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25.03.2005

Patrizio Cau una vita per la vela

Un solo incontro non è bastato per seguire tutti i racconto di Patrizio Cau. Nato nell'entroterra campidanese approda in Aeronautica e quasi subito viene folgorato dalla passione per la vela. Patrizio è un personaggio per eccellenza, uno di quelli che sprizza allegria energia e disponibilità. Passeggiando in banchina con lui è una sosta continua. E' amico di tutti, da Chieffi, all'ultimo marinaio del porto. E quando si dice personaggio è dire poco. Andare a cena con lui è come leggere  un libro di Wilbur Smith. Si passa dalle missioni  aeronautiche ai racconti di grandi regate, di Admiral cup, di grandi buriane. Una cosa è certa: quando sei con lui non ti annoi! Pubblichiamo ora la prima pare dei racconti di Patrizio a cui seguiranno altri appuntamenti in cui nel parlare delle sue esperienze veliche incontreremo tanti personaggi già noti agli amici di Sailing Sardinia

 

Patrizio Cau e la vela, come è iniziato questo grande amore? Tutto è nato con il desiderio di conoscere il mare. Quando ero ragazzino in colonia a Carloforte ho visto il mare per la prima volta. Ma un'istruttore poco delicato mi creò un piccolo trauma. Poi entrato in Aeronautica, sono arrivato ad Elmas sugli aerei antisom, e sorvolando il mare per servizio ho provato il desiderio di sconfiggere quella piccola paura nata al mio primo incontro col mare. Ho conosciuto Luciano Serra che al tempo organizzava corsi di vela per i colleghi dell'Aeronautica. Da buon allievo vinsi la regata di fine corso e le prime vittorie furono le regate sociali delloYCC. Alla regata di Chiusura del 1981 vincemmo coi FJ battendo niente popò di meno che il temibile duo Spanedda-Pessola.

Quindi carriera iniziata....... Iniziai subito con le barche grosse. Mi convocò Antonello Montis al timone del suo Comet 11 con alla randa il grande Dario Nurra, già da allora sbavava per il suo mito Andrea Mura. Ma stavo ancora giocando. Il primo salto di qualità lo feci col Balanzone di Franco Cherchi timonato da Luciano Serra il mio primo istruttore. Facevo il tailer assieme a Gepi Coiana che già allora aveva un carattere un pò particolare. Vincevamo tutte le regate. Egidio Bianchi, nostro avversario diretto si accontentava del secondo posto. Per un lungo periodo ho alternato le derive con i cabinati. Ho regatato sugli FD partecipando al Mondiale di Cagliari nel 1983 comprandomi assieme ad un pilota di Elmas la barca a rate. Poi con l'Hobie Cat  a prua di Marco Lai o di Gianpaolo Serra. Con Gianpaolo vincemmo il Campionato Sardo battendo Gabriele Loy che già al tempo aveva problemi di prodiere. Erano quelli anni divertenti, la vela era diventata per me una malattia. Era al centro della mia vita.

Quando hai iniziato a regatare a livello nazionale?  Una mattina, nel 1985,  mentre stavo preparando la barca di Montis per una regata passa Roberto Pardini che mi fa " Scendi giù da quella barcaccia e vieni con noi che stiamo preparando un team per lo Show 38 di Angelo Melis in vista dei Campionati Italiani." L'equipaggio era formato da i più forti velisti del tempo: Nello Stinca, Maurizio Susnick, Giorgio Masala, Antonello Onorato. Ricordo che al tempo dominavamo le regate locali mentre Mario Orlich e Luciano Randaccio passavano da una straorza all'altra con Ezechiele Lupo. Abbiamo poi vinto la Settimana delle Bocche del 1985 e al Campionato Italiano di Marciana Marina vincemmo di categoria. Poi andammo a Capri. Di Capri mi ricordo due episodi. Il primo è stato quando dopo aver tenuto lo spy per quindici ore di seguito chiesi il cambio a Ignazio Cocco che dormiva da circa sei ore. Mi misi in cuccetta e mentre stavo chiudendo gli occhi sento dalla coperta Ignazio mi richiama subito segnalando che il suo turno era finito. In realtà lui aveva saltato per intero il suo turno. Proprio in quella occasione  conoscemmo, in veste di stazzatore, Massimo Paperini. Fu lì che si pose la prima pietra dell'avventura Shardana.

Shardana forse la barca sarda più famosa nei campi di regata...... Il team ha esordito alla Sardinia Cup del 1988, con una barca charterizzata. In barca ero con Omar Oggianu, Nello Stinca, Maurizio Susnick, Giorgio Masala, Antonello Onorato, Angelo Melis. Ho un brutto ricordo soprattutto per il disalberamento causato da una collisione con la barca australiana Sartori. L'anno dopo con Shardana di Paperini, appena varata, ci presentammo alla settimana di Capri per prepararci alla One Ton Cup di Napoli. In barca oltre ai soliti affezionati c'era Enrico Passoni al timone e alla tattica Roberto Pardini. Ricordo in particolare che c'era anche Roberto Rubiu e Anna Scano. Durante la regata lunga davanti a Ventotene prendemmo una secca e perdemmo oltre settecento chili di bulbo.  Quindi arrivammo alla One Ton Cup giusto in tempo. Questa regata ci portò agli onori della cronaca mondiale per la nostra vittoria nella regata media. Vincemmo davanti ad avversari del calibro di De Angelis, Cayard.......,  Ma di questo , dell'avventura con Russel Coutts e altro ancora ne parleremo prossimamente

 

patriziocau@tiscali.it