22.03.2001

REGOLAMENTO E NORME DI AMMISSIONE ALLA REGATA

DELLA VELA LATINA

 

 

 

 

Parte Prima: Principi Fondamentali

 

 

·        La preservazione del patrimonio storico, culturale ed estetico costi­tuito dalle imbarcazioni tradizionali a Vela Latina d’Epoca e Classi­che è assolutamente preminente: le regate si devono considerare non come fine ma come mezzo per conseguire questa finalità.

 

·        Un’imbarcazione è da considerarsi “Tradizionale” quando la sua costruzione e il suo armamento seguono una tipologia progettuale e costruttiva tramandate nel tempo senza interruzione.

      

·        Gli Armatori, i Costruttori e i Progettisti dovranno agire in conformità allo spirito del Regolamento e non cercare un mezzo di riduzione artificioso della Lunghezza Teorica di Stazza (LTS) o un aumento delle prestazioni dell’imbarcazione senza che a ciò corri­sponda un incremento della LTS. Sarà scoraggiato lo sfruttamento della semplicità del sistema di stazza.

 

 

·        Tutte le misure dovranno essere fornite dagli Armatori rilevando direttamente le imbarcazioni. L’esattezza delle misure attiene alla responsabilità del proprietario.

 

·        Il Regolamento e le Norme di Ammissione potranno essere modificate dal Comitato Organizzatore ogni qual volta lo riterrà necessario; le eventuali variazioni non avranno vigore prima di sei mesi dalla loro pubbli­cazione.

 

 

 

 

 

Parte Seconda: ammissione e criteri di abbuono e penalizzazione

 

 

 

Art. 1 — Norme generali di ammissione, costruzione e progettazione.

 

Sono ammesse a partecipare alle Regate le imbarcazioni Classiche e d’Epoca armate a Vela Latina, con scafo ed armamento in legno, di costruzione tradizionale Mediterranea, con ordinate costituite da madieri e staminali e fasciame a corsi non sovrapposti, con le estremità rastremate del tipo utilizzato per la pesca ravvicinata e/o per il traffico, e “lance” a poppa quadra.

Le imbarcazioni dovranno risultare conformi per progetto, costru­zione, materiali utilizzati per lo scafo e l’armamento, manovre fisse e correnti ed altro, a quelle tradizionalmente utilizzate dalle Marinerie minori da pesca e traffico italiane e mediterranee in genere, riferite ai tempi in cui la Vela Latina ed il remo erano il solo mezzo di propul­sione disponibile.

Non saranno ammesse imbarcazioni realizzate con materiali e/o sistemi costruttivi e dimensionamento delle parti strutturali e del fasciame diversi da quelli sopraindicati, quali quello a “ordinate flessi­bili” o a “cerchio di botte”, fasciame sovrapposto e similari.

I Comitati Organizzatori, esaminate le imbarcazioni iscritte, potran­no, a loro insindacabile giudizio, escludere o penalizzare una o più imbarcazioni per la presenza di fatti ostativi, nello spirito e/o nella sostanza, al di là di quanto espressamente previsto dalle presenti Norme senza specificarne le ragioni.

 

Art. 2Limitazioni dello scafo

 

2.1 - Lo Scafo

 

Lo scafo dovrà essere realizzato interamente in legno a struttura trasversale, con ossatura costituita da madieri e staminali e fasciame esterno a corsi longitudinali non sovrap­posti, secondo le metodologie e dimensionamenti tradizionali dell’area Mediterranea della Vela Latina.

Tutti gli elementi strutturali, il fasciame, la coperta, l’opera morta, etc. dovranno essere in legno massello a sezione piena. L’uso del compensato marino è eccezionalmente consentito per la realizza­zione dei portelli dei boccaporti, paratie divisorie ed eventuali tughe.

 

2.2 - Minima Lunghezza Fuori Tutto

 

La lunghezza minima fuori tutto (LFT) ammessa degli scafi, rilevata con le modalità indicate dal successivo art. 18.1, non potrà essere inferiore a m. 4.00 (16 palmi) esclusi timoni, spigoni e bompressi.

È data facoltà ai Comitati Organizzatori di poter derogare alla suddetta norma in funzione della composizione della flotta locale.

 

2.3 - Valori limite del Baglio Massimo

 

 Per Baglio Massimo (BMAX) s’intende la massima larghezza dello scafo, misurata come indicato nel successivo art. 18.2.

Rapportato alla Lunghezza L, intesa come previsto dall’art. 19 (media tra lunghezza fuori tutto LFT e lunghezza al galleggiamento LGL, (LFT+LGL) /2, dell’imbarcazione, non dovrà superare i valori massimi riportati nella seguente tabella, desunti da rilievi statistici effettuati su scafi tradizionali e dalla letteratura e documentazione storica disponibile:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lunghezza L

(LFT+LGL)

2

Larghezza (Baglio Max)

Valore massimo riscontrato

Rapporto L\BMax Valore minimo riscontrato

Rapporto BMax\L Valore massimo riscontrato

In metri

 

 In palmi *

           In metri

 

 

4.00

16

1.60

2.500 : 1

0.400

4.25

17

1.68

2.525 : 1

0.395

4.50

18

1.76

2.556 : 1

0.390

4.75

19

1.84

2.581 : 1

0.385

5.00

20

1.92

2.604 : 1

0.384

5.25

21

2.00

2.625 : 1

0.382

5.50

22

2.10

2.619 : 1

0.381

5.75

23

2.18

2.637 : 1

0.379

6.00

24

2.27

2.643 : 1

0.378

6.25

25

2.35

2.659 : 1

0.376

6.50

26

2.44

2.663 : 1

0.375

6.75

27

2.52

2.678 : 1

0.373

7.00

28

2.60

2.692 : 1

0.372

7.25

29

2.68

2.705 : 1

0.370

7.50

30

2.77

2.707 : 1

0.369

7.75

31

2.84

2.730 : 1

0.368

8.00

32

2.93

2.730 : 1

0.366

8.25

33

3.00

2.750 : 1

0.364

8.50

34

3.09

2.750 : 1

0.363

8.75

35

3.16

2.768 : 1

0.361

9.00

36

3.24

2.777 : 1

0.360

* Un palmo è uguale a m. 0,25

 

Non saranno ammesse alle regate le imbarcazioni costruite successi­vamente al 1996 con valori del BMAX, in rapporto alla propria L, superiori a quelli sopraindicati (colonna della larghezza).

Le imbarcazioni realizzate entro tale data che denunciassero valori superiori a quelli massimi ammissibili, potranno partecipare alle mani­festazioni utilizzando per il calcolo della Lunghezza Teorica di Stazza (LTS), calcolata così come indicato nel successivo art. 19, tali valori massimi indicati in tabella, in sostituzione di quelli reali rilevati sullo scafo **.

 

** Esempio: imbarcazione “XY”

           Dati rilevati:

                         LFT:              m. 6,90

                         LGL:              m. 6,60
                          BMAX:          m. 
2.90

 

                       

 L  =  LFT+LGL   =   m 6,75

                2  

 

La tabella indica per una L di m. 6,75 un valore massimo del BMAX di m. 2,52.

La LTS dell’imbarcazione XY dovrà essere calcolata assumendo come valore di BMAX m. 2,52 anziché m. 2,90.

 

2.4    - Chiglia

 

Il profilo longitudinale della chiglia dovrà essere rettilineo per almeno il 90% della lunghezza al galleggiamento. L’altezza esterna della chiglia compresa l’eventuale “soletta”, non dovrà superare in alcun punto i seguenti limiti per ognuna delle classi previste nell’art.  9:

 

·        per la Classe “A”:  cm. 20;

·        per la Classe “B”:  cm. 16;

·        per la Classe “C”:  cm. 20;

·        per la Classe “0”:  cm. 30.

 

Sono assolutamente vietate derive fisse o mobili, pinne, protesi o tacchi.

 

2.5 - Timone

 

Il timone dovrà essere realizzato in legno massello e potrà prolun­garsi oltre la linea di chiglia per non più di un decimo della lunghezza al galleggiamento (LGL) dell’imbarcazione. Non è consentito l’uso di timoni con pala o barra basculante o snodata. La barra dovrà poter­si smontare e rimontare facilmente durante i cambiamenti di bordo per passarla sopravento alla scotta.

 

Art. 3  -  Limitazioni all’Armo e al Piano Velico

 

3.1 - Armamento

L’armo dovrà essere quello classico della tradizione della Vela Lati­na con le caratteristiche proprie dell’area di origine dell’imbarcazione. Ad esso dovranno costantemente ispirarsi gli Armatori nella progetta­zione, costruzione, restauro ed armamento dei loro scafi, nonché i Comitati Organizzatori, di Regata e di Stazza chiamati al non facile compito di valutare ed eventualmente respingere od annullare qualsia­si iscrizione che si allontani dallo spirito di questo tipo di Regata, anche al di là di quanto esplicitamente indicato dalle presenti Norme.

L’armo potrà essere costituito da uno o più alberi, ciascuno dei quali sostiene un’antenna sospesa in un punto situato tra 1/4 e 1/2 della lunghezza misurata dall’estremità anteriore (carro). Le imbarcazioni con più alberi vedranno l’applicazione, nel calcolo della Lunghezza di Stazza Corretta LSC, di un coefficiente riduttivo di seguito specificato all’art. 20.

 

3.2 - Piano velico e vele

Ad ogni antenna è fissata, mediante appositi matafioni o fuetti e lungo il suo lato maggiore (antennale) una vela di forma triangolare a base libera, denominata “ vela latina ”.

Il piano velico potrà essere completato da una o più vele di prua (cecarola, fiocco, polaccone) anch’esse di forma triangolare a base e inferitura libera, murate su bompresso o spigone, prive di garrocci, anelli o similari, ed eventualmente da altre vele appartenenti alla tradizione di quel tipo di imbarcazioni. E’ vietato l’uso di altri tipi di vele, quali “spinnaker”, “gennaker” o simili, totalmente estranei al mondo della Vela Latina tradizionale.

3.2.1 – Rapporto base/altezza della vela latina

a) - Il Rapporto (Rv) tra le misure dell’altezza (balumina) hl e della base (gratile) bl della Vela Latina Maestra, come indicate nel successivo art. 17, non dovrà superare il valore massimo di 1.75. Tale valore massimo è stato desunto da manuali, letteratura, piani e documentazione fotografica dei “tempi della Vela Latina”, ossia in quel periodo compreso tra l’inizio dell’Ottocento e i primi del Novecento.

Valori di Rv ammessi:

 

Rv  = h1/b1  <  1.75

                                                       

b) - Norma transitoria: in via transitoria e non oltre il 31\12\2001 potranno essere ammesse alle regate imbarcazio­ni con piani velici di rapporto Rv difforme dai canoni tradizionali sopra indi­cati, prevedendo per esse una penalizzazione calcolata come specificato nel successivo art. 20.

 

3.2.2 – Disposizione dei ferzi

a) -  Le vele dovranno essere di forma triangolare, con taglio a ferzi paralleli verticali (con eccezione di quanto previsto nel successivo punto 3.2.2.b) cuciti tra loro, prive di stecche, tavolette e gratili metallici. Sono escluse le vele con ferzi incollati, disposti in maniera orizzontale (con eccezione di quanto previsto nel successivo punto 3.2.2.b), radiale, a bisettrice, a “pannelli” o senza ferzi e cuciture

b) -  Norma transitoria: in via transitoria, e non oltre il 31/12/2001 per le barche appartenenti alle classi A, B e C, e non oltre il 31/12/2006 per le barche appartenenti esclusivamente alla classe “0”, potranno essere ammesse alla Regata imbarcazioni, con velatura a ferzi paralleli orizzontali, prevedendo per esse una specifi­ca penalizzazione sulla propria Lunghezza Teorica di Stazza come specificato nel successivo art. 20.

 

3.2.3 - Materiale delle vele

Potran­no essere realizzate in “dacron” per vele o in “tela comu­ne” quest’ultima sia in fibra naturale, che mista tra naturale e sintetica. Sono assolutamente vietati i tessuti in materiali cosiddetti “esotici” o ad alta tecnologia e le pellico­le laminate o composite (nylon, kevlar, mylar, spectra, carbonio, cuben, vectran, 3DL, genesis, PBO, pentex etc.) o materiali sintetici o misti comunque contenenti elementi di significativa innovazione rispetto a quelli utilizzati per le vele latine al momento della pubblicazione dell’edizione 2001 di questo regolamento. 

Le vele in “tela comune” riceveranno, rispetto a quelle in “dacron”, un abbuono sulla Lunghezza Teorica di Stazza (LTS), come previsto dal successivo art. 20.

 

3.2.4 -  Vele “di tradizione”

Sarà concesso un abbuono sulla lunghezza teorica di stazza per le vele latine dette “di tradizione”, costruite, cioè, utilizzando tecniche quali quelle dei velai del passato comprendenti tra l’altro, in tutto o in parte i seguenti elementi: bande dei terzaroli lungo l’antennale; presenza di impalmature, ingratigliature o ammagliature della ralinga e del gratile; uso di fibra naturale per tutto il cordame compresi scotta e matafioni; anelli, bugne e brancarelle di ottone o bronzo con cuciture; scotte o asole di bugna cucite ed impiombate direttamente sul tessuto e ogni altro elemento proveniente dal bagaglio tecnico tradizionale. Se in dacron potranno essere ammesse  tra le vele di tradizione solo quelle di grammatura media  o alta e comunque non al di sotto di quanto utilizzato per le vele tradizionali.  Non potranno acquisire tale caratteristica le vele che pur presentando alcuni degli elementi indicati, posseggano i seguenti elementi: terzaroli lungo la base, anelli e bugne in alluminio a pressione e fattori di penalizzazione di cui al punto 2.2 di questo articolo. Un ulteriore abbuono sarà concesso a chi  sulle vele in questione non farà uso del paranco sulla scotta della vela latina maestra, (ma non sarà concesso per le vele che non rientrino tra quelle di tradizione).  L’entità degli abbuoni è specificata all’art. 20.

Sarà cura di chi dichiari vele di questo tipo presentare all’iscrizione una scheda con una sintetica descrizione delle caratteristiche della propria vela, corredata, ove possibile, di disegni e note esplicative. Il Comitato Tecnico – Storico avrà competenza nell’approvare o meno la rispondenza delle vele ai criteri indicati tenendo conto delle peculiarità locali della zona di provenienza dell’imbarcazione..

 

 

3.3  -  L’Alberatura

 

a) - Gli alberi, le antenne, i bompressi, gli spigoni, i buttafuori e i “pali in poppa”, costruiti sia in pezzo unico sia compositi, dovranno essere realizzati in legno pieno.

La lunghezza complessiva dell’albero, misurata dalla scassa all’e­stremità superiore, compresi eventuali calcese e formaggetta, non dovrà superare quella dell’imbarcazione rile­vata fuori tutto (LFT), com’era uso nelle barche tradizionali.

b) - Norma transitoria: in via transitoria e non oltre il 31\12\2001, potranno essere ammesse alla Regata imbarcazioni con alberatura di dimensioni superiori ai canoni massimi tradizionali sopra indicati, prevedendo per esse una specifica penalizzazione come indicato nel successivo art. 20.

 

 

Art. 4  Limitazioni all’Attrezzatura di Coperta e Manovra

 

4.1 - Manovre

 

Tutte le manovre fisse e correnti dovranno essere in fibre tessili naturali (canapa, cotone, cocco, manila, sisal, ecc.) od anche sintetiche (nylon, polipropilene, polietilene, ecc.), con esclusione delle fibre cosiddette “esotiche” o altamente tecnologiche quali kevlar, spectra ecc.. È assolutamente vietato l’uso di cavi metallici e tenditori a vite. Le briglie e i venti del bompresso potranno essere costituiti anche da spezzoni di catena metallica. E’ consentito l’utilizzo di sartie laterali, fissate entro il terzo centrale del­l’imbarcazione. E’ vietato l’uso dello strallo di prua anche tessile. Sono assolutamente vietate “sartie volanti” murate nel terzo a poppavia dello scafo.

 

4.2 - Attrezzatura di coperta

L’attrezzatura di coperta dovrà essere realizzata nel massimo rispetto dell’armo tradizionale “dei tempi della Vela Latina”. In parti­colare non è consentito l’uso di moschettoni a sgancio rapido o simili, dispositivi meccanici per il bloccaggio delle manovre (strozzascotte, etc.) e per la riduzione dello sforzo delle stesse (verricelli e winches), ad eccezione dei comuni bozzelli e paranchi. Sono vietati i bozzelli con sistemi del tipo “a sfere” o in materiali ad alta tecnologia (leghe leggere, ecc) e comunque contrari per materiale e costruzione alle tecniche dell’armamento tradizionale.

Per la classe “0” è consentita la presenza a bordo di un argano salpaancore il cui uso è permesso solo in modo manuale.

 

Art. 5 - Motore ed Elica

 

Tutte le imbarcazioni dovranno obbligatoriamente essere dotate di motore entro o fuoribordo ed elica, in grado di renderle governabili per poter far affidamento su propulsione propria in caso d’avaria all’attrezzatura velica od in ogni altra eventualità, con “l’obbligo di dare tutto l’aiuto possibile a qua­lunque natante o persona in pericolo, quando è in condizioni di farlo” (Regola Fondamentale del Regolamento di Regata ISAF).  Le imbarcazioni dotate di motore entrobordo dovranno avere l’eli­ca a pale fisse esposta ed immersa, in condizioni di poter essere avviata in caso di necessità, mentre se sono dotate di motore fuoribordo questo dovrà poter essere montato sulla staffa in breve tempo, fun­zionare e spingere l’imbarcazione. Il motore deve poter imprimere all’imbarcazione una velocità non inferiore a quella necessaria a manovrare in maniera marinaresca, e in ogni caso il diametro dell’elica non dovrà essere inferiore a 0,05 della Lunghezza al Galleggiamento LGL di cui all’art. 18.1. È assolutamente vietato l’uso di eliche del tipo a pale abbattibili, orientabili o similari. Nel calcolo della Lunghezza di Stazza Corretta LSC sarà inserito un apposito Fattore di Correzione per Motore ed Elica come specificato nel successivo art. 20.

 

 

Art. 6  - Zavorra

 

 È assolutamente vietato l’uso di zavorre esterne allo scafo o inglo­bate nella chiglia.

E consentito, per aumentare la stabilità delle imbarcazioni, l’uso di zavorra di appesantimento costituita da pani in ghisa, piombo o simili, fissata solidalmente all’interno dello scafo. Non è ammesso l’uso di sacchetti di sabbia o ghiaia o altra zavorra mobile.

 

Art. 7 - Riserva di Galleggiamento

 

Gli scafi dovranno essere dotati di adeguata riserva di galleggia­mento, rigida o gonfiabile (e in questo caso comunque gonfiata), ben rizzata al di sotto della coperta, atta a garantire l’inaffondabi­lità dell’imbarcazione stessa. Non sono ammessi sistemi con questa finalità del tipo “autogonfiabile”. La rispondenza a questa norma dovrà essere sempre verificata durante le ispezioni e i controlli di stazza.

 

 

Parte Terza: Condotta delle Regate

 

Art. 8 — Regolamenti

 

Le Regate dovranno disputarsi applicando il Regolamento ISAF vigente, le prescrizioni dei Bandi, delle Istruzioni di Regata e del presente Regolamento e  Norme di Ammissione alle Regate di Vela Latina e qualsiasi altro regolamento contemplato nel Bando di Regata. In caso di contrasto tra i Regolamenti soprain­dicati prevalgono nell’ordine il presente Regolamento e Norme di Ammissione, il Bando e le Istruzioni di Regata, e tutti gli altri regolamenti.

 

Art. 9 — Suddivisione in Classi

 

9.1 Le imbarcazioni, in funzione della Lunghezza Fuori Tutto dello scafo (LFT), misurata come indicato nell’art. 18.1, e del tipo di scafo, come specificato all’art. 17, sono suddivise nelle seguenti Classi:

 

 

·        Classe “0” o dei “Velieri”: imbarcazioni con LFT superiore a m. 9.50 (38 palmi);

·        Classe “A” o dei “Gozzi”: imbarcazioni con la poppa rastremata e LFT superiore a m. 7.00 e fino a m. 9.50, (da 28 a 38 palmi) ;

·        Classe “B” o delle “Guzzette”: imbarcazioni con la poppa rastremata e LFT fino a m. 7.00 (28 palmi);

·        Classe “C” o delle “Lance”:  imbarcazioni a poppa quadra (tipo lance o canotti) con LFT fino a m. 9.50 (38 palmi).

Eventuali sottoclassi e raggruppamenti potranno essere previsti sul bando o le istruzioni di regata.

 

 

Art. 10 - Trofei, classifiche e punteggi

 

Saranno indicati nel Bando di Regata i Trofei previsti, il tipo di punteggio e  le modalità di calcolo delle classifiche. Menzioni Speciali o Trofei slegati dalla competizione potranno essere assegnati anche al di fuori di quanto espressamente previsto nel Bando di Regata.

 

 

Art. 11— Scafi d’Epoca

 

Sono classificati “ Scafi d’Epoca a Vela Latina” le imbarcazioni la cui costruzione sia stata terminata entro l’anno 1970, mantenute in condizioni di navigabilità, e che sono state conservate e restaurate secondo i piani e i criteri origi­nali della loro costruzione.  La data di costruzione dovrà esse­re inequivocabilmente documentata.

 

 

Art. 12Dichiarazione dei dati, misurazioni e controlli

 

12.1 Preliminarmente all’atto formale di iscrizione alle Regate in pro­gramma, gli Armatori e/o i loro rappresentanti dovranno provvedere a rilevare direttamente i dati relativi ai parametri per il calcolo della Lun­ghezza Teorica di Stazza (LTS), quali la Lunghezza Fuori Tutto (LFT), la Lunghezza al Galleggiamento (LGL) dello scafo, il Baglio Massimo a livello coperta (B Max), le dimensioni dei triangoli del piano velico massi­mo, la lunghezza degli alberi e tutti gli altri dati previsti nell’art. 17, con le modalità indicate nel successivo art. 16. L’iscrizione della barca comprenderà la dichiarazione dei dati di cui all’art. 17.

L’Armatore o il suo rappresentante sono gli unici responsabili della rispondenza dei dati dichiarati all’atto della formalizzazione dell’iscrizio­ne, ove dovrà essere sottoscritta apposita dichiarazione di “bona fide”. Le eventuali carenze riguardanti uno o più dati saranno oggetto di penalizzazioni ed esclusioni.

 

12.2 I Comitati Organizzatori hanno l’obbligo di costituire, nell’ambi­to del Comitato di Regata o esternamente ad esso, un’apposita Commissione di Stazza  o Comitato Tecnico – Storico, com­posta da almeno tre membri, scelti tra persone qualificate ed esperte nello specifico campo della Vela Latina, con funzioni di controllo e verifica dei dati e delle misure dichiarati all’atto dell’iscrizione, e di rispondenza dei parametri non dichiarati, sia prima che dopo le prove di regata, per decisione della Giu­ria o del Comitato di Regata o a seguito di protesta da parte di un concorrente. Tale protesta, accompagnata da un deposito cauzionale, il cui ammontare sarà insindacabilmente stabilito dal Comitato di Regata, dovrà essere presentata non oltre un tempo limite  dopo l’arrivo dell’ultima imbarcazione in regata, che qualora non fosse altrimenti specificato dalle Istruzioni di Regata, sarà di 30 minuti. In caso di mancato accoglimento della protesta il deposito verrà inca­merato e al protestante verranno addebitate le eventuali spese derivan­ti dall’effettuazione del controllo. Qualora la protesta venisse accolta, tali spese verranno addebitate al protestato. La Giuria si riserva di con­siderare “grave infrazione alle Norme” l’eventuale non rispondenza dei dati dichiarati, provvedendo alla squalifica dell’imbarcazione da tutte le regate in programma nei casi gravi o di manifesto dolo. Il Comitato Tecnico Storico potrà inoltre rivestire altri compiti assegnati dal Comitato Organizzatore (assegnazione di particolari Trofei o menzioni, pareri tecnici, ecc.)

 

 

Art. 13 - Equipaggio

 

Il numero massimo delle persone a bordo, per ovvi motivi di sicu­rezza e nel rispetto dei Regolamenti sulla Nautica da Diporto, per le imbarcazioni esenti dall’immatricolazione (definite “natanti”) non potrà superare quello indicato nella normativa nazionale, mentre per quelle immatricolate definite “imbarcazioni”, il numero indicato nei documenti di bordo.

La lista completa dei membri dell’equipaggio dovrà essere conse­gnata all’atto della iscrizione alla Segreteria del Comitato Organizzato­re; l’età minima per l’imbarco non potrà essere inferiore agli anni 14.

Non è consentito imbarcare o sbarcare persone di equipaggio durante il corso di una regata salvo cause di forza maggiore. I compo­nenti l’equipaggio potranno contrastare lo sbandamento sporgendosi fuori bordo col solo busto, seduti all’interno dello scafo. E assoluta­mente vietato l’uso di trapezi, ritenute, tavole, cinghie, o similari.

 

Art. 14 - Uso delle Vele

 

Durante le regate non potranno essere armate vele di superficie maggiore rispetto a quelle dichiarate all’atto dell’iscrizione, pena la squalifica da tutte le prove in programma.

Nel caso di più vele armate contemporaneamente alla vela latina maestra e al fiocco sarà consentito solo l’uso di quelle la cui superficie sia stata dichiarata all’atto dell’iscrizione. Nessuna riduzione della Superficie Velica Massima S, ai fini del calcolo della LTS, sarà permessa a chi durante le regate isserà vele di dimensione e/o numero inferiore a quelle dichiarate nell’iscrizione. Tutte le vele utilizzate devono far parte della tradizione della Vela Latina Mediterranea così come previsto nell’art. 3.2.

 Nelle andature portanti il fiocco o il polaccone potrà essere mura­to su un’apposita asta o buttafuori (palo in poppa), che dovrà essere realizzato in legno pieno e privo di sistemi di sgancio rapido a piston­cino o simili.

È vietato, pena la squalifica, l’uso del remo per facilitare la virata. L’uso è eccezionalmente consentito in caso di mancata virata per erra­ta manovra, limitatamente al permettere all’imbarcazione di superare il letto del vento.

 

Art. 15 - Dotazioni di Sicurezza

 

Le imbarcazioni dovranno avere a bordo le dotazioni di sicurezza alla navigazione delle Unità da Diporto previste dalle Leggi e Regola­menti vigenti.

 
Art. 16 — Pubblicità

 

L’esposizione di pubblicità sullo scafo e sulle vele o tramite ban­diere e striscioni contrasta con l’immagine delle Regate della Vela Latina e dovrà essere evitata durante lo svolgimento delle prove in mare.

E consentita nei limiti dello spirito di questo tipo di manifestazio­ne unicamente durante le soste in banchina, e, nel corso delle regate limitatamente a piccoli contrassegni sullo scafo indicanti il numero di iscrizione.

 

Parte Quarta:    Calcolo della Lunghezza Teorica di Stazza e del Tempo Compensato

 

Art. 17 - Dati e misure richiesti all’atto dell’iscrizione

 

I dati e le misure che gli armatori sono tenuti a dichiarare all’atto dell’iscrizione secondo le modalità riportate nell’art. 12, rilevate utilizzando i criteri indicati nell’art. 18, sono i seguenti:

 

  • L FT :                         Lunghezza fuori tutto dello scafo;
·        L GL:                         Lunghezza al galleggiamento;
·        B MAX:                     Baglio Massimo misurato in coperta;
  • hl:                               altezza (balumina) della vela latina di maestra;
  • bl:                               base della vela latina di maestra;

·        h2:                               altezza (balumina) del fiocco dl superficie massima;

  • b2                               base del fiocco di superficie massima;
  • h3:                              altezza (balumina) del secondo fiocco issato contemporaneamente  al primo (solo se si intende usarlo);

·        b3:                              base del secondo fiocco issato contemporaneamente al primo (solo se si intende usarlo);

·        h4:                              altezza (balumina)della vela latina di mezzana (se presente);

·        b4:                              base della vela latina di mezzana (se presente);

 

  • Sav:                             Superficie altre vele issabili contemporaneamente alle latine e al fiocco conformi all’art. 3.2 (solo se si intende usarle);

·        Anno di varo: anno in cui è terminata la costruzione della barca;                

·        Tipo di scafo: a poppa chiusa (rastremata o tonda), o quadra (a specchio);

·        Numero degli alberi;
  • Lunghezza dell’albero maestro;
·        Materiale vele;
·        Disposizione dei ferzi delle vele:  verticali o orizzontali;
  • Presenza di veledi tradizione”:  vele conformi all’art.3.2.4 con paranco o senza;

·       

Tipo di motorizzazione ed elica: entrobordo con elica a due pale, entrobordo con elica a tre pale, fuoribordo;

 

 

 

 

 


E vietato, pena la squalifica, imbarcare vele di superficie maggiore di quella dichiarate all’atto di iscrizione

Art. 18 — Modalità di Misurazione

 

Le imbarcazioni dovranno essere misurate agli ormeggi in acque calme e ridossate.

Durante le rilevazioni dovranno essere a bordo tutte le normali dotazioni di sicurezza alla navigazione previste dai Regolamenti e dalle Norme vigenti, le vele, le attrezzature di manovra, le batterie ed il motore. Se dotate di motore fuoribordo questo (dovrà essere installa­to a bordo e posizionato al centro scafo, a poppavia dell’albero. La sentina dovrà essere asciutta e gli eventuali serbatoi d’acqua vuoti.Nessuna persona dovrà trovarsi a bordo durante il rilievo della dimensione al galleggiamento (LGL).

Tutte le misure saranno espresse in metri, approssimate fino ai centimetri e dovranno essere rilevate come illustrato negli Artt. seguenti

 

18.1  Misurazione delle Lunghezze LFT e LGL

 

LFT - Lunghezza Fuori Tutto dell’imbarcazione è la distanza misurata in linea retta a livello dei bordi dell’intera opera morta tra il punto estremo anteriore del dritto di prua e il punto esterno posteriore del dritto di poppa.

Nelle imbarcazioni realizzate con prua definita “a Martingana” o “a Violone” (quali tartane, bilancelle, filughe, etc.) per LFT è conside­rata la distanza misurata in linea retta a livello dei bordi tra il punto esterno posteriore del dritto di poppa e il punto interno anteriore della ruota di prua.

LGL –La Lunghezza al Galleggiamento dell’imbarcazione, verrà calcolata deducendo dalla Lunghezza fuori tutto l’entità degli eventuali slanci a pruavia e poppavia, rilevati con il metodo del filo a piombo.

 

 

18.2  Misurazione del Baglio Massimo

 

Il Baglio Massimo è la larghezza dello scafo misurata a livello del “trincarino”. Esso è pari alla larghezza massima dell’imbarcazione misurata sui bordi dell’intera opera morta deducendo l’en­tità dell’eventuale sporgenza verso l’esterno della falca o impavesata, rilevata con il metodo del filo a piombo.

 

 

18.3  Misurazione della Superficie Velica Massima

 

Le misure delle vele di cui all’art. 17, dovranno essere rilevate con una tensione tale da togliere tutte le pieghe lungo la linea di misurazione.

Quando un’imbarcazione tiene a bordo più di un corredo di vele, dovranno essere misurate e dichiarate quelle di superficie maggiore. Non sarà apportata alcuna variazione nel calcolo della Superficie Velica di Stazza nel caso l’Armatore decidesse, successivamente alla formaliz­zazione dell’iscrizione, di utilizzare vele di minore superficie, ancorché ne facesse regolare richiesta al Comitato di Regata prima della parten­za.

 

 

Art. 19   Formula di Calcolo della Lunghezza Teorica di Stazza (LTS)

 

Alle imbarcazioni iscritte, sulla base delle misure dichiarate dagli Armatori o loro rappresentanti, sottoscritte con la dichia­razione di “bona fide” di cui all’art. 12.1, verrà assegnata una Lunghezza Teorica di Stazza (LTS), corrispondente concettualmente al Rating dei Regola­menti di Stazza di ispirazione “anglosassone”, calcolata con la seguen­te formula:

 

 

 

 

 

 

FORMULA Dl STAZZA

REGATE IMBARCAZIONI A VELA LATINA

 

 

√S

 
 

 


 

√(B Max x D)

 
LTS =   0.13 L  ————————  + 0.25 L + 0.20  √S

 

 

 

 
Legenda e calcolo degli elementi della formula di stazza

 

 

  • LTS:   Lunghezza Teorica di Stazza, si tratta del valore che indica l’handicap caratteristico di ogni imbarcazione . Costituisce il corrispondente del “rating” di altri sistemi quali lo IOR. Prima di essere utilizzato nel calcolo del tempo compensato dovrà essere corretta attraverso la moltiplicazione con i Fattori di Correzione indicati nell’art. 20, per dar luogo alla Lunghezza di Stazza Corretta LSC.

 

  • L:    Lunghezza media tra LFT e LGL, si calcola con la formula:

LFT + LGL

 
 

      

 

2

 
          L = ———————

 

              

 

·        S:   Superficie Velica Totale, è la massima superficie velica contemporaneamente a riva. La superficie velica totale è data dalla somma delle superfici di tutte le vele che compongono il piano velico e che di norma possono essere armate contemporaneamente. Si ottiene sommando le superfici delle vele dichiarate, secondo  la formula:

 

S = Svm  (Sup. Vela Maestra) +  Sf1 (Sup. Fiocco massimo) + Sv2 (Sup. vela mezzana) + Sf2 (Sup. 2° fiocco issato contemporaneamente al primo) + Sav (Sup. altre vele)

 

1.      Svm     =         1/2 hl x b1            (Superficie Vela Maestra)

2.      Sf1      =         1/2 h2 x b2            (Superficie Fiocco Massimo)

3.   Sv2        =           1/2 h3 x b3              (Superficie Vela Mezzana) nel caso sia presente

4.   Sf2         =           1/2 h4 x b4   (Sup. 2° fiocco issato contemporaneamente al primo, nel caso sia presente)

5.   Sav        =            stesso calcolo              (Sup. altre vele come indicato nell’art. 17, nel caso fossero presenti)

 

 

·       B Max:           (Baglio massimo misurato in coperta come indicato nell’art. 18.2)

 

 

·        D:  Puntale teorico di stazza, il Puntale definisce “l’altezza e profondità interna dell’imbarcazio­ne dalla faccia superiore della chiglia alla faccia inferiore del baglio maestro”. Nella formula per il calcolo della LTS, il puntale di stazza “D” è teoricamente desunto con l’espressione:

 

LGL + 3.048

 
 

 


D         =    3  x  —————————    (Puntale teorico di stazza)

30

 
 

 


Con l’espressione B MAX x D (larghezza per il puntale) si esprime in via approssimativa la superficie teorica frenante dello scafo, che è uno dei fattori, sia pure secondari, che influiscono sulla velocità poten­ziale di un’imbarcazione.

 

Art. 20 - Lunghezza di Stazza Corretta

 

La LTS misurata potrà essere successivamente corretta in funzione del­l’esistenza o meno di alcuni particolari dati e caratteristiche di costruzione e di armamento, quali il tipo di scafo, il numero di alberi e la lunghezza di quello maestro, la forma  delle vele e il tipo di tessuto e di orientamento dei ferzi, la presenza di vele “di tradizione”, il tipo di motore ed elica installata, che ne possano costituire ragione di abbuono o penalizzazione, moltiplicandola per un fattore di correzione complessivo FC ottenuto dal prodotto di tutti i fattori di correzione specifici, come appresso specificati, che fossero applicabili ad ogni singolo caso. L’applicazione nel corso del tempo dei fattori specifici è condizionata a quanto previsto nella parte prima (Norme di Ammissione).  Si ottiene così una Lunghezza di Stazza Corretta LTS  applicando la seguente formula:

 

LSC = LTS x FC

ove:

·        LSC :   Lunghezza di Stazza Corretta.

·        LTS :   Lunghezza Teorica di Stazza Misurata.

·        FC   :    Fattore di Correzione Complessivo ricavato come prodotto dei seguenti fattori di correzione specifici, che tengono conto dei succitati elementi di valutazione:

 

1.      FS - Fattore scafo: si considera pari a 1,05 per le imbarcazioni  a poppa quadra, della classe  “C” o  “lancee 0.95 per le imbarcazioni della classe “ 0” o “Velieri”.

 

2.      FA – Fattore armamento: si considera pari a 0.90 per le imbarcazioni arma­te con più di un albero.

 

3.      FMV - Fattore materiale vele: fattore che tiene conto del tipo di materiale utilizzato per la velatura: si considera pari a 0,50 per velature in tessuti naturali (cotone, lino, etc.); 0,70 in tessuto misto di cotone o sintetici generici.

 

4.     FVT Fattore vele “di tradizione”: viene applicato alle imbarcazioni la cui vela latina rientri tra quelle “di tradizione”, secondo quanto stabilito nell’art. 3.2.4. Viene quantificato in 0.75 se la vela è in tela naturale e in 0.80 se in dacron. Un ulteriore abbuono del 0.95 sarà assegnato a quelle imbarcazioni che non facciano uso del paranco sulla scotta della vela latina maestra, secondo quanto prescritto dall’art. 3.2.4.

 

5.      FME – Fattore motore ed elica: si considera pari a 1.00 per le imbarcazioni dotate di motori entrobordo ed elica a tre pale, 1,10 se dotate di elica a due pale; 1,20 se dotate di motori fuoribordo.

 

6.      FLA - Fattore lunghezza albero: viene applicato a quelle barche la cui lunghezza dell’albero superi quella fuori tutto dello scafo LFT. L’applicazione di questo fattore è subordinata a quanto previsto nella parte seconda (Norme di Ammissione), all’art. 3.3.b. La penalizzazione sarà pari a 1.10.

 

7.      FRV – Fattore rapporto vela: fattore che viene applicato a quelle imbarcazioni il cui rapporto tra i para­metri dimensionali misurati della sola Vela latina Maestra, altezza h1 e base b1, detto Rv,  superi il valore di 1.75, così come previsto all’art. 3.2.1. L’applicazione di questo fattore è subordinata a quanto previsto nella parte seconda (Norme di Ammissione). Nel calcolo della Lunghezza di Stazza Corretta (LSC) di dette imbarcazioni sarà inserito uno specifico Fattore del Rap­porto Vela (FRV) dato dalla differenza tra il rapporto reale delle dimensioni misurate hl e bl (Rv) e quello massimo ammesso, diviso dieci, più 1.10, come indicato nella seguente formula:

 

FRV =   Rv—1.75   + 1.10

                   10

 

ove:   Rv = hl/ bl

 

~    Esempio:

Imbarcazione “xy” con dimensioni della Vela Maestra: hl = m. 12,00; bl = m. 4,90

RapportoVela Rv =      hl / b1 =  2,45
Fattore di Correzione      FRV   =           2.45 – 1.75 + 1,10  =  0,07 + 1,10 =  1,17

                                                                       10

 

8.      FF -  Fattore ferzi: questo fattore viene applicato alle imbarcazioni che possiedano vele a ferzi orizzontali, secondo le modalità previste nella Seconda Parte (Norme di Ammissione), art. 3.2.2.b. Sarà pari a 1.10 per le barche che abbiano la vela latina (anche una sola) a ferzi orizzontali e 1.08 per quelle in cui il solo fiocco risulti a ferzi orizzontali.

 

Si otterrà il fattore complessivo moltiplicando i fattori specifici previsti per ogni imbarcazione secondo le modalità previste nella seconda parte (Norme di Ammissione) e considerando pari ad 1 quelli non applicabili ai singoli casi, utilizzando la formula:

 

FC =  FS  x  FA  x   FMV  x  FVT  x   FME  x   FLA  x   FRV   x   FF

 

 

Art. 21 — Calcolo del Tempo Compensato (TC)

 

 

Le classifiche in tempo Compensato o Corretto saranno compilate secondo la seguente formula:

 

TC = TR  -  (APM x LP)

 

ove:

 

·        TC      = Tempo Corretto o Compensato.

·        TR  =    Tempo Reale impiegato.

·        LP  =    Lunghezza del percorso in miglia.

·        APM = Abbuono per miglio in secondi, calcolato con la formula:

 

 

                   APM =    2160                  - 258,16938

                                 √(LSC x 3,2808)

ove

 

LSC = Lunghezza di Stazza Corretta

 

 

 

 

Segue:

 

Appendice:  Note Esplicative della formula di stazza…Non Modificato