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04.05.2005

Esordienti in regata

La regata siamo abituati a viverla da velisti già navigati, dando molte cose per scontato. Ma come vedono la regata i velisti appena usciti da un corso di iniziazione? Seguiamo il resoconto pervenutoci dagli allievi del Carloforte Sailing Team che partecipano alla classica regata Giro dell'Isola di S.Pietro trasformata in una regata costiera.

 

Cosa non deve mancare in un battesimo? L’acqua, naturalmente!!! Magari non proprio salata, come quella che domenica ha immerso noi, gli allievi del Carloforte Sailing Team nella nostra prima regata! E pensare che il maestro Davide Gorgerino l’aveva chiamata regatina nel primo giorno di corso, quando a bordo del First 31.7 Alioth ripassavamo le andature. E tutti a immaginare una veleggiata facile facile, col vento sempre in poppa…Vana speranza!!! A fare le prove generali del bagno è stata Cinzia, che non ha calcolato bene la distanza dalla barca alla banchina…il suo tuffo carpiato nella candida acqua del porto è da manuale!!!

Ore 8.15: il motore dell’Alioth è già acceso, quello di noi apprendisti velisti un po’ meno…A.A.A. cuscino e cuccetta cercasi!

L’uscita dal porto di Carloforte, direzione Portoscuso e Windsurfing Vela Club, ci riserva una brutta sorpresa: vento di levante sui 30 nodi, dritto dritto in faccia. Aggiungi onde e spruzzi a volontà, risultato: si arriva sull’altra sponda bagnati da strizzare. E la regata deve ancora cominciare!!!

Al porto ci raggiunge Stefano. Poverino, gli toccherà la randa per tutta la regata, ma chi gliel’ha fatto fare ad alzarsi alle sei dopo una notte in discoteca?

Tutto giulivo, Livio Rivano accoglie i naufraghi e comunica la bella novità: il percorso è cambiato. Anziché il giro dell’isola, bisognerà spalmare venti miglia avanti e indietro fra Calasetta, Isola dei Ratti, ancora Calasetta e poi Carloforte. C’è chi tira fuori qualche impegno improvviso, poi ci si rassegna e si sale in barca. Con la speranza che sia la prima e non l’ultima regata.

Per noi e il resto della flotta la partenza è concitata e confusa, l’Alioth parte con sei minuti di ritardo. Perché chi va piano, va sano e va lontano. Soprattutto, riesce a gestire senza disastri un percorso extra large e a non rovinare lo spinnaker, che altrimenti Davide rovina noi, soprattutto Clara che ha scoperto cosa voglia dire fare la scotta senza guanti!!! Il primo bordo è dritto che è una meraviglia, ovviamente ci illudiamo che sia tutto così. E invece no! Allo scoglio si vira e…inizia il bello: esce fuori lo spinnaker, l’incubo di ogni iniziato. Perdiamo qualche minuto a issarlo e una vita a percorrere la poppa, per l’andatura a zigo-zago (per maggiori dettagli chiedere al maestro) del timoniere di turno (vedi Franco). Peggio ancora dopo l’isola dei Ratti, quando Tiziana e Primarosa ci superano. Ci consoliamo mangiando pizzette (grazie Moni) e fingendo di fare peso (in realtà stiamo prendendo il sole). Tanto Beppe ha la divisa supergriffata, con gli stivali gialli coordinati (quindi l’unico con i piedi asciutti…), così in tiro che la barca andava meno a zigo-zago e più veloce.

Torniamo sul livello di guardia alla nuova virata. Ancora la disperazione spinnaker, almeno il vento si è calmato e arriviamo in porto con velocità regolare. Dopo tre ore e mezzo di “Regatina”, al traguardo siamo quarti. Di nuovo asciutti e felici di essere sopravvissuti!!! Per la cronaca ha vinto il J24 Capitana.