Il Carrello mai domato

Sabato 21 Luglio. Prima prova della trasferta ogliastrina del Circo del Laser isolano.

Tutti i big alla partenza, tranne alcuni, reduci da zugate prese sui campi di calcetto o affetti da fastidiosi virus gastro-respiratori. Dopo la solita coloratissima kermesse di vele sul molo, si aprono le schermaglie sullo scivolo, dove un ragioniere cagliaritano in gran forma ci ammolla una mezza rovesciata con sforbiciata in aria, ricadendo pesantemente sulla melmetta verde, con un tonfo sordo ed un urlo strozzato. Subito dopo, un elegantissimo ingegnere carlofortino, per non essere da meno, svolazza a mezzo metro d’altezza, incosciando in caduta la prua del Laser e salvando miracolosamente mutino ed attributi. Immediatamente dopo, groviglione sullo scivolo con barche che scuffiavano senza un alito di vento. La silenziosa noia della giornata viene rotta solo da gridolini di dolore e bestemmie a mezza voce. Non è che l’inizio…

Si aprono le schermaglie in acqua. Alla partenze se ne vedono di tutti i colori. Laser che sfrecciano al lasco sulla  linea, rimbalzando sulle prue degli altri come birilli. Precedenze non date che mettono a dura prova prue e bottazzi. Scuffie a 180° in poppa senza un alito di vento con matasse di scotte e timonieri strozzati sotto la barca rovesciata… Una vera pena!

La giornata si conclude con la solita splendida abboffata organizzata dai padroni di casa, che farebbe inorridire qualunque medico sportivo. Ma si sà, i Laseristi sono atleti che se fregano delle regole.

Ciliegina sulla torta, notte al mitico Hotel Spendor *****, la cui suite ospitò nel 1958 Ranieri di Monaco e Grace Kelly in viaggio di nozze ad Arbatax, da quest’anno rinnovato con lampade a petrolio e trappole per topi in tutte le stanze.

 

Domenica 22 luglio.

Alle 11 arrivano i primi timonieri in banchina. Non si muove un filo d’aria. Un tanfo cozze/vermentino semidigeriti permea il molo in pochi minuti. Un vecchio pescatore ogliastrino si spranga sul peschereccio ormeggiato a fianco, con un conato di vomito, imprecando contro i laseristi puresci. Il Comitato di regata impone agli iscritti di fornirsi di ampie dosi di Fisherman’s Friend gusto forte. Le barche calano lentamente in acqua e si compie il quotidiano sacrificio. Mezz’ora per raggiungere il campo, tre quarti per piazzare le boe e… partenza dell’ultima prova. Anche oggi l’immancabile  laser lanciato al lasco, questa volta timonato da un “bulgaro”, taglia la linea a tutta velocità, richiamando dietro di sé colorate espressioni in turritano stretto. La prova si snoda lungo un campo ben congegnato. Improvvisamente spunta un binocolo sulla barca comitato. Rapida svisata a destra e sinistra. “Ragazzi, fermi tutti, è un casino. Chi sono quelli in prima posizione?”. “Nooo, e ora?” “Ma non vi sembra che  stia saltando il vento?” “Ceh, è vero! È saltato di 180°. E cosa gli facciamo fare, una poppa in bolina?” Prova annullata…

Si riparte, questa volta sul serio, con quelli giusti al posto giusto e quelli sbagliati ugualmente al posto giusto. Nelle ultime posizioni , durante un incrocio, si sente urlare”V QÂWcGXp, "cu"å !!!”. “Non ti preoccupare, è Wladimir che chiede acqua. Questa volta si è anche iscritto…”. “Si ho capito, ma mi ha detto una parolaccia!”.

La regata si conclude come da copione. Si torna al molo, si disarmano i Laser, si agganciano i carrelli.

“Oh, l’avete controllato l’aggancio?”

“Scallonisi, ma poita non controllas tui si no ri fidasa?”

“E certo che controllo, tanto devo fare tutto io. Fa vedere… Aiò picciocus, che l’acqua bolle”.

Il furgone color bianco-ruggine corre veloce sul rettilineo verso la sala dove i restanti laseristi si abboffano già con voluminosi piatti di pennette e malloreddus. Arbatax sonnecchia al caldo sole delle 16.

Una voce incredula rompe il silenzio nel furgone: ”Ragazzi, non so se lo vediate anche voi, ma abbiamo a fianco un carrello con quattro Laser che ci vuole superare”

“E allora, saranno quelli del Nautico.”

“Aspetta, mi spiego meglio: c’è un carrello, virgola, uguale al nostro, virgola, e  con quattro Laser proprio come i nostri, punto. MA E’ SENZA FURGONE E CI STA SUPERANDO A SINISTRA!!!”  

“Ma bà!”

 

SBARABANG BENG BONG BING BUNG DRANG CRASH SFOND PIENG DING DING DONG DING.

 

La corsa del carrello da corsa viene fermata da un provvidenziale olivastro, piantato alla fine dell’800 da un ogliastrino previdente.

“Ma dimmi tu se un carrello da solo si può permettere di superare un furgone veloce come il nostro”.

“Ben gli stà, guarda come si è accartocciato”.

“Meno male che almeno quei  Laser non si sono fatti quasi niente. Certo che è proprio da incoscienti, mandare in giro da solo un  carrello carico di Laser”.

“O raga, date uno sguardo al nostro di carrello, che non si sa mai”.

“Oh, ma non c’è più !”.

“Non fare lo scemo!”

“Ti ho detto che non c’è”.

Rapida inchiodata, controllo posteriore e dopo una rapida inchiesta interna volta a quantificare i danni ed a sodomizzare moralmente il responsabile, cala il lutto sul furgone.

“Oh, raga, borzatevi con Alberto…”

“E cosa gli diciamo?”

“Cosa gli diciamo cosa? Non era già così il carrello?”