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Cosa non deve mancare
in un battesimo? L’acqua, naturalmente!!! Magari non proprio salata, come
quella che domenica ha immerso noi, gli allievi del Carloforte Sailing
Team nella nostra prima regata!
E pensare che il maestro Davide Gorgerino
l’aveva chiamata regatina nel primo giorno di corso, quando a bordo del
First 31.7 Alioth ripassavamo le andature. E tutti a immaginare una
veleggiata facile facile, col vento sempre in poppa…Vana speranza!!! A
fare le prove generali del bagno è stata Cinzia, che non ha calcolato bene
la distanza dalla barca alla banchina…il suo tuffo carpiato nella candida
acqua del porto è da manuale!!!
Ore 8.15: il motore dell’Alioth
è
già acceso, quello di noi apprendisti velisti un po’ meno…A.A.A. cuscino
e cuccetta cercasi!
L’uscita dal porto di
Carloforte, direzione Portoscuso e Windsurfing Vela Club, ci riserva una
brutta sorpresa: vento di levante sui 30 nodi, dritto dritto in faccia.
Aggiungi onde e spruzzi a volontà, risultato: si arriva sull’altra sponda
bagnati da strizzare. E la regata deve ancora cominciare!!!
Al porto ci raggiunge
Stefano. Poverino, gli toccherà la randa per tutta la regata, ma chi
gliel’ha fatto fare ad alzarsi alle sei dopo una notte in discoteca?
Tutto giulivo, Livio
Rivano accoglie i naufraghi e comunica la bella novità: il percorso è
cambiato. Anziché il giro dell’isola, bisognerà spalmare
venti miglia
avanti e indietro fra Calasetta, Isola dei Ratti, ancora Calasetta e poi
Carloforte. C’è chi tira fuori qualche impegno improvviso, poi ci si
rassegna e si sale in barca. Con la speranza che sia la prima e non
l’ultima regata.
Per noi e il resto della
flotta la partenza è concitata e confusa, l’Alioth parte con sei minuti di
ritardo. Perché chi va piano, va sano e va lontano. Soprattutto, riesce a
gestire senza disastri un percorso extra large e a non rovinare lo
spinnaker, che altrimenti Davide rovina noi, soprattutto Clara che ha
scoperto cosa voglia dire fare la scotta senza guanti!!! Il primo bordo è
dritto che è una meraviglia, ovviamente ci illudiamo che sia tutto così. E
invece no! Allo scoglio si vira e…inizia il bello: esce fuori lo
spinnaker, l’incubo di ogni iniziato. Perdiamo qualche minuto a issarlo e
una vita a percorrere la poppa, per l’andatura a zigo-zago (per maggiori
dettagli chiedere al maestro) del timoniere di turno (vedi Franco). Peggio
ancora dopo l’isola dei Ratti, quando Tiziana e Primarosa ci superano. Ci
consoliamo mangiando pizzette (grazie Moni) e fingendo di fare peso (in
realtà stiamo prendendo il sole). Tanto Beppe ha la divisa supergriffata,
con gli stivali gialli coordinati (quindi l’unico con i piedi asciutti…),
così in tiro che la barca andava meno a zigo-zago e più veloce.
Torniamo sul livello di
guardia alla nuova virata. Ancora la disperazione spinnaker, almeno il
vento si è calmato e arriviamo in porto con velocità regolare. Dopo tre
ore e mezzo di “Regatina”, al traguardo siamo quarti. Di nuovo asciutti e
felici di essere sopravvissuti!!! Per la cronaca ha vinto il J24 Capitana.
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