04.04.2001

Sardinia's people

Alessandro Masala: l'anti Orlich

Ecco un'altro personaggio della vela sarda: Alessandro Masala. Abbiamo scritto anti Orlich perchè sembra sia l'unico che possa veramente impensierire il mago dei Laser e raccoglierne l'eredità. Alessandro ha solo ventisei anni e sembra ben predisposto ad avere una carriera velistica molto lunga. Insieme a Filippo Masia rappresenta alla grande i derivisti del Nord Sardegna. Ma sentiamo cosa ci racconta

 

0404azzurro.jpg (29150 byte)Ho 26 anni, studio Economia, il mio sponsor è il Centro Velico Orion di Fertilia, il mio circolo è da quest'anno  lo Yacht Club Sassari, la mia classe naturalmente il Laser. Quando come e con chi hai iniziato ad andare in barca?Ho iniziato ad andare a vela con una crociera in Corsica con i miei genitori ed degli amici dei miei che avevano la barca, un 9 metri. Poi mio padre e mio zio hanno acquistato uno dei primi Laser da un albergo che se ne serviva per darli ai clienti. Da li mi sono appassionato e nel '92 ho iniziato a fare regate con il Laser, prima nel mio ex-circolo (LNI Alghero) e poi a livello zonale.
Quest'anno e anche l'anno scorso sei stato il nemico n°1 di Mario Orlich. Quest'anno riuscirai a batterlo?
 Io, naturalmente, ci provero anche quest'anno, come gli altri del resto. 0404boliincrocio.jpg (24935 byte)Però, per quanto mi riguarda, quest'anno sarò più impegnato con lo studio perchè mi sto per laureare. Essendo leggero per il Laser, per andar bene ho bisogno di allenarmi molto e non so se quest'anno avrò il tempo necessario.
La classe Laser è forse la più attiva tra quelle in Sardegna.  Perchè secondo te nessuno riesce ad emergere a livello nazionale?Per emergere a livello nazionale bisogna fare soprattutto regate nazionali; le zonali bisogna metterle in secondo piano. Questo perchè se a livello zonale bene o male le prime posizion0404bolasco.jpg (24147 byte)i se le giocano i soliti 5-6 equipaggi, livello nazionale almeno 30 equipaggi, se non di più, sono al livello dei nostri primi 5. Questo significa che se in una zonale parti male o bordeggi male, si ha sempre o quasi sempre la possibilità di recuperare, cosa che quando hai davanti 30 barche ad una nazionale, è molto più difficile fare.
In futuro continuerai ancora col laser o hai già in mente qualcos'altro? Per ora non ho intenzione di smettere con il Laser. Probabilmente farò anche qualche regata in J24, ma per ora a livello di esperienza, senza nulla pretendere. In futuro mi vorrei dedicare al Match-Race. Non so se riusciro quest'anno a partecipare allo zonale a Olbia. Insieme a Filippo Masia tenete alti i colori del Nord Sardegna. C'è qualcun'altro che si allena con voi? C'è qualche giovane che promette bene?0404bolistint.jpg (28873 byte)Un tempo con Filippo e gli altri regatanti del Nord, ci allenavamo tutti insieme. Ora per vari problemi, soprattutto lavoro, ci siamo un pò disgregati. Nel mio circolo stiamo cercando di tirare su una squadretta Laser. C'è qualche ragazzo, anche giovane, che puo dedicarsi al Laser. Ma gli eventuali frutti non si vedranno a breve termine.
Fai regate anche in altre classi? Quale preferisci dopo il Laser? Ho fatto in passato regate IMS con gli altri amici laseristi con un Nytec 25. Ora ogni tanto d'inverno, quando non sono impegnato negli allenamenti i Laser, magari in ruoli che normalmente non faccio mai (prua, albero,ecc.). Mi piacciono tutte le barche, non ho una preferenze specifica. L'importante è che  siano monotipo e che ci siano molti regatanti. Poi ognuna ha le sue problematiche, le sue difficoltà da superare. Comunque la cosa più importante è che  siano monotipo! Fare una regata senza sapere all'arrivo come si è arrivati non mi piace per niente. Sarà "deformazione laseristica"..! Hai un campo di regata preferito? Hai un circolo sardo che ricordi con più simpatia? Diciamo che non ho un solo campo di regata preferito, in Sardegna. Mi piace Arbatax, dove ho fatto la mia prima zonale, ma sono molto  belli anche Oristano, Porto Rotonto, Carloforte e naturalmente Stintino dove mi alleno in questo periodo. Mi sono simpatici tutti i circolo sardi piccoli che si danno da fare per fare attività, dando fondo alle loro risorse sia umane che di capitali, magari riuscendo ad organizzare una regata o una squadra Optimist meglio di quelli che hanno più mezzi ma magari meno entusiasmo (che è poi la cosa necessaria!). Penso, per quelli che conosco io, al YC Carloforte, al CN Arbatax al CN Oristano , e naturalmente al YC Sassari, che l'anno scorso credo  abbia organizzato una buona regata Laser. 
L'anno scorso ti sei fatto un pezzo del Giro d'Italia con Sardegna. Cosa ci dici di quella esperienza? Il Giro d'Italia è stata una bella esperienza. Avrei preferito  fosse più lunga, anche per prendere meglio confidenza con la barca, visto che era la prima volta.Tecnicamente il livello dell'edizione scorsa non era altissimo ma comunque c'erano sicuramente degli equipaggi molto forti. Quello che mi ha impressionato è stata l'organizzazione del Giro in generale, che, per quanto la mia esperienza in materia sia nulla, mi è sembrata buona, considerando anche il fatto che era praticamene tutta in mano ad una sola persona.
Cosa faresti per rendere le regate più spettacolari e quindi più interessanti anche per eventuali sponsors? 0404bolisotto.jpg (26881 byte)Secondo me il problema della mancanza degli sponsor, non è un problema di mancanza di spettacolarità delle regate. Credo che le cose migliorerebbero se ci fosse più attenzione da parte della televisione pubblica. In Italia non si parla d'altro che di calcio, ma credo che se la RAI facesse un'opera di divulgazione dello sport della vela ( come di altri sport minori, s'intende) anche e soprattutto a livello locale ( report sulle varie regate,ecc), l'interesse ci sarebbe. Anche perchè non si deve cadere nell'eccessiva estremizzazione della spettacolarità che non fa altro che snaturare l'essenza del nostro sport. D'altronde, secondo me, non è che le regate di Coppa America, soprattutto per i profani, fossero molto spettacolari! Sono spettacolari per chi capisce qualcosa della vela. Un profano come fa ad apprezzare un salto di vento, una raffica, ecc.? Eppure gli ascolti (con conseguenti sponsor) sono stati ottimi. La spettacolarizzazione è un falso problema, secondo me. Più che spettacolarizzazione ci vorrebbe spiegazione!