a "News", «che parlano male di lui in ogni occasione». Infine, la conferma: «Alle prossime elezioni farò di tutto per sostenere la sua candidatura alla cancelleria. Lancerò una campagna a suo favore».

Il fattore Gheddafi non ha tardato a dare i primi frutti. Disastrosi. Pochi mesi fa il partito di Haider sembrava prossimo ad aggiudicarsi il 30 per cento dei voti e a scavalcare i conservatori del Partito del popolo di Wolfgang Schuessel. Dopo la tempesta politica scatenata dalla "visita privata" in Libia, il Partito della libertà è caduto clamorosamente in picchiata: l'ultimo sondaggio prevede che ora Haider raccoglierebbero al massimo il 22 per cento dei voti.