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La Seconda Stazione |
Seconda Parte
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Il 5 Giugno 1881, in coincidenza con l'apertura del tronco Roccapalumba-Galleria di Magazzinazzo, la stazione di Roccapalumba-Alia assumeva il ruolo di nodo di diramazione.
Per svolgere questa nuova funzione lo scalo fu oggetto di grandi lavori di ampliamento, che portarono alla demolizione di quasi tutti i precedenti manufatti e di buona parte dei binari. Il nuovo impianto comprendeva:
Il numero di scambi passava da 4 a
13, e il nuovo piazzale ferroviario risultava formato da 4 binari di transito,
da 3 tronchini costituenti il fascio del magazzino
merci e dal binario di servizio della rimessa delle locomotive.
* Gli scaldapiedi costituiscono il primo rudimentale sistema di riscaldamento delle carrozze ferroviarie. Tali congegni erano costituiti da recipienti di lamiera, fissati al pavimento della carrozza, di sezione ovale e di forma allungata, che presentavano un’apertura chiusa da un tappo, nei quali si introduceva acqua riscaldata, quasi bollente. Quest'ultima era fornita da impianti fissi, come nel caso della stazione di Roccapalumba, oppure, negli scali di minore importanza, dalle stesse locomotive. Il sistema aveva un'autonomia di circa due ore, dopo occorreva sostituire lo scaldapiedi. L'operazione era affidata a degli agenti, che aperti uno ad uno gli sportelli degli scompartimenti, invitavano gli occupanti a sollevare i piedi per facilitare la sostituzione dei recipienti.
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