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Relativamente alla Gold Cup
ritengo doveroso esporre a tutti i fatti nella loro completezza e realtà
affinché ognuno possa correttamente valutare una situazione che è
oggettivamente degenerata nell’ultimo giorno.
Venerdi seconda regata: negli istanti prima della seconda partenza con
bandiera nera Fra Martina viene urtata e agganciata da sopravento
dall’imbarcazione Daewoo di Andrea Mura con conseguente avanzamento verso
la linea. Per sua stessa ammissione, Andrea Mura non era a conoscenza
della bandiera nera essendo in boa e non avendo la radio; era quindi sua
intenzione, essendo troppo in anticipo sulla linea, partire prima e
rigirare gli estremi. Immediatamente abbiamo urlato a Mura “protesto”,
quest’ultimo ha confermato di aver sentito. La manovra di Mura ha cosi
causato una accelerazione di Fra Martina che allo zero si è trovata
schiantata sul gommone del contro starter spinta, sempre da sopravento con
relativo contatto tra gli alberi, da Eurosia XS.
Liberatisi del gommone abbiamo in sequenza esposto la bandiera di
protesta (prima ragionevole occasione), e il video allegato mostra il
tattico che apre la bandiera a poppa di Rufo, ed eseguito un 360° di auto
penalizzazione per aver toccato la boa.
Nel corso della successiva poppa ci affianca il gommone del comitato di
regata con a bordo Marco Poli e Mario De Grenet suonando la tromba e
puntando la bandiera nera verso di noi, in quanto BDF. Noi rispondiamo che
abbiamo protestato una barca indicando la bandiera rossa a poppa e quindi
De Grenet, ammaina la bandiera nera e ci urla “Protestate?”.
Successivamente, avendo letto il regolamento onde evitare ogni possibile
dubbio di DND, ci ritiriamo.
Arrivati a terra presentiamo regolare protesta contro Andrea Mura, e dopo
un’ora di udienza, in cui è stata ascoltata anche la testimonianza del
contro starter che ha confermato in toto
la dinamica, vinciamo la protesta ottenendo la media dei punti derivata
dai piazzamenti ottenuti nelle 5 prove precedenti.
Sabato mattina, ultimo giorno: Paolo Cian, Matteo Ivaldi e Sandro
Montefusco, (rispettivamente secondo terzo e quarto in classifica
generale, e tutti con vele Montefusco) con testimonianze incrociate,
presentano una protesta contro Fra Martina (i primi due per Art. 69, il
terzo per Art 62.1 a, al fine di far riaprire il caso e annullare la
riparazione concessaci. Cian ed Ivaldi sostenevano che la nostra bandiera
di protesta fosse stata aperta solamente dopo aver letto il nostro numero
di mascone sulla lavagna del Comitato, Montefusco chiedeva che ci venisse
revocata la media dei piazzamenti).
La Giuria ci manda tutti in mare senza aver preso alcuna decisione e
pubblicato alcuna classifica ancorché provvisoria. Nel frattempo la stessa
Giuria ha richiesto alla Società organizzatrice,
la
B-Plan, il filmato relativo alla partenza in questione.
Al rientro in mare, in attesa di discutere le proteste, il Sig Matteo
Ivaldi, ripetutamente ed in presenza di testimoni, teneva un comportamento
oltraggioso, offensivo e minaccioso nei confronti del sottoscritto, di mio
fratello e cosa ancor più grave delle rispettive fidanzate con suo
deliberato e chiaro intento provocatorio. Ovviamente, su indicazione del
Presidente del Circolo, il dott. Borea, Ivaldi è stato protestato dal
sottoscritto per l’Art. 69 del Regolamento di regata attualmente vigente.
Nel frattempo riprendono le udienze della Giuria che passa anche alla
visione del filmato alla presenza non solo delle parti in causa, ma anche
di tutto l’equipaggio di “Fiamma” (Ivaldi) e “Bonaventura” (Cian), i
quali a gran voce asseriscono “la bandiera è chiusa, è evidente, è
chiusa…” con l’intento di influenzare i giurati.
Va detto a favore e discolpa di Sandro Montefusco, che una volta di fronte
alla Giuria, ha affermato di non aver visto nulla e che quindi di non
poter esprimere alcun parere.
Dopo breve arriva la sentenza di “condanna” per Fra Martina, che vede
invalidata la protesta del giorno precedente, in quanto la bandiera di
protesta non sarebbe stata visibilmente esposta di seguito al contatto
con l’imbarcazione di Andrea Mura. Immediatamente (entro i 30 minuti
previsti dalle istruzioni di regata) faccio una contro - protesta, in
quanto in base alla regola 62,2 per la richiesta di riparazione non è
necessaria l'esposizione della banidera rossa e per rivedere ancora una
volta il filmato. Dapprima il Presidente di Giuria cerca di dirmi che sono
fuori tempo limite (mai rispettato in tutti i giorni di regata…!!), poi
che nella mia protesta non ci sono “nuovi significative evidenze”, e se ne
va al bar.
Ma alla fine i giudici presenti (assente il Presidente) vengono a rivedere
il filmato e, di fronte a testimoni, mi danno ragione dichiarando che la
bandiera è aperta fin dal primo fotogramma (circa 20 secondi dalla
partenza), che era di forma e dimensioni corrette. La bandiera l’ho fatta
vedere fisicamente con le mie mani. Chiedo quindi una revisione della
decisione, , ma mi rispondono che la decisione spetta al Presidente, che
nel frattempo sopraggiunge e viene a visionare il filmato. La sua sentenza
è che la bandiera è aperta, ma essendo STROPICCIATA (mima
il gesto con in mano la bandiera) non si può vedere bene
e la regola 61.1(a) dice che la bandiera deve essere CONSPICUOUSLY
che in italiano viene tradotto con VISIBILE. Quindi una bandiera
stropicciata non può essere visibile ….e noi abbiamo perso il mondiale.
Per quanto riguarda i fatti della premiazione non c’era nulla di
premeditato in quanto stavo cercando il Presidente di Classe per fargli
visionare la mia bandiera, ed il caso ha voluto che mentre cercavo di
raggiungerlo Fra Martina sia stata chiamata sul palco, ed essendo ormai a
metà del tendone AUDI sono stato “spinto” dagli applausi fino al palco.
Purtroppo quando qualcuno ha visto che avevo in mano la bandiere rossa ha
cominciato a fischiare e a quel punto non ci ho più visto è “alla prima
ragionevole occasione!!” l’ho alzata.
Ritengo che dopo aver dato l’anima per questa Classe negli ultimi 7 anni,
come regatante, come consigliere e poi come segretario, dopo essere stato
insultato e minacciato, dopo aver perso a tavolino un mondiale già vinto
in acqua (da me promosso 3 anni fa e in cui nessuno fino all’anno scorso
credeva) sia giunto il momento, come richiesto da molti di voi a gran
voce, di dare le dimissioni da segretario. Motivo questa mia decisione
ritenendo che nella classe non ci sia quello spirito di serietà,serenità,
collaborazione e fiducia. E quello che più mi rattrista di tutto quanto
sopra esposto è il completo abbandono in questi momenti da parte delle
persone con cui fino a venerdì mattina ero in stretto contatto per la
riuscita dell’evento.
Ringrazio comunque quei pochi equipaggi che con parole e messaggi hanno
manifestato solidarietà ed espresso un caloroso ed entusiastico
ringraziamento per il lavoro svolto e per il successo di questo evento.
Edoardo Pavesio
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