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. Alberto Sonino, mio "nemico" in tante regate
in Hobie Cat e ora randista di fiducia di Soldini, mi chiama per invitarmi
ad un'uscita in trimarano. Mi "lavoro" mia moglie e riesco a
scappare dal negozio per recarmi a Marina di Capitana. Trovo subito Franco
Ricci ancora entusiasta dall'uscita di ieri col magico trimarano:"
Abbiamo navigato a più di trenta nodi, e di bolina sfiora i 20 nodi con
angoli strettissimi. E' incredibile quante miglia abbiamo macinato ieri:
in un'uscita di quattro ore siamo arrivati fino a Capo Spartivento che a
quelle velocità sembrava dietro l'angolo". Trovo Alberto e mi
presenta subito a Giovanni. La giornata è brutta, grigia. Prima di uscire
si mangia. Tutto il team pranza con una sorta di intruglio misto di
patate, tonno, verdura ecc. che finisce in un lampo. Finalmente si esce.
Per uscire i ragazzi di marina di Capitana lavorano con due gommoni per
far manovrare l'ingombrante imbarcazione. Sento confabulare tra di loro i
ragazzi di Soldini mentre evidenziano la gentile ospitalità trovata con
Franco Ricci e compagni. Mentre andiamo su di randa (che mazzo tirarla su:
eravamo in sette sulla drizza) il vento di Scirocco muore per lasciare
spazio ad un incerto Maestrale. Srolliamo il genoa e partiamo. Col vento
sui 7 nodi viaggiamo intorno ai 15. Ma quando becchiamo un paio di
raffiche più forti, questa volta da Greco, raggiungiamo i venti nodi e
siamo in un attimo al Poetto. Andiamo ora col gennaker. Le manovre filano
lisce sembrano facili, ma in realtà non ci capisco niente. Tailer e
grinder sono in contina comunicazione: "Olio!! Winch! Scotta randa!
Olio! Sembrano Massimiliano Medda e quelli de Lapola quando vedono una
pivella! In realtà le manovelle dei grinder agiscono sia sui due winch
principali sia sulla pressione del circuito oleopneumatico che con alcuni
martinetti regola alcune alcune delle manovre principali. Quando si chiama
"olio" i grinder indirizzano la loro forza sul circuito
idraulico. Ragazzi qui c'è da studiare!! Dopo alcune domande a Giovanni
faccio finta di aver capito tutto e continuo con domande più vaghe e a
fare il passeggero turista. Pensavo di essere un velista sveglio,
pronto ad adattarsi alle nuove situazioni, ma su questo trimarano è
meglio che stia a guardare senza toccare niente. Strambata su strambata
siamo in un attimo al largo di Sarroch. Si rolla il Gennaker e si ribolina
verso Capitana. Quando siamo a un miglio dal porto STONK!!.... Cazzo
abbiamo preso una secca!! No, si è rotto il bozzello del Genoa ed
è partito come un proiettile. Per fortuna che non ha colpito nessuno.
Questo sancisce la fine dell'uscita.
Un saluto agli amici di Sailing Sardinia
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Dura
stagione agonistica per Alberto Sonino quella 2003. Oltre ad essere uno
degli uomini chiave di Giovanni Soldini Alberto è impegnato nella
campagna olimpica col Tornado.
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"Basta
parlare sempre di Soldini! Lui è già famoso, parlate anche di noi che
mandiamo avanti il mezzo" Così si è raccomandato Daniele Scarpa nel
salutarci. Attenzione Daniele è una medaglia d'oro olimpica a Atlanta nel
K2
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Olioo!! Winch! C'è poco riposo per i grinder. I due grinder sono
capaci di sviluppare una potenza di mille watt contro i 500 di un normale
cristiano
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Con la manopolina nera Giovanni alleggeriva la randa agendo sulla
scotta regolata da un martinetto idraulico inserito nella parte posteriore
del boma
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 Che
bomba il bozzello che scoppia! Per fortuna che non ha beccato nessuno!
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Si mangia a quattro ganasce prima dell'uscita. Ma prima del pasto c'è
stato tanto lavoro per tutto il team
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Ecco il cervello di TIM. Giovanni Soldini e il suo fido Alberto Sonino.
Grande navigatore il primo grande esperto di multiscafi il secondo
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Prodiere e aiuto. Sembra che l'affiatamento raggiunto da tutto il team
sia ad ottimi livelli
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 Giovanni
in postazione. Sempre pronto alla battuta sembra essere riuscito ad
organizzare un team molto ben amalgamato
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Durante tutta l'uscita Giovanni alternava il telefonino al
registratorino su cui annotava tutte le migliorie da apportare alla barca
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Una curiosa immagine presa da sotto il tendalino
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Veramente
originale la trozza del boma. Anzichè essere montata sull'albero si trova
su un'apposito rinforzo in coperta 50 cm dietro l'albero. Questo è
possibile perchè la randa non viene mai aperta più di tanto
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Uscita dal porto un pò rognosetta. Con l'aiuto di due gommoni e molta
prudenza soprattutto a causa della stretta uscita del porto di Capitana
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Che fatica tirare su la randa. I ragazzi hanno detto;" Quando
Giovanni regata in solitario siamo noi che saliamo in barca per tirargli
su la randa prima della partenza"
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Un'immagine dalla prua .
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Quando la barca sbanda se stai avanti sul tendalino sopravvento di
sembra veramente di volare
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