| 11.02.2003 www.sailingsardinia.com
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Grande Pardini & C. a Montecarlo |
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Un finale strepitoso per il Mumm 30 condotto da Roberto Pardini ed il suo team alla Primo Cup a Montecarlo. Due secondi nelle due regate finali portano Mummy Two in ottava posizione e quindi ai vertici della classe regina dei monotipi. |
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Montecarlo, 7 febbraio 2003 (3 regate, vento da 220 gradi intensità da 8 a 14 nodi) La giornata si presenta davvero insolita per Montecarlo. Infatti, sin dal mattino, il vento soffia da SW, con moderata intensità, ed una regolarità che lascia la giuria talmente euforica da far disputare, nonostante la prima partenza prevista alle 13.00, ben 3 prove. A bordo a Mummy 2, la barca “gestita” da Bianca Bartoli, che per la seconda tornata di prove ha rimescolato parzialmente l’equipaggio, per qualche defezione forzata (vedi Ignazio Diaz alle prese con un fastidioso infortunio) , erano presenti oltre il “capo” Roberto Pardini, e la sopra citata armatrice, Giandomenico Murru e Giancarlo Piroddi come tailer, Toto Sussarello a prua, Roberto Murgia alle drizze, ed il sottoscritto alla randa. Alla prima regata, con vento sui 10 nodi, partiamo abbastanza bene ,centro gruppo, e dopo una bolina condotta al centro del campo, giriamo in testa la prima bolina. Di poppa allunghiamo sul gruppo e giriamo con 100 metri di vantaggio la boa di poppa. Nella seconda bolina cerchiamo di difendere le destra del campo, ma le condizioni irregolari di intensità di vento, fanno avvicinare i francesi di Le Defi, che in prossimità della seconda boa sono ormai molto ravvicinati. A questo punto pasticcio della giuria, che avendo una boa ballerina (scomparivano regolarmente), tralaltro vicino all’altra del cancelletto, piazzava 2 imbarcazioni ravvicinate, una delle quali con la bandiera M(quindi da girare), ma con a bordo un “maledetto francese” che ci indicava di andare a girare attorno ad un gommone!! In questo trambusto e relativo zig-zag, Le Defi ci guadagnava l’interno ed andava a girare in testa la seconda boa. Nella poppa abbiamo regatato fianco a fianco, ma il francese difendendo l’interno andava a tagliare primo. Inevitabile un po’ di rammarico per una regata che sembrava decisamente nostra. Alla seconda e terza regata, siamo rimasti invischiati in due partenze nella mischia non brillantissime, ed in qualche bolina fuori “fase” rispetto al vento, ed eccoci risucchiati in posizioni anonime… (13 e 20)!! 8 febbraio 2003 ( 1 regata, vento da 220 intensità 8-10 nodi) Oggi siamo determinati a fare un buon risultato. Partiamo bene in barca, siamo i primi a virare verso terra, ed allunghiamo subito a destra, salendo un po’ verso il centro del campo sugli scarsi, ma difendendo sempre la destra ad oltranza. Dopo una serrata bolina con i francesi di Vitamine, giriamo in testa la bolina. Dopo poco strambiamo mure a sinistra per un salto di vento, lasciando il largo ai francesi, avendo forse una esagerata confidenza con il vento. Infatti quei 70 metri di sottovento, anziché rivelarsi oro per la difesa successiva, ci fanno navigare per qualche minuto in meno intensità d’aria, dando la possibilità al francese di sgusciare avanti. Giriamo secondi la boa di poppa, ricominciamo la seconda bolina attaccando nuovamente i francesi verso terra. A metà bolina siamo di nuovo in testa, ma nella parte finale i nostri avversari risgusciano fuori dal largo. Al traguardo siamo nuovamente secondi, ma davvero con pochi rammarichi. Solo una piccolissima sbavatura in tutta la regata! 9 febbraio 2003 (2 regate, vento da 70-90 intensità da 4 a 25 nodi). Partiamo verso la barca, con vento leggero ed onda dal largo. Primi bordi drammatici, con tutte le barche invischiate in una bolina davvero difficile ed ininterpretabile. Dopo qualche tentennamento optiamo per la sinistra del campo, passando dietro a molte barche. Comunque questa scelta risulta abbastanza appagante, ed alla fine della bolina siamo 8-9 circa. In poppa guadagniamo qualche barca, e giriamo 5. Alla seconda bolina, con aria ancora incerta ed irregolare, ci districhiamo fra nugoli di barche ,prendiamo per primi qualche raffichetta residua da est, ed arriviamo secondi dietro a CINESPORT.COM ( i vincitori indiscussi del trofeo. Davvero fortissimi in tutte le condizioni). Nella seconda regata il vento sale a circa 20 nodi. Partiamo un po’ in ritardo come assetto; bordeggiamo verso terra, giriamo ed incrociamo in boa attorno al nono posto, ma un’onda i rifiuti delle altre barche e la corrente, ci sbattono sulla boa, costringendoci a fare una penalità. Effettuata la stessa, partiamo in una impoppata di quelle divertenti, raggiungendo velocità di 17-18 nodi sulle onde. Si iniziano a vedere un po’ di numeri per il campo e noi non vogliamo essere da meno, e ci produciamo in una spettacolare strapoggia durante la fase di ammaino dello spi (su queste barche se i sincronismi non sono perfetti, si va giù facile). Dopo esserci bagnati un po’, recuperiamo lo spi, ci prepariamo a proseguire, ma purtroppo durante le convulse fasi di manovra, lo stick del timone si è spezzato e caduto in mare. Continuare sarebbe stato utile solo per la sportività, difficilmente per la classifica, visto che con la nona regata subentrava il secondo scarto. Decidiamo quindi di rientrare in porto. Cosa dire di queste regate. Il livello mi è sembrato assolutamente alto, con alcuni equipaggi francesi e svizzeri davvero competitivi, ma pare che questi corressero infischiandosene delle regole di classe,con equipaggi e timonieri professionisti al 100 per 100. Bene fra gli italiani JO FLY, con Santella a bordo, sempre veloce e sempre regolare, che ha chiuso meritatamente al secondo posto. Bene anche Kismet (quinto) e Signorini (ex campione europeo della classe, sesto). In classifica, per giudicare il livello, si può vedere che anche barche finite nelle retrovie, hanno dei parziali di giornata di tutto rispetto( barche cuscinetto davvero non esistevano). Per quanto ci riguarda, nel complesso siamo abbastanza soddisfatti. La barca ha avuto degli spunti notevoli di velocità. La conduzione nel complesso è stata soddisfacente, anche se qualche passo in avanti dovrà essere fatto nei sincronismi di bordo, e fondamentalmente nella messa a punto definitiva della barca, con la ricerca accurata dei relativi target. Sarà compito poi del bravo Roberto Pardini, tirare fuori il meglio di sé nei momenti che contano. Tanto la classe non gli manca, e lo ha spesso dimostrato anche in queste regate. Per quanto invece riguarda me, posso dire che è stata davvero una bella esperienza, non so se avrà un seguito su questa barca o su qualche altra, comunque la classe Mumm 30 è viva più che mai, il livello come già detto sembra molto interessante e questo è garanzia di sicuro divertimento, come solo le classi monotipo sanno offrire. Un saluto agli amici di Sailing Sardinia. Nello Stinca
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Bianca Bartoli, l'armatrice di Mummy Two il Mumm 30 dondotto dal team sardo |
Tutti i Mumm 30 schierati in banchina |
Due pedine fondamentali del team di Mummy: Giandomenco Murru tailer e Toto Sussarello, uno dei più forti prodieri italiani |
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Seguono altre 15 imbarcazioni |
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