Il Materiale Rotabile delle Strade Ferrate della Sicilia

di Giorgio Mistretta e Lillo Parla
 

  

 

  

Con la legge n.3048 del 27 Aprile 1885, l'esercizio della rete ferroviaria italiana veniva affidata a tre nuove società concessionarie. Il regime di concessioni era per "convenzioni", della durata di venti anni, sebbene rinnovabili per tre volte. In particolare la gestione del sistema ferroviario isolano, passava alle Strade Ferrate della Sicilia, meglio e più semplicemente nota come Rete Sicula (RS), che ereditava il materiale rotabile, gli impianti e 599 Km di linee già di proprietà delle Strade Ferrate Calabro-Sicule (S.F.C.S.). 
In totale, la RS si ritrovava con un patrimonio costituito da 109 locomotive e più di 1600 carri e carrozze di vario tipo, anche se gran parte di esso presentava  un forte stato di usura.
Durante i venti anni di gestione, nell'isola furono costruiti altri 583 Km di linee, realizzati importanti impianti, come ad esempio la stazione Centrale di Palermo, e potenziate le officine di riparazione. L'esistente parco rotabile veniva sottoposto a grandi lavori e riportato ad un elevato stato di efficienza.  Del nuovo materiale rotabile si aggiungeva all'esistente,  e tra questo sono da segnalare ben quattro differenti gruppi di locomotive a vapore e le categorie di carrozze a carrelli per la rete tirrenica Palermo-Messina. 
Nelle pagine della sezione vengono riportati i dati e i disegni dei tipi di locomotive e delle categorie di carrozze della Rete Sicula. Per le locomotive, inoltre, oltre a delle fotografie proveniente da diverse fonti, tra cui la fototeca delle FS, sono evidenziate le assegnazioni ai depositi isolani il 1° Luglio 1905, data di nascita delle attuali Ferrovie dello Stato.

 

  

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