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24.05.2005

Course des lions

Che avventura per Luciano Gessa!

Il velista cagliaritano, amante delle regate dalle tante miglia, si è cimentato nella dura regata tra Francia e Spagna a bordo di un Mini 650 affrontando situazioni molto delicate

 

 

 

 

Salve a tutti i velisti di Sailing Sardinia

Mando queste due righe a Sailing Sardinia per condividere con voi una bella esperienza velica.

La partecipazione alla Course des lions, su di un mini 650, regata che parte da Port Camargue

scende in Spagna ad Aneris sur mer risale la costa brava , attraversa il golfo del Leone sino

a Sanint Raphael  e fa rientro a Port Camargue per un totale di 500 miglia.

 

 

(Mini a Port Camargue)

 

Questa regata vede ai nastri di partenza i big della classe mini come l’italiano

Andrea Caracci che insieme a Manuard (progettista del tip top two) è tra i favoriti.

 

 

 

( Tip top two)

 

Il mini 650 è una barca che in 6,50 metri di lunghezza, racchiude l’essenza dell’andar per mare.

Poco più di una deriva, meno abitabile di qualsiasi cabinato da crociera, entusiasma per la sua


velocità alle andature portanti,  e per la sua marinità nell’affrontare situazioni di vento e mare impegnative

 

 


 

La nostra corsa a bordo di Dixie si è purtroppo interrotta dopo sole 300 miglia di percorso ,

per la rottura di una staffa in acciaio che permette, alla deriva retrattile del Naus, di non pendolare


all’interno della cassa di deriva.

 

(Particolare del danno)

 

 

 

La parte più interessante di tutta la regata è stata senza dubbio la traversata del Golfo del

Leone , 120 miglia di mare aperto, con una fama, in caso di maestrale, tutt’altro che   clemente.

Le condizioni meteo incontrate durante la traversata sono state impegnative oltre che per il vento

che spesso ruotava da  nord est a nord passando da un’intensità di venti a venticinque nodi, con

mare formato , anche per una serie di perturbazioni che ci hanno regalato più di 24 ore di pioggia

temporali e groppi che ci costringevano a numerosi cambi di vela. Non aiutava certo la direzione

del vento che quando spirava da nord est ci costringeva al bordeggio e quando ruotava a nord ci permetteva di scendere ma sempre di bolina.

Il morale era alto perché la prevista rotazione del vento a nord ovest ci avrebbe permesso

un’andatura più larga e notevolmente più veloce. Purtroppo alle 19 di martedì 17 maggio

in seguito alla discesa brusca di un’onda un rumore sordo ci avvisava che qualcosa si era rotto.

Dopo pochi secondi, il rumore della deriva che, non più bloccata dalla staffa aveva all’interno

della cassa  un bel poco di gradi di gioco, ci ha costretti dopo un breve consulto a prendere la  decisione


sofferta. A 80 miglia dal giro di boa di Saint Raphael , di abbandonare la gara.

 

 

(in Navigazione )

 

 

Il punto delle 20 ci vedeva a cinquanta miglia dalla costa più vicina. Il vento da nord di intensità sempre sostenuta  ci ha costretti ad una bolina che solo alle 3 del mercoledì 18 , con l’arrivo del maestrale ci ha permesso di allargare l’andatura anche se per precauzione la rotta è stata sempre un poco sopravvento al porto di la Ciotat che avevamo scelto come punto di atterraggio.

Il vento di Maestrale con un’intensità di 35 nodi solleva in quel punto del golfo un’onda che con la mia limitata esperienza di vela, non avevo mai visto ma che posso assicurarvi da idea dell’infinita potenza che la natura ha.

Per non dilungarmi troppo alle 10.30 di mercoledì con tre mani alla randa e tormentina terzarolata siamo Arrivati a la Ciotat zuppi come pulcini.

 

 

 

(Navigazione a ridosso della costa presso Marsiglia)

 

Condizioni di vita all’interno del mini.

 

All’interno del mini sé hai alle spalle un corso di sopravvivenza, hai qualche possibilità di riposare.

L’albero passante è infatti un invito a nozze per l’acqua che quando oltre che per le onde, scende anche dal cielo rende l’interno della barca un poco umido (sacco a pelo da strizzare), in queste condizioni vai a riposare con la cerata , stivali compresi, nonostante tutto quando il tuo turno al timone finisce, anche quel precario e umido cantuccio sembra il meglio che tu possa avere dalla vita.

La filosofia del mini che riduce, in certe condizioni, la vita di bordo ad un esercizio da facchiro, è

comunque una esperienza formativa per il carattere di un buon marinaio velista.

Per la cronaca la regata è stata vinta dai Garcia un equipaggio Spagnolo.

A due minuti e mezzo dopo 500 miglia di regata , Andrea Caracci e Samuel Manuard .

Il comitato di regata decideva di interrompere la regata per un giorno a saint Raphael in quanto il

Maestrale previsto per mercoledì rendeva non sicura la risalita verso port Camargue.

La nostra posizione dopo il giro di boa di Aneris sur mer (Barcellona) era di penultimi su 25 imbarcazioni partite, le nostre ambizioni erano limitate al fatto di esserci. Unico rimpianto è quello di non aver avuto una macchina fotografica stagna per fotografare il mare al centro del golfo, le stenelle che si lanciavano a velocità folli contro la barca e i singolari uccellini che a 60 miglia da terra si posavano in coperta infreddoliti e fradici 

.

Ringrazio Stefano Paltrinieri armatore di Dixie che ,rispondendo ad un annuncio sul sito

della classe mini mi ha dato la possibilità di vivere questa esperienza.

Saluti Luciano