Spazio Libero
www.sailingsardinia.com

 HOME

27.07.2003

Giro d'Italia a Vela 2003 

 

Il Giro d'Italia visto dai cagliaritani

Con i nostri due inviati d'eccezione (Roberto Marci e Antonello Ciabatti) cercheremo di farvi vivere l'atmosfera del Giro d'Italia 2003. Seguiteci e ne sentirete delle belle

Per saperne di più

In allestimento una bella gallery delle foto ufficiali e non di Roberto Marci e alcune chicche che nessun'altro avrebbe il coraggio di raccontarvi

Roccella Ionica

 

Finalmente dopo un periodo di silenzio i nostri due inviati al Giro, Antonello Ciabatti e Roberto Marci riprendono con i loro resoconti. Abbiamo saltato a piè pari quasi tutto l’Adriatico in cui la truppa dei velisti ha incontrato diverse giornate interessanti e ripartiamo da Roccella Ionica. Il porto calabrese ha riservato la solita ottima accoglienza. In programma due bastoni e i cagliaritani hanno sfoggiato l’equipaggio dei ragazzi della Scuola Italia in Vela guidati da Antonello Ciabatti e Aurelio Bini alla tattica. E sembra tutto perfetto visto che all’esordio si sparano un sorprendente terzo dietro Roma guidata da Gabriele Benussi e i russi di Villa Carpena. Nel secondo bastone sempre corso con venti intorno ai 10 nodi è Vladimir Semionov a capitalizzare l’incredibile velocità del suo Villa Carpena. Se partono bene e non sbagliano bordeggio è impossibile che qualunque equipaggio possa reggere il suo passo. Cagliari non regata bene però mostra le sue potenzialità chiudendo dopo un’inizio disastroso al sesto posto.

 

Roccella-Milazzo

La tappa più entusiasmante del Giro. L’attraversamento dello stretto di Messina è sempre una grande incognita, soprattutto per chi non è abituato alle forti correnti. Si parte con un lungo bordo di Gennaker dopo un movimentato disimpegno. Il Gennaker accompagna le barche fino all’ingresso dello Stretto dove la corrente contraria dà il benvenuto ai primi. Dalla prima ammucchiata contro corrente partono in volata Roma e Spotorno. La barca guidata da Ciccio Rossi è quest’anno molto più competitiva rispetto agli anni passati, grazie all’apporto di alcuni pro’  (Gaetano Figlia di Granara, e Lorenzo Bodini). Un altro gruppetto, dopo diverse decine di minuti, riesce a partire all’inseguimento dei due leader. Ci sono Riva del Garda (Bressani-Ivaldi) Fiamme Gialle (Casale-Ravioli) e i nostri eroi. Dopo alcuni incroci forzati coi numerosissimi traghetti (e altrettante imprecazioni da parte dei comandanti) il secondo gruppetto si scontra contro una zona di corrente fortissima che fa girare le barche come trottole. E’ Riva del Garda la prima a dirigere la prua verso la Sicilia sempre dopo il duo di testa ormai invisibile all’orizzonte.Ma i colpi di scena non sono finiti: appena fuori dallo Stretto tutto il gruppo fa un incontro ravvicinato con le prime secche siciliane. Sarà proprio la corrente fino ad ora nemica che darà la spinta necessaria per disincagliare Riva, Carnia e Cagliari. Sembrerebbe a questo punto che l’arrivo a Milazzo sia ormai tutto in discesa, ma un’altra zona di bonaccia attendeva le barche.Vittime illustri di questo inaspettato calo di vento sono Roma e Spotorno che si vedono annullare l’incredibile vantaggio accumulato.E’ Lorenzo Bressani che arrivando dalle retrovie riesce a evitare tutta la zona di bonaccia va a vincere la tappa. I nostri eroi cagliaritani stavano già assaporando un secondo posto, ma l’esperienza dei finanzieri e dei triestini di Carnia li relega al quarto posto.Per la classifica generale è ormai evidente che i primi quattro posti sono appannaggio di Fiamme Gialle, Riva del Garda, Roma e Villa Carpena. A detta di tutti questa è stata la più entusiasmante delle regate del 2003

 

Milazzo

Il Circolo Vela e Tennis di Milazzo ha fornito le sue efficienti strutture al Giro. Una bella cittadina piena di vita ha vivacizzato l’ambiente dei velisti. La regata ancora una volta si è svolta con il solito venticello sotto i dieci nodi. Bordi molto tirati a sfiorare gli scogli sotto le abitazioni. Partenza fondamentale per sgusciare davanti alla flotta. Proprio i cagliaritani riescono a venir fuori insieme a Roma e Carnia, dopo alcune manovre un po’ azzardate. Nella prima poppa grandi rimescolamenti. Molfetta timonata da Sergej Chestov azzecca il lato e si porta avanti. Si perdono Roma, Carnia e Riva del Garda. I nostri salvano il salvabile. Nella seconda bolina Molfetta mantiene e colpo gobbo di Cagliari che gira seconda. Nella poppa i pro di Spotorno fanno valere le gerarchie e si appropriano del secondo posto. Cagliari terza.

 

Milazzo-Napoli

Una delle tappe più lunghe e difficili. Disimpegno difficile sotto il capo di Milazzo. La cosa strana è che spesso capita di vedere botti, collisioni e incroci forzati ma poi  terra nessuna protesta. Molfetta è in buona ed è avanti, ma c’è da liberarsi di Capo Milazzo. A sorpresa Grado, e Cagliari attardate al disimpegno interpretano bene le raffiche e escono avanti alla flotta. La flotta si sgrana: a Stromboli, al cancello, sono quelli che si sono tenuti più sopravvento a passare alla grande avanti a tutti. Riva del Garda è prima davanti a Fiamme Gialle e a sorpresa i giovani del Nautico di Trieste. I Cagliaritani sostenitori della rotta più poggiata sono, pur essendo i primi del gruppo, solo ottavi. La classifica del cancello sarà poi quella definitiva perché nessuna barca è riuscita a tagliare il traguardo. A questo proposito circolava in banchina la voce che Fiamme Gialle a poche decine di metri dall’arrivo non ha volutamente tagliato il traguardo per questioni di classifica generale. Da segnalare la stupida collisione di Cagliari con Riva del Garda avvenuta prima della partenza.

 

Napoli

La Lega navale e la Sez.Velica della Marina Militare di Napoli sono gli organizzatori della tappa partenopea. Con le barche al porticciolo di S.Lucia e i camper dentro Maridist la logistica è stata una delle migliori trovate in tutto il Giro. La regata dopo una lunga preparazione da parte del Comitato di regata parte con un morente Grecale. Grado riesce a districarsi tra buoni e scarsi di oltre 40°. In poppa gli ultimi sbuffi del grecale fanno volare le barche senza troppi capovolgimenti. Nella seconda bolina invece ne succedono di tutti i colori. Il Grecale muore e la brezza da ovest fa il suo ingresso. Villa Carpena si spara un’improbabile bordo al centro del golfo. Sarà la scelta giusta. Gira infatti con un vantaggio incolmabile sulla flotta. Reggio Calabria col fuoriclasse  russo Pichugin tiene a bada gli esuberanti ragazzi cagliaritani. Nell’ultima poppa, diventata per il salto di vento un’altra bolina, sembra tutto ormai delineato. Ma ci pensano Gabriele Benussi e Branco Bercin, timoniere e randista di Roma a movimentare una tranquilla bolina. Impappinandosi con la scotta della randa non riescono a poggiare su un’incrocio con Cagliari e prende in pieno la barca sarda facendogli, perdere un terzo posto quasi in tasca, e un buco grande come una casa nella fiancata.  Villa Carpena vince in scioltezza davanti a Reggio Calabria e Molfetta. I sardi dopo il grande botto crollano all’ottavo posto. La notte Emanuel, responsabile tecnico delle barche del Giro, è costretto a fare le ore piccole per chiudere la falla sulla barca cagliaritana.

 

Napoli-Fiumicino

Come in quasi tutte le regate del Giro d’Italia 2003 le previsioni sono di venti leggeri, ma fortunatamente tra brezze di mare e brezze di terra le barche riescono a partire con la solita velocità intorno ai 6 nodi. Fiamme Gialle, rinvigorite da Paolo Cian sono prime al disimpegno. Si sbolina per uscire dal golfo partenopeo col saluto via radio da parte del Comitato di regata napoletano. Cagliari ha a bordo anche il suo skipper Franco Ricci. La cosa non sembra di buon auspicio ai sardi visto che lasciano il golfo in penultima posizione a causa di una serie interminabile errori. Continua la rotta di bolina con una serie di virate per sfruttare le accelerazioni sotto tutti i promontori lungo rotta. Fiamme Gialle dirige le danze con Roma e Molfetta. All’imbrunire Cagliari, vista la pessima posizione si gioca la classica carta del bordo del morto. “Abbiamo confuso il Circeo con l’isola di Ponza e pensavamo di essere completamente fuori rotta” dice Franco Ricci “ma, poi controllando bene il gps (se l’avessero guardato prima!) ci siamo resi conto che la nostra scelta di stare al largo non era tanto sbagliata”. All’alba le barche sono al  largo di Anzio e sfruttano gli ultimi residui di una brezza di terra. E qui che forse Cagliari ha fatto la scelta giusta andando a cercare i primi sbuffi della brezza  di mare. A 5 miglia dall’arrivo non si capisce ancora bene se andranno avanti le barche che stanno fuori guidate da Cagliari o quelle più in terra con ancora Fiamme Gialle avanti. Pian piano si capisce che i più esterni avranno la meglio e Cagliari riesce a vincere la sua prima tappa davanti Reggio Calabria e Villa Carpena.

 

Fiumicino

Il nuovissimo porto di Fiumara Grande alla foce del Tevere accoglie i quindici G34 del Giro. Sembra di entrare nel canale di Mammaranca (noto e schifoso canale nei pressi di Cagliari), quando all’improvviso si apre l’ingresso del marina super organizzato pieno di e mega yachts. Ottimi servizi ottima la pulizia e mega la piscina strasfruttata da tutti i velisti. Unico neo l’invasione di mosche e zanzare che ha ininterrottamente disturbato tutta la carovana del Giro.

Nel bastone sempre vento leggero. Bressani forza la partenza su Grado e crea un’ingorgo niente male in boa. A terra la protesta di Michele Ivaldi, timoniere di Grado non verrà accolta. Riva in boa ha un vantaggio incolmabile seguita da Spotorno che da quando ha imbarcato il duo Bodini-Figlia di Granara ha sbagliato pochissimo. Grado, nonostante il caos in partenza riesce a svincolarsi bene e in boa è terza. I nostri seguono e sembrano molto concentrati. Il percorso, con una bolina molto corta, è di tre giri e tutte queste manovre in tempi ristretti premiano gli equipaggi professionisti. A farne le spese  è Cagliari che dal quarto passa all’ottavo. I primi tre sono gli stessi della prima bolina.

 

Fiumicino-Piombino

Anche per l’ultima tappa lunga del Giro le previsioni danno venti leggeri ma già dalla mattina un bel Scirocco sembra preannunciare una tappa veloce. Partenza difficile col vento che salta a sinistra nell’ultimo minuto. Chi riesce a stare a sinistra gira bene il disimpegno. Roma rinforzata da Cruciani finalmente ritrova il passo perso nelle ultime tappe. Fiamme Gialle si deve accontentare del secondo posto. Via su Gennaker e in rotta verso l’Argentario. Tutta la flotta mantiene la prua di qualche grado superiore alla giusta rotta (perché?) e alcune barche tra cui Cagliari, che era sesta al disimpegno, vanno dritte in rotta. Grandi planate superiori ai 15 nodi e tutta la flotta macina velocemente le 60 miglia fino all’Argentario. Il primo Pit Stop si ha proprio al passaggio tra l’Argentario e il Giglio. Sono proprio i nostri eroi cagliaritani  guidare tutta la flotta con parecchie miglia di vantaggio. Ma la notte, si sa, è ricca di colpi di scena e tra barche senza luci, tra buchi di vento, e qualche errore tattico i nostri si risvegliano con tutta la flotta addosso. In più il lembo esterno di un temporale complica ancora di più le ultime 8 miglia di regata. Su gennaker, giu gennaker, su genoa giù genoa, stramba, vira……. I professionisti vanno a nozze in queste situazioni e Roma prende un gran bel vantaggio seguita da Grado e Riva del Garda. Arriveranno così davanti al marina di Salivoli. Cagliari viene inesorabilmente risucchiata dal suo solito ottavo posto.

 

Piombino

Siamo arrivati lì dove è iniziata l’avventura nel 2002. L’accoglienza Piombinese è stata fantastica come sempre con cene feste aperitivi ecc. Il porto di Salivoli ha offerto ai velisti (finalmente!) delle fantastiche docce calde. Dalla piazza Bovio i piombinesi hanno potuto ammirare i match race. Senza sorprese la vittoria sudata di Fiamme Gialle sui russi di Villa Carpena. Tanta la tensione dei timonieri prima degli scontri. Paolo Cian, memore della brutta esperienza dei match race del 2001 circolava in banchina molto teso. “Vladimir Semionov  conosce le barche meglio delle sue tasche e la velocità della sua barca potrebbe essere determinante negli scontri diretti. Avrei preferito che per i match ci fosse stato lo scambio delle barche”. Per gli scarsi, quelli che non sono rientrati nei primi quattro, c’è stato un bastone finale, risoltosi con la vittoria di Molfetta. I cagliaritani hanno fatto una regata incolore finendo sesti. 

 

Conclusioni. Il Giro è stato quest’anno ricco di bigs della vela, e in almeno otto barche c’era almeno un pretendente alla vittoria finale. Il Giro vero e proprio, quello senza match race ha premiato la velocità dei russi di Vladimir Semionov su Villa Carpena. Nelle lunghe erano veramente i più veloci. Nei bastoni, quando partivano bene, erano intenibili. Al secondo posto Riva del Garda. Il duo Bressani-Ivaldi sembra un computer programmato per vincere. Mai  un colpo di testa, condotta regolare mirata al risultato finale. Gianni Torboli ha messo su un team veramente vincente. Fiamme Gialle finiscono terzi. La barca timonata da Casale, Ravioli e Paolo Cian ha regatato per entrare nei primi quattro per poi lasciare a Paolo Cian il compito di vincere i match race. Veniamo a Cagliari. Un decimo posto in classifica generale contro un ottavo nel 2002. Un peggioramento, ma la maggior presenza di professionisti sulle altre barche nel 2003 è uno dei motivi di questo peggioramento. La regata dei ragazzi della Scuola Italia in Vela è stata però tutto sommato buona. Forse con una maggior preparazione, fin dalle prime tappe del Giro si può fare qualcosa di più. Sono proprio i piazzamenti dell’ultima parte del Giro a confermare che qualcosina in più ci può stare. A parte la vittoria nella tappa Napoli-Fiumicino ottenuta con una buona dose di fortuna, i nostri sono stati in quasi tutte le ultime regate tra i protagonisti, anche se poi all’arrivo, gli mancava quella costanza che solo i professionisti hanno e che permette di mantenere le posizioni acquisite. E’ stata comunque la loro seconda uscita in campo nazionale e sicuramente hanno davanti a loro grandi margini di miglioramento. Nei loro programmi c’è la loro partecipazione, oltre che al Giro di Sardegna, al campionato europeo Beneteau 25 con ben due barche. State quindi attenti che sentirete ancora parlare di loro.

 

 

05.07.2003

Bastone Rimini

0607riva2338.jpg (16594 byte)La ridente cittadina romagnola ha accolto nel migliore dei modi la flotta del Giro d’Italia. L’efficientissima nuova Marina è stata apprezzata da tutti i velisti. Ottimi servizi, pulizia e biciclette a disposizione dei velisti sono stati gli ingredienti di questa squisita ospitalità. Il tutto ad un tiro di schioppo dai famosi locali notturni del lungomare riminese. Il Garbino (il locale Ponente), a terra,  ha tenuto a bada la temperatura0607statr2230.jpg (15560 byte) di una giornata che rischiava di essere veramente torrida. In mare, superando sotto raffica i 20 nodi, ha spettacolarizzato una regata a bastone. Il campo di regata è stato molto difficile, con salti di vento fino a trenta gradi. Villa Carpena, quella dei russi di Semionov parte benissimo e conduce tutta la regata; ma non ha fatto i conti con Riva del Garda. La barca timonata da Lorenzo Bressani gira la boa di poppa in sesta posizione, poi, con un bordeggio da manuale in un vento ballerino, arriva in bolina terza e, nella poppa con planate a quindici nodi, si presenta in testa all’arrivo. I ragazzi di Riva hanno oggi strabiliato tutti riuscendo ad emergere anche da situazioni complicate. I cagliaritani continuano i piazzamenti sull’ottavo posto, anzi oggi sono noni. Il vento forte non è stato il massimo per loro anche se li abbiamo visti fare scelte tattiche molto discutibili. Boline deludenti erano alternate a delle poppe in cui si sono difesi alla grande con dei recuperi strepitosi ed hanno finito la regata a pochi metri da Grado, timonata da Mauro Pellaschier. Oggi iniziano i primi grossi cambi d’equipaggio per i sardi. Al posto del team capitanato dal duo Ciabatti-Ricci sale un team esperto in grandi regate d’altura guidato dal friulano Cesare Bressan in attesa dell’arrivo della giovane promessa della vela sarda Aurelio Bini. Iniziano ora le grandi lunghe, quelle da quasi duecento miglia che porteranno la flotta a scapolare Santa Maria di Leuca.

Grado-Rimini

Iniziano le lunghe, quelle serie.  100 Miglia per raggiungere la famosa località romagnola con delle previsioni per nulla confortanti. La partenza viene data con dei leggeri refolini da Sud. Riva del Garda parte non brillantemente ma sfruttando al meglio i numerosi salti di vento ira il disimpegno avanti a tutti e si mette subito in rotta controllando gli inseguitori che, peraltro, rimangono abbastanza compatti. Un lungo bordo di 50 miglia in bolina larga porta le barche fino a Punta della Maestra, alla foce del Po. Potrebbe sembrare una lunga noiosa processione, ma i colpi di scena non sono mancati, grazie soprattutto alla debolezza del vento. Ma Riva del Garda è sempre avanti. Villa Carpena, con il precisissimo Vladimir Semionov al comando, ingrana la quarta e dalle retrovie riesce a concludere al secondo posto. Molfetta dopo una gara di alti e bassi, trova lo spunto per arrivare terza. E i nostri? Ancora un disimpegno da dimenticare per i cagliaritani della Scuola Italia in Vela, ma nel lungo bordo fino a Punta della Maestra hanno sfoderato un passo niente male che li ha portati fino alla terza piazza in generale. Purtroppo sono letteralmente crollati quando il vento è aumentato. All’arrivo erano ottavi. Da segnalare l’arrivo di alcuni nomi pesanti come Bressani su Riva del Garda e Pellaschier su Grado.

 

Trieste-Grado

Una breve regata d’altura di 15 miglia per rodare gli equipaggi. Una breve bolina di disimpegno degna da Borino di Trieste ha sgranato il gruppo. E’ stata Carnia a girare in maniera rocambolesca avanti a tutti. Poi la flotta si divide. C’è chi si butta in andatura veloce verso terra e chi più lentamente va dritto in rotta. Poi davanti a Monfalcone il vento muore, e sembra che le barche più al largo siamo avvantaggiate. Ma è una breve illusione. Con una brezza dal mare i più “costieri” riescono a girare il cancello dei Banchi di Muggia davanti a tutti e proprio Grado va a vincere la tappa. I cagliaritani dopo aver completamente sbagliato tutte le scelte tattiche nel disimpegno, azzeccano la rotta per il cancello agguantando la 5° posizione. Poi perdono tre posizioni fino all’arrivo. Insidiose, in questa breve tappa , i banchi di sabbia che minacciavano le imbarcazioni con rotte più vicine alla costa.

Spettacolare l’ingresso in porto a Grado. Dopo aver percorso circa un miglio di canale in mezzo alla laguna, la flotta del Giro si insinua in un canale in mezzo alla cittadina, arrivando proprio al centro commerciale della città.  Di contro i pochi spazi non permettono una confortevole logistica. I camper infatti sono situati ben lontani dalle barche e i servizi (solo due bagni e due docce) non sono sufficienti per sopportare l’orda ei velisti accaldati dalla piatta lagunare. Per fortuna la notte un bel temporale ha mitigato il clima sopendo gli umori dei velisti più esuberanti. Per supplire questi disagi la Lega Navale Grado ha coccolato i velisti con un bel buffet serale ricco di libagioni.  Il bastone di Grado n si è potuto disputare per colpa di una bonaccia colossale.

Trieste

 

0607munici1287.jpg (11415 byte)Il Giro è iniziato da Trieste e la città friulana si è confermata come città principe per le 0607opia_1265.jpg (12650 byte) manifestazioni veliche. Una città che accogliendo il campo di regata quasi al suo interno, quasi dentro la sua piazza principale, Piazza Unità, ha saputo ben sfruttare l’immagine e la spettacolarità della vela per la sua promozione turistica. E’ forse il migliore esempio in Italia come le regate vengono portate davanti alle case di tutti cittadini, riuscendo ad appassionare anche i più “allergici” al mare. L’organizzazione di tappa è stata più che soddisfacente grazie soprattutto alla moderna struttura di Marina di S.Giusto, situata proprio davanti all’ormeggio della flotta dei 15 G34. La regata a bastone ha visto la vittoria di Riva del Garda, pur ancora orfana di grandi nomi, è riuscita, col buon Zagarella al timone e Gianni Torboli come skipper, a mettere la prua davanti a tutti.

Cagliari ha esordito con un ottavo. I nostri ragazzi sono in ritardo con la preparazione della barca con degli avversari che hanno allisciato e lucidato le proprie barche già una settimana prima della partenza Ma si sa, i nostri sono dei dilettanti contro una flotta di professionisti….

 

 

 

 

 

Il fotografo ufficiale di Sailing Sardinia è Roberto Marci