21.03.2001

Sardinia's people

Chicco Clivio: un giudice superversatile

Iniziamo con Chicco Clivio una serie di chiacchierate con i personaggi della vela sarda. Chicco Clivio lo si può definire un giudice versatile, che si adatta sia ai grandi match race con i bigs della Coppa America sia alle regate parrocchiali come il Criterium Hobie Cat. Forse il N°1 in Sardegna per arbitrare i Match-Race, Chicco non dice mai di no se si tratta di passare una giornata in mare

 

Chicco come  quando e con chi hai iniziato ad andare per mare?
Avevo 17 anni quando una mareggiata a Foxi strappò dall'ormeggio un bellissimo beccacino tutto in legno, facendolo a pezzi. Avrei voluto comprare il rottame per rimetterlo a navigare, ma prima di tutto dovevo imparare a navigare a vela ! Così cominciò un grande amore, con la scuola vela della Lega Navale a Su Siccu (i famosi FJ Lena1, Lena2 ...). Poi subito le prime regatine, le barche del mitico professor Fratta, le batoste prese dai vari Roberto, Fulghesu, le sbavate di fronte agli FD, un mix tra il violino e il pianoforte. Beh, è passato qualche anno !
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Come mai ti sei dedicato a fare il giudice?
Un problemino alla schiena mi troncò subito la 'carriera' sulle derive, e guardandomi intorno vidi tanti ragazzini con gli occhi sgranati che, come era successo a me, stavano in banchina ad ammirare le barche. Così cominciai a dare una mano alla scuola vela. Eravamo ancora all'anno zero, e con grande rumore nell'ambiente isolano, cominciammo con Spanedda ad imporre il certificato di stazza negli Optimist (forse qualcuno ricorda ancora la Coppa AICO Sardegna, con un trofeo fatto da Renato Trogu e come primo premio una randa offerta da un giovane velaio di Alghero, un certo Fois ..). Da istruttore ti trovi comunque costretto a insegnare e discutere il regolamento, a organizzare le regate, mettendo prima le boe, poi le partenze, e così via. Poi il lavoro e la famiglia ti riducono il tempo disponibile, e così ogni tanto mi diverto a fare il giudice di regata.
 
Tra i vari regatanti sardi che "ti sono capitati tra le mani" qual'è stato quello più onesto e quello più truffaldino?
Devi sapere che mi autodefinisco un ottimista pragmatico !
Questo vuol dire che quando ho di fronte dei concorrenti, dò sempre per scontato che siano tutti in buona fede, ma che siano lì per un unico scopo, quello di vincere. E sotto questa luce, ciascuno dal suo punto di vista, hanno tutti ragione. Certo più di uno mi avrà 'fregato', ma non riesco a capire che gusto ci ha provato!
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Quale circolo della Sardegna ti piace di più oltre il tuo? qual'è il tuo?
Penso che il Circolo sia simile alla prima squadra di calcio per la si tifa, o addirittura simile alla prima fidanzatina. Il mio Circolo è la Lega Navale di Cagliari, quello di Su Siccu per capirci meglio, dove poi ho trovato tutte le persone che mi hanno insegnato qualcosa, tanto per fare dei nomi a caso Piero Ciabatti, Tore Coiana, Sandro Ricetto, Salvino Demuro, Fausto Denaci, Salvatore Vadilonga (chi ricorda ancora Maria Bonaria, barca da pesca e da Comitato ?) e tanti altri. 
In Sardegna poi abbiamo dei Circoli splendidi, dove, grandi o piccoli che siano, ti fanno sentire come in famiglia.
 
Ti abbiamo visto fare l'umpire nei match race. Cosa ne pensi di questa specialità?
Ci sono diversi aspetti da considerare, provo a riassumerli.
 Il primo è che senz'altro il match race non è, e non può esserlo per evidenti ragioni, un sostituto della regata di flotta.
Il secondo è che una manifestazione che è facile da comprendere per i non addetti, attira i media e gli sponsor, e di fatto ha promosso lo sport della vela come non era mai successo.
Il terzo aspetto è puramente tecnico. Nel match race le regole di regata vengono 'stressate' al massimo, quasi come in un laboratorio. E così le modifiche al regolamento di regata, in particolare quelle del '97, nascono proprio dal match race.
Inoltre, come considerazione personale, vivere le proteste 'in diretta' mi ha senz'altro insegnato moltissimo, e spiegare a caldo al concorrente che la penalità che gli hai fischiato è dovuta solo ad un tuo errore...ne parleremo un'altra volta !
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Sei stato arbitro anche al famoso Trofeo Trombini a Ravenna. Come ti sembra quella manifestazione?
Fare una regata dentro il porto, con le tribune montate sui moli assiepate dal pubblico come una partita di calcio (con tanto di cori e di ola), dovendo fischiare penalità ai più grandi timonieri al mondo, mi sembrava di essere sulla luna !
Sulla manifestazione valgono le considerazioni precedenti:
organizzazione curata da professionisti (non dal Circolo !), grande pubblicità alla Città di Ravenna, grande pubblicità alla vela. Il 'guadagno' sportivo lo incassano i Circoli velici intorno a Ravenna, ai quali regolarmente non bastano mai gli Optimist della scuola vela per far fronte alle richieste di iscrizioni.
 
Hai qualche idea innovativa per le regate e per renderle più spettacolari, più interessanti per il grande pubblico?
Ancora qui occorre tenere distinte le cose, senza nasconderci dietro un dito. Un aspetto sono le manifestazioni veramente agonistiche, per intenderci quelle che servono per far venire fuori un campione zonale, o nazionale, o internazionale o addirittura olimpico. Qui le regole devono essere rigide, per assicurare veramente a tutti la possibilità di emergere in una disciplina sportiva veramente difficile e complessa.
Un'altro aspetto sono le manifestazioni di contorno (qui non uso il linguaggio FIV) che devono essere sfruttate al massimo per coinvolgere più genitori possibili, più sponsor possibili, più Enti Pubblici possibili per far sì che la base dei ragazzini possa crescere trovando anche un supporto finanziario per poter continuare lo sport della vela. In questo senso possiamo fare molto, utilizzando fantasia, buon senso, un pizzico di umiltà e i nostri magnifici porti.
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Stai seguendo il Criterium Hobie cat. Come ti sembra il livello di questi velisti che in gran parte sono relativamente nuovi?
Devo dire che il 'massacrante' piano di regate (praticamente tutti i sabati da ottobre a marzo) messo in piedi grazie allo sforzo del Windsurfing Club ha dato i suoi frutti. Una larga parte dei concorrenti è cresciuta tecnicamente in maniera evidente (lo dimostrano i distacchi all'arrivo e sopratutto le partenze). Altro punto di crescita è senz'altro dato dalla maggior consapevolezza delle regole, e dalla relativa pacatezza con la quale i diversi timonieri hanno discusso le loro proteste, nonostante un clima agonistico abbastanza acceso.
Un solo rammarico: non c'era neanche un equipaggio Juniores !