Chicco come quando e con chi hai
iniziato ad andare per mare?
Avevo 17 anni quando una mareggiata a Foxi strappò
dall'ormeggio un bellissimo beccacino tutto in legno, facendolo a
pezzi. Avrei voluto comprare il rottame per rimetterlo a
navigare, ma prima di tutto dovevo imparare a navigare a vela !
Così cominciò un grande amore, con la scuola vela della Lega
Navale a Su Siccu (i famosi FJ Lena1, Lena2 ...). Poi
subito le prime regatine, le barche del mitico professor Fratta, le
batoste prese dai vari Roberto, Fulghesu, le sbavate di fronte agli
FD, un mix tra il violino e il pianoforte. Beh, è passato qualche
anno !
Come mai ti sei dedicato a fare il
giudice?
Un problemino alla schiena mi troncò subito la
'carriera' sulle derive, e guardandomi intorno vidi tanti ragazzini
con gli occhi sgranati che, come era successo a me, stavano in
banchina ad ammirare le barche. Così cominciai a dare una mano alla
scuola vela. Eravamo ancora all'anno zero, e con grande rumore
nell'ambiente isolano, cominciammo con Spanedda ad imporre il
certificato di stazza negli Optimist (forse qualcuno ricorda
ancora la Coppa AICO Sardegna, con un trofeo fatto da Renato Trogu e
come primo premio una randa offerta da un giovane velaio di Alghero,
un certo Fois ..). Da istruttore ti trovi comunque costretto a
insegnare e discutere il regolamento, a organizzare le regate,
mettendo prima le boe, poi le partenze, e così via. Poi il lavoro e
la famiglia ti riducono il tempo disponibile, e così ogni tanto mi diverto
a fare il giudice di regata.
Tra i vari regatanti sardi che
"ti sono capitati tra le mani" qual'è stato quello
più onesto e quello più truffaldino?
Devi sapere che mi autodefinisco un ottimista
pragmatico !
Questo vuol dire che quando ho di fronte dei
concorrenti, dò sempre per scontato che siano tutti in buona fede,
ma che siano lì per un unico scopo, quello di vincere. E sotto
questa luce, ciascuno dal suo punto di vista, hanno tutti ragione.
Certo più di uno mi avrà 'fregato', ma non riesco a capire che
gusto ci ha provato!
Quale circolo della Sardegna ti piace
di più oltre il tuo? qual'è il tuo?
Penso che il Circolo sia simile alla
prima squadra di calcio per la si tifa, o addirittura simile alla
prima fidanzatina. Il mio Circolo è la Lega Navale di Cagliari,
quello di Su Siccu per capirci meglio, dove poi ho trovato tutte le
persone che mi hanno insegnato qualcosa, tanto per fare dei nomi a
caso Piero Ciabatti, Tore Coiana, Sandro Ricetto, Salvino Demuro,
Fausto Denaci, Salvatore Vadilonga (chi ricorda ancora Maria
Bonaria, barca da pesca e da Comitato ?) e tanti altri.
In Sardegna poi abbiamo dei Circoli splendidi, dove,
grandi o piccoli che siano, ti fanno sentire come in famiglia.
Ti abbiamo visto fare l'umpire nei
match race. Cosa ne pensi di questa specialità?
Ci sono diversi aspetti da considerare, provo a
riassumerli.
Il primo è che senz'altro il match race non è,
e non può esserlo per evidenti ragioni, un sostituto della regata
di flotta.
Il secondo è che una manifestazione che è facile da
comprendere per i non addetti, attira i media e gli sponsor, e di
fatto ha promosso lo sport della vela come non era mai successo.
Il terzo aspetto è puramente tecnico. Nel match race
le regole di regata vengono 'stressate' al massimo, quasi come in un
laboratorio. E così le modifiche al regolamento di regata, in
particolare quelle del '97, nascono proprio dal match race.
Inoltre, come considerazione personale, vivere le
proteste 'in diretta' mi ha senz'altro insegnato moltissimo, e
spiegare a caldo al concorrente che la penalità che gli hai
fischiato è dovuta solo ad un tuo errore...ne parleremo un'altra
volta !
Sei stato arbitro anche al famoso
Trofeo Trombini a Ravenna. Come ti sembra quella manifestazione?
Fare una regata dentro il porto, con le tribune
montate sui moli assiepate dal pubblico come una partita di calcio
(con tanto di cori e di ola), dovendo fischiare penalità ai più
grandi timonieri al mondo, mi sembrava di essere sulla luna !
Sulla manifestazione valgono le considerazioni
precedenti:
organizzazione curata da professionisti (non dal
Circolo !), grande pubblicità alla Città di Ravenna, grande
pubblicità alla vela. Il 'guadagno' sportivo lo incassano i Circoli
velici intorno a Ravenna, ai quali regolarmente non bastano mai gli
Optimist della scuola vela per far fronte alle richieste di
iscrizioni.
Hai qualche idea innovativa per le
regate e per renderle più spettacolari, più interessanti per il
grande pubblico?
Ancora qui occorre tenere distinte le cose, senza
nasconderci dietro un dito. Un aspetto sono le manifestazioni
veramente agonistiche, per intenderci quelle che servono per far
venire fuori un campione zonale, o nazionale, o internazionale o
addirittura olimpico. Qui le regole devono essere rigide, per
assicurare veramente a tutti la possibilità di emergere in una
disciplina sportiva veramente difficile e complessa.
Un'altro aspetto sono le manifestazioni di contorno
(qui non uso il linguaggio FIV) che devono essere sfruttate al
massimo per coinvolgere più genitori possibili, più sponsor
possibili, più Enti Pubblici possibili per far sì che la base dei
ragazzini possa crescere trovando anche un supporto finanziario per
poter continuare lo sport della vela. In questo senso possiamo fare
molto, utilizzando fantasia, buon senso, un pizzico di umiltà e i
nostri magnifici porti.
Stai seguendo il Criterium Hobie cat.
Come ti sembra il livello di questi velisti che in gran parte sono
relativamente nuovi?
Devo dire che il 'massacrante' piano di regate
(praticamente tutti i sabati da ottobre a marzo) messo in piedi
grazie allo sforzo del Windsurfing Club ha dato i suoi frutti. Una
larga parte dei concorrenti è cresciuta tecnicamente in maniera
evidente (lo dimostrano i distacchi all'arrivo e sopratutto le
partenze). Altro punto di crescita è senz'altro dato dalla maggior
consapevolezza delle regole, e dalla relativa pacatezza con la quale
i diversi timonieri hanno discusso le loro proteste, nonostante un
clima agonistico abbastanza acceso.
Un solo rammarico: non c'era neanche un equipaggio
Juniores !