10.04.06

Che paura per Anna!

Avrete letto sul giornale della velista (A.S.) scaraventata in mare. Un incidente banalissimo che poteva trasformarsi in tragedia. Anna Scano ce lo racconta. 

 

 

 

 

 

 

 

Beh, Anna ormai è tutto finito e puoi raccontarci tutto.

Ero imbarcata su Caesar di Luciano Dubois e lo Scirocco era tra i quindici-venti nodi. In bolina eravamo nel gruppetto di testa e subito dopo la boa eravamo pronti con lo spy. L'equipaggio era formato tutto da velisti esperti, ma io e qualcun'altro eravamo alla prima regata su Caesar.  Quando sale lo spy vengo trascinata fuori bordo.. Una scotta dello spy si era attorcigliata sulla mia caviglia. Passo alcuni minuti di panico. Finisco in acqua e la forza dello spy mi sbattacchia come n fuscello. Ora sono in aria ora sono sott'acqua. Faccio fatica a respirare e bevo parecchia acqua di mare. In barca nessuno ha un coltello per tagliare la scotta. Ho paura di non farcela. L'equipaggio decide di ammainare lo spy, ma  ho sempre meno tempo per respirare. Anzi forse ora mi trascina ancora più sotto. Brucio le mie ultime energie rimaste per sfilare il piede dallo stivaletto e finalmente sono libera. Ma non è finita. Mi accorgo che il braccio è uscito dalla spalla e non ho più forze. Ma Mirko Todesco è sveglio è capisce al volo che sola non posso farcela. E' stato forse l'unico che ha capito la drammaticità del caso. Si butta in acqua con un salvagente e mi sostiene. Caesar con lo spy tutto avvolto nel timone non governa più. Arrivano le barche da dietro. Nessuna capisce veramente quanto eravamo in difficoltà. Qualcuno si ferma, ma le onde e il forte vento non facilitano il recupero. Io soffro da morire. La spalla mi fa malissimo e stento a stare a galla. Per fortuna Mirko è vicino a me, anche se lui inizia a patire il freddo. Sono in mare da più di venti minuti e anch'io ho freddo e sto male. La fine di questo incubo arriva quando si avvicina Mauro Covre con un gommone e riesce a recuperarci. A Marina Piccola un'ambulanza mi porta dritta all'ospedale dove, tra atroci sofferenze, i medici mi sistemano la spalla.

Tanta paura ma il lieto fine rassicura tutti.

Sì, ho veramente avuto paura di morire. E' stato terribile! Una cosa incredibile. Nel panico generale Mirko è stato in gambissima a capire che una volta  liberata non ero completamente salva. Stavo veramente annegando e senza di lui non sarei riuscita a resistere più di tanto. E ancora tanta paura quando vedevo passare le barche che non riuscivano a recuperarmi

Anche Luciano Dubois è ancora scosso dall'evento

E' stato un vero miracolo che Anna sia uscita indenne da questa brutta avventura. Mai mi era capitata una cosa del genere. A distanza di 24 ore sono ancora scioccato! Ho perso lo spy, ma è niente in confronto a ciò che stava per capitare. In barca eravamo tutti velisti navigati, ma forse ci mancava un pò di affiatamento