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05 agosto 2001
GLI AMORI DI CESARE
"…di alta statura, di carnagione chiara, ben proporzionato e di fibra robusta…"(Svetonio), Cesare ci è tramandato dalla storia come uomo di particolare fascino e carisma, capace di suscitare, forse con la medesima intensità, odio e amore. La vita privata di un personaggio di tale rilievo non poteva certo passare inosservata e Cesare fu spesso oggetto di pettegolezzi da parte dei suoi contemporanei.
Oltre alle mogli ufficiali - Cornelia, figlia di Cinna, con la quale rimase sposato diciotto anni, Pompea, figlia di Quinto Pompeo e nipote di Silla, ripudiata dopo sette anni di matrimonio per un presunto tradimento, Calpurnia ,la terza e ultima, della quale ben poco è dato sapere tranne che lo implorò di non recarsi in Senato il giorno in cui sarebbe stato ucciso - a Cesare si attribuiscono innumerevoli amanti di entrambi i sessi.
Se la sua concubina più famosa è Cleopatra, tra gli amori omosessuali gli si attribuiscono "gusti" altrettanto regali, poiché pare che Cesare sia stato amante anche del re Nicomede. I suoi nemici non esitarono a soprannominarlo per questo "regina di Bitinia" e le voci dovevano essere particolarmente insistenti perché anche tra le truppe, che pure lo idolatravano, cominciò a circolare una canzoncina divenuta poi famosa: "Cesare ha sottomesso le Gallie, Nicomede ha sottomesso Cesare; Cesare, che ha sottomesso le Gallie, trionfa; non trionfa invece Nicomede che ha sottomesso Cesare".
I suoi nemici arrivarono anche a definirlo, riferendosi alla sua spregiudicatezza sessuale, "il marito di tutte le mogli e la moglie di tutti i mariti", ma al di là delle dicerie, a conquistare in maniera duratura il cuore di Cesare fu certamente una donna, Servilia.
Non si sposarono mai, vuoi per motivi di ordine politico (a Cesare fecero molto comodo i matrimoni che contrasse), vuoi per obblighi famigliari (Servilia fu costretta dal padre a sposarsi giovanissima con M. Iunio Bruto), vuoi per un malaugurato intreccio della sorte (quando Servilia rimase vedova, dopo che Bruto venne ucciso da Pompeo, Cesare era già sposato con Cornelia), tuttavia si amarono per tutta la vita, con grande dispetto del fratello minore di lei, Catone l'Uticense.
A tal proposito, si racconta che durante una effervescente seduta in Senato nella quale veniva dibattuta l'accusa rivolta a Cesare di essere coinvolto nella congiura di Catilina, sia arrivato dall'esterno un biglietto a lui riservato.
Catone, suo fiero avversario, gridò alla scandalo e pretese che il contenuto della missiva fosse reso pubblico, certo che si trattasse di un messaggio da parte dei nemici congiurati. Seduta stante si diede corso alla lettura e, nell'imbarazzo generale, mentre Catone arrossiva di vergogna e di rabbia, vennero rese pubbliche non certo compromettenti alleanze politiche di Cesare, quanto piuttosto le infuocate e licenziose parole d'amore che Servilia rivolgeva al suo amante.
Proprio a causa di questa risaputa e duratura relazione, nacque la voce secondo la quale uno dei figli di Cornelia, Bruto, fosse anche figlio naturale di Cesare. Non è storicamente provato che ci fosse un effettivo legame di sangue tra i due (nonostante Cesare abbia poi adottato Bruto) ma è certo che Servilia ebbe sempre un posto di estremo rilievo nella vita sentimentale del dittatore.
Nel 59 a.C. Servilia aveva quarant'anni ed era libera da vincoli matrimoniali, così come lo era Cesare. Avrebbero quindi potuto finalmente sposarsi, ma probabilmente fu lei stessa, non più in grado di dare a Cesare il figlio legittimo che lui desiderava, a indurlo a sposare l'allora diciottenne Calpurnia.
Anche in quell'occasione, però, Cesare non dimenticò Servilia, inviandole in dono, proprio il giorno stesso del suo matrimonio con Calpurnia, una perla di eccezionale valore.
Redattore di questa pillola:
Rosa petrucci |