La Stazione di Diramazione  

La Seconda Stazione 

Seconda Parte

 

Il 5 Giugno 1881, in coincidenza con l'apertura del tronco Roccapalumba-Galleria di Magazzinazzo, la stazione di Roccapalumba-Alia assumeva il ruolo di nodo di diramazione. 

 

Rilievo planimetrico dell'area della Stazione di  Roccapalumba

 

Per svolgere questa nuova funzione lo scalo fu oggetto di grandi lavori di ampliamento, che portarono alla demolizione di quasi tutti i precedenti manufatti e di buona parte dei binari. Il nuovo impianto comprendeva:

 

  • un Fabbricato Viaggiatore di 2° classe;

  • un Fabbricato Cessi;

  • il Magazzino Merci, a binario interno, con l’annesso piano caricatore scoperto ed una pesa a bilico della portata di 20 tonnellate, disposta sul tronchino; 

  • la Rimessa, per 4 locomotive a vapore, con gli annessi locali per l’alloggio del personale; 

  • il Rifornitore Idrico, a pianta ottagonale e con vasca cilindrica in metallo della capacità di 50 metri cubi;

  • una Piattaforma Girevole, del diametro di 11,6 metri; 

  • una Fossa di Visita a caldo sul tronchino prospiciente la rimessa;

  • il Magazzino per il deposito di carbone; 

  • tre Gru (colonne) Idrauliche; 

  • due Garitte per manovratori;

  • un Casotto e una Vasca ovale per gli scaldapiedi*; 

  • la Casa Cantoniera semplice con forno, già esistente.

 

Roccapalumba

La  planimetria della seconda stazione di Roccapalumba

 

Il numero di scambi passava da 4 a 13, e il nuovo piazzale ferroviario risultava formato da 4 binari di transito, da 3 tronchini costituenti il fascio del magazzino merci e dal binario di servizio della rimessa delle locomotive.
Lo sviluppo complessivo dei binari sommava a metri 2.630, dei quali metri 416 e metri 492 rispettivamente per i binari principali dell’antica linea Palermo-Porto Empedocle e della nuova linea Roccapalumba-Santa Caterina.
L’ingrandimento della stazione, con lo spostamento del suo limite al di là del ponte, sul torrente San Filippo, impose dei lavori di adeguamento anche per questo manufatto, che allargato, per la posa di due nuovi binari, mantenne il doppio uso originario.

 

* Gli scaldapiedi costituiscono il primo rudimentale sistema di riscaldamento delle carrozze ferroviarie. Tali congegni erano costituiti da recipienti di lamiera, fissati al pavimento della carrozza, di sezione ovale e di forma allungata, che presentavano un’apertura chiusa da un tappo, nei quali si introduceva acqua riscaldata, quasi bollente. Quest'ultima era fornita da impianti fissi, come nel caso della stazione di Roccapalumba, oppure, negli scali di minore importanza, dalle stesse locomotive. Il sistema aveva un'autonomia di circa due ore, dopo occorreva sostituire lo scaldapiedi. L'operazione era affidata a degli agenti, che aperti uno ad uno gli sportelli degli scompartimenti, invitavano gli occupanti a sollevare i piedi per facilitare la sostituzione dei recipienti.

 

 

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