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Due velisti Cagliaritani alle regate d'Epoca d'Imperia.
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Piero Loddo e Andrea Caruso ci raccontano questa loro avventura su Sylphe alla regata di vele d'epoca a Imperia |
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Magnifico il colpo d'occhio che si presenta al nostro arrivo, Creole, goletta a tre alberi di 65 m. appartenente alla famiglia Gucci fa da regina e capo schiera in banchina,seguita da oltre 140 barche che rappresentano la
storia dello yacthing. Le
barche sono divise in tre diverse categorie, yacht d'epoca costruite
prima del 1952, yacht classici costruiti e varati dal 49 al 76,
e replica degli yacht d'epoca che
indipendentemente dall'anno del varo, sono stati costruiti in conformità
ad un progetto anteriore al 1950 e con procedimenti che si adeguano alle
tecniche ed ai materiali del tempo. Giovedì
12 iniziano le regate con vento da sud-est di circa 15- 20 nodi che
impegnano in modo estremo tutti gli equipaggi in acqua,
in particolar modo noi in quanto è la prima volta
che usciamo insieme in barca e ancora non siamo affiatati e pratici di
manovre su una barca d'epoca.
Sylphe, un violino di 18 m. f.t., disegnata da Andrè Mauric, architetto navale Francese dei primi del secolo non famosissimo come i suoi contemporanei Fife, Nicholson, Harrenshoff,Alden o Stephens, ma sicuramente progettista di barche molto originali e veloci tanto che Eric Tabarly si fece disegnare da lui due dei suoi Pen Duick. La Ottima l'organizzazione a terra, ci servono la prima colazione in barca, inclusi i quotidiani; un rinfresco appena rientrati in banchina, mentre per la sera è servita la cena per gli equipaggi all'interno dello spazio allestito per l'occasione. La seconda regata di venerdì presenta sempre vento fresco da sud-est con moto ondoso maggiore rispetto alla giornata precedente, Sylphe riesce a partire con maggiore determinazione e riusciamo a stare alle costole del gruppo di testa. Ci concediamo pure il lusso di battere Doug Peterson, progettista di Luna Rossa, col suo spendido Stormy Weathers. Da sottolineare la presenza nella nostra categoria (pittica sa sfiga!), della famosissima Dorade, barca disegnata da Olin Stephens che vinse praticamente tutto negli anni 30, forse la barca dalle linee più eleganti di tutto il raduno, infatti ammiratissima. Il terzo e ultimo giorno di regata rispecchia le condizioni della prima giornata, purtroppo partiamo malissimo e inseguiamo per tutta la regata, riuscendo a concludere con un onorevole 6° posto finale. La serata di sabato è forse quella che vede gli equipaggi maggiormente impegnati al padiglione Heineken approfittando del fatto che per il giorno successivo è prevista solo una sfilata davanti al porto con le banchine gremite di folla applaudente nei moli di porto Maurizio. Commovente.
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