La Stampa
05 settembre 2001

Storace va avanti: non discrimino le coppie di fatto

«Aiuto i giovani a sposarsi». Veltroni prepara la contromossa dal Comune

Amedeo La Mattina

ROMA Il Comune di Roma ha pronta una contromossa, ma intanto Storace va avanti con la sua proposta per le famiglie sposate. «Certamente non riguarda la Melandri e i benestanti. La nostra è una legge che serve a contrastare la povertà». Il governatore del Lazio non ha rinunciato alla battuta tagliente per «rintuzzare - come dice lui stesso - le polemiche infondate» che gli sono piovute addosso dall’opposizione dopo l’annuncio di un provvedimento che esclude le coppie di fatto da un fondo destinato alle famiglie bisognose.
«Si, la notizia di oggi è che si va avanti», ha scandito Francesco Storace, che prevede sussidi per 4 miliardi dalla Regione solo a chi è regolarmente sposato, in chiesa o al Comune. Ma anche per quei nuclei familiari in difficoltà economiche che abbiano in casa anziani o disabili.
Per dimostrare che la sua iniziativa è condivisa dall'intera maggioranza, Storace si è presentato ai giornalisti circondato da un assessore per ogni partito della sua coalizione: in prima fila Anna Teresa Formisano del Biancofiore, l’assessore alla Famiglia che ha scritto materialmente il provvedimento dello «scandalo». Ma a Storace bruciano anche alcune prese di distanza che sono arrivate dal centrodestra, soprattutto quella di Alfredo Biondi. Per il deputato di Forza Italia «discriminare i cittadini italiani a seconda che siano regolarmente coniugati oppure no, significa soltanto reintrodurre una norma che la Costituzione italiana non consente, e il Lazio mi risulta trovarsi in Italia». «Biondi - ha osservato il presidente del Lazio - è un gentiluomo di antico stampo. Sono sicuro che quando leggerà i contenuti della legge, mi manderà un biglietto di riconciliazione».
Ovviamente, è contro gli esponenti della sinistra che si scaglia il presidente della Regione Lazio. Consiglia di verificare la coerenza tra il programma elettorale con il quale il Polo ha vinto le elezioni e l’azione che la sua giunta sta portando avanti. E non vuole che si parli di discriminazione tra bambini nati in una famiglia «normale» e quelli delle coppie di fatto. Storace ha ricordato infatti che la Regione ha stanziato fondi per le ragazze madri e per coloro che hanno intenzione di avere un terzo figlio. Per le coppie gay sussidi e aiuti nemmeno a parlarne: «Perché, i gay hanno figli?».
«Il mio obiettivo principale - ha spiegato Storace - è aiutare i giovani a sposarsi. Altro che scelta ideologica! Altro che lancette della storia messe indietro! Le accuse della sinistra sono ridicole. Per la tutela della famiglia, i diritti delle donne e la lotta contro la povertà noi abbiamo stanziato 21 miliardi. Sapete, invece, quanto aveva stanziato la giunta Badaloni per quella che veniva definita la "pluralità di forme familiari"? Un miliardo, cioè 4 mila lire a coppia, comprese quelle di fatto. La verità è che alla sinistra - ha aggiunto il presidente - bruciano le nostre politiche sociali». E ha elencato le cifre: 2 miliardi per le donne in gravi difficoltà economiche che vogliono portare avanti la gravidanza; 16,8 per quelle che partoriranno il terzo figlio e 4 miliardi per le coppie che hanno difficoltà a contrarre matrimonio. Complessivamente 21 miliardi, appunto.
Il Comune di Roma pensa ad una contromossa, ma non immediata come lasciava intendere una dichiarazione del capogruppo dei Verdi, Silvio di Francia, che ha chiesto alla giunta capitolina di incrementare i fondi di solidarietà per le giovani coppie, compresi i conviventi. Il sindaco Veltroni non ha invece intenzione di rispondere colpo su colpo. Tuttavia sta lavorando ad un piano per i servizi sociali che non conterrà alcuna «discriminazioni», fanno sapere dal Comune.
«Beh, se Veltroni fa come Badaloni, le famiglie povere di Roma diventeranno ricche», è stato il commento al curaro di Storace. Il quale intende fare della Regione Lazio «un modello sociale» per tutta l’Italia. «Noi andiamo avanti», ha ripetuto, annunciando che domani la sua proposta sulla famiglia sarà esaminata dalla commissione sanità. Intanto la giunta ha dato mandato al presidente di richiedere l'inserimento del provvedimento nell'ordine del giorno del Consiglio regionale.