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Barcolana 2002 |
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Una bella rappresentativa sarda alla barcolana di Trieste
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I ragazzi della Scuola Italia in Vela hanno partecipato
in tanti alla 34esima edizione della Barcolana, la regata più affollata
del Mediterraneo. Il nostro inviato ci invia un suo personalissimo
resoconto
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Da anni sognavo di essere su una delle 2000 barche che ogni anno si
buttano nella mischia della famosa regata/festa triestina. Trieste già mi
aveva colpito quest'Estate quando ci siamo arrivati per l'ultima tappa del
Giro d'Italia. Una città proiettata verso il mare con alcune lingue di
mare che si insinuano dentro la città, lambendo la famosa Piazza Unità
d'Italia. L'ultimo bastone del Giro d'Italia è stato infatti fatto con
una boa vicinissima alla piazza (chissà quanti nostri velisti avrebbero
storto il naso sull'irregolarità del vento in quel punto!). In quella
occasione Franco Ricci, figlio del Cino Nazionale, mi propone di
partecipare alla mitica Barcolana assieme ai ragazzi della sua Scuola
Italia in Vela. Chiaramente non me lo faccio dire due volte e così
Domenica 14 Ottobre mi ritrovo al timone del "Verdone", una
barca in alluminio di 47 piedi fatta fare nell'87 da Cino Ricci per regate
tipo Barcolana e Centomiglia del Garda. La barca ha conosciuto tempi
migliori, ma Franco mi assicura che con ariette è ancora un bolide.
Renzo, il nuovo armatore del Verdone, tiene la barca nel porticciolo di
Grignano a circa 5 miglia dal porto di Trieste. Il Sabato pre Barcolana
siamo in mare per cercare di capire qualcosa di più su questa barca molto
particolare. Ci perdiamo perciò tutti gli eventi collaterali tenutisi
davanti alla passeggiata triestina. Scopriremo poi che Vasco Vascotto ha
vinto il titolo italiano di Match Race e, la regata notturna, nonostante
la serata con temperature paragonabili alle nostre di Gennaio, ha
suscitato un enorme interesse
tra il pubblico presente. La Domenica il clima si presenta decisamente
migliore: Borina e un sole sempre più insistente. Problemi col motore
ci costringono a partire nella parte più sottovento della lunghissima
linea di partenza. La partenza della Barcolana si fa sempre col motore
acceso pronti ad inserire la retromarcia per evitare le sicure collisioni
con le altre barche. Si parte con un vento quasi nullo (almeno nella
nostra parte). Sembra che non ci sia il rischio collisioni. Invece,
all'improvviso una barca vicino a noi sembra navigare con un vento tutto
suo e si mette di traverso al resto della flotta. E via! Si incomincia a
parare le barche che ci vengono addosso sia da destra che da sinistra.
Siamo entrati nel vero clima della Barcolana! Per fortuna il vento è
proprio leggerissimo e diverse braccia robuste bastano a evitare danni
seri. Dopo esserci disarcionati da alcune barche
navighiamo in acque relativamente libere verso la prima boa con un vento
di Bora sui 10-15 nodi. Ma il giro di boa è un'altro spettacolo. Seguendo
i consigli di Franco (ha all'attivo diverse partecipazioni) ci manteniamo molto prudenti e perdendo qualche
decina di posizioni riusciamo a girare le prime due boe indenni. Ma ci
godiamo diverse collisioni tra equipaggi più accaniti. La Bora ci
abbandona per poi rifarsi vedere nell'ultimo lato arrivando a soffiare
fino a venti nodi. Anche nell'ultima boa ci sono grandi casini. Tra 2000
barche partecipanti ci ritroviamo a regatare affianco ad un altro sardo: Luca
Montella. Peccato che lui era al timone di un J24 e noi su un 47 piedi!
Spettacolare poi l'arrivo. Si può tagliare solo mure a sinistra e il
grosso della flotta arriva proprio mure a sinistra. Però ogni tanto una
barca si presenta mure a dritta e, chiedendo acaua, semina il caos tra le centinaia di
barche allineate su mure opposte. Noi siamo tra le vittime di un incrocio
mure a dritta/mure a sinistra e con le virate che siamo costretti a fare
in più ci infilano un centinaio (!) di barche. All'arrivo siamo 345esimi,
risultato mediocre per una barca abituata a viaggiare tra le prime venti,
ma a bordo sono tutti felici, armatore compreso che è riuscito anche
quest'anno ad evitare danni grossi alla barca.Questa è la mia versione della Barcolana, sicuramente diversa da altre centinaia di versioni che gli altri partecipanti potrebbero fornire. Questo perchè ogni più piccola zona del campo di regata ha vissuto tanti episodi diversi, tante vicende diverse, con diversi protagonisti. Noi col Verdone non siamo mai riusciti ad intravedere i grandi mostri della zona alta della classifica. Non abbiamo mai visto neanche tutte quelle barche che stavano cercando di chiudere il percorso quando noi, dopo due ore dall'arrivo, stavamo mangiando un pasto caldo offertoci dalla simpaticissima Marita, la coarmatrice del Verdone. La Barcolana non può avere un solo resoconto. Sarebbe sminuirla. La Barcolana è una miriade di resoconti tipo il mio. Una marea di storie che unite insieme potrebbero dare un'idea su cosa è la Barcolana. Antonello Ciabatti
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Lorenzo Bressani non ha fallito neanche questo appuntamento vincendo la Barcolana negli ultimi metri. Un'anno strepitoso per lui questo 2002 |
Maxi Jena era avanti sino a pochi metri dall'arrivo, ma un gioco di prestigio di Idea l'ha privata di una sicura vittoria |
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| Dopo le foto di Max Ranchi ecco le foto amatoriali del nostro inviato | |||
Barche di ogni tipo partecipano alla Barcolana. Dalle grandi per il Giro del Mondo alle più piccole. |
Ecco una delle protagoniste. Le grandi barche erano ormeggiate affianco al "villaggio" proprio davanti Piazza Unità d'Italia |
Da Grignano si bolina fino a Barcola dove c'era la Bora in attesa dei concorrenti |
Passaggi rasenti erano la norma. Anche le collisioni non erano tanto rare |
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In partenza col vento quasi inesistente ci sono stati diversi grovigli di barche nonostante la linea di partenza immensa. Invece la linea d'arrivo era lunga non più di 30-40 metri e le raffiche di Bora hanno complicato non poco la virata per tagliare. |
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Ogni zona del campo di regata era teatro di tanti episodi. Ma nelle boe, anche nell'ultima si verificava sempre un ingorgo |
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Pronti via! Dopo pochi minuti dalla partenza il vento si stabilizza e spinge le barche al lasco verso Muggia |
Tante le barche sponsorizzate. Le "Generali" avevano questo 50 piedi |
Barche che vanno e barche che vengono in prossimità dell'ultima boa. Sono momenti di grande tensione, soprattutto per l'armatore |
I ragazzi della Scuola Italia in Vela tengono sotto controllo i movimenti delle barche vicine a "Verdone" |
Luca Montella era al timone di un J24. Abbiamo incontrato anche Gepi Coiana (quanto ci farebbe piacere avere un suo resoconto!) imbarcato su una delle grandi barche |
Nella bonaccia dell'ultima boa nessuno poteva immaginarsi che nel giro di pochi minuti il vento sarebbe ritornato a soffiare con raffiche fin oltre i 20 nodi |
Luca Montella mentre tocca l'ultima boa. L'episodio non è sfuggito all'obbiettivo di Sailing Sardinia. Qualche altra barca vedendo troppo affollamento in boa a preferito non girarla |
Il giorno prima della regata il tempo era veramente terribile: pioggerellina, freddo polare, e Bora oltre i 25 nodi. Per fortuna la Domenica tutto è cambiato |
Si sono viste vele di tutte le forme. Dai mega gennaker a garndi fiocchi murati su bompressi |
Alberto Sonino P.O. col Tornado era imbarcato su una dei grandi yacht di capoclassifica. Era in procinto di reimbarcarsi sul trimarano di Soldini |
Franco Ricci con i suoi allievi sul Verdone. Una ventina di ragazzi provenienti dalla sua Scuola Italia in Vela sono stati l'equipaggio di alcuni G34 |
Vladimir Semionov timonava un G34. E' giunto secondo di classe dietro un sorprendente Ciccio Rossi |
Avete visto alla Tiscali Cup tutti quei giubbotti con la scritta BIFOR? Anche alla Barcolana ne abbiamo visto molti. Il merito è di Egidio, proprietario della Bifor e velista entusiasta |
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La festa è finita e si torna a casa. Ma la stanchezza è dovuta alle regate o ai bagordi notturni? |
Il villaggio allestito sul lungomare era meta di migliaia di visitatori |
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No Credit Card In allestimento uno speciale sulla versione Hard (vietata ai minori) sulla Barcolana. |
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