Spazio Libero
www.sailingsardinia.com

 HOME

01.11.2003

Due cagliaritani al Giro di Corsica 

 

Chicco Clivio e Federica Maggiani hanno trascorso buona parte del mese di Ottobre a regatare in acque corse partecipando al Giro di Corsica senza scalo e al Festival del vento a Calvì. Puntuale è arrivato l'entusiastico resoconto dei due velisti sardi

 

 

ENTRE DEUX ILES

TOUR DE CORSE 2003 E FESTIVAL DEL VENTO DI CALVI

Il Giro della Corsica a vela senza scalo è una regata affascinante: 250 miglia tutte di filato, da Bonifacio a Bonifacio, richiedono una organizzazione a bordo tutta diversa. Il modo di regatare in una “cours au large” (uso il nome francese perché corsa al largo suona un po’ male) è davvero diverso, niente bastoni o costiere con schemi di equipaggio regolari: un timoniere, un prodiere, 2 tailer, randista, drizzista. Qui cambia tutto e forse è proprio questo il fascino della cosa. Due skipper sono alla base dell’equipaggio che si avvale di almeno tre rotazioni al timone, altrettante alle regolazioni delle vele, a prua e alla rotta (il “routier”). Insomma tutti fanno più meno tutto quindi l’esperienza dell’equipaggio deve essere veramente vasta. I turni per dormire sono dettati dall’esigenza ma farlo con onde di 2 metri e vento a 40 nodi non è facile come dirlo.

Durante la Tiscali Cup, chiacchierando con gli amici della Società Nautique de Ajaccio, decidiamo di provarci insieme, e costruiamo un programma: individuare una barca adatta, trovare gli sponsors, organizzare i trasferimenti e tutto il resto.

Tra il dire e il fare,…ci sono un sacco di problemi, ma grazie all’entusiasmo e agli sponsor (grazie ancora, senza di loro non avremo potuto far nulla), mercoledì mattina ci troviamo tutti a Bonifacio con il nostro Giro 34, ribattezzato “Entre deux Iles” ad indicare lo spirito di amicizia e di unione che esiste tra di noi e tra le nostre bellissime isole: Sardegna e Corsica.

L’equipaggio è composto, oltre che da Fedè Maggiani e da Chiccò Clivio, dai corsi Jean-Yves Chapel (Gianive),  Thierry Raspaud (Titi), François Vannoni (Cisco), Kevin  Canu e il bretone Philip Lefèvre (Fifi), tutti gasatissimi e pronti all’avventura. Il clima della regata a Bonifacio è molto concentrato, le previsioni meteo sono veramente brutte, la regata è lunga, e tutti cercano di prepararsi al meglio. Anche l’organizzazione è ai massimi livelli: pochi fronzoli, parole molto chiare in merito alla sicurezza, tutti i mezzi di emergenza in mare (compresi gli italiani) in preallarme,  a tutte le barche un dispositivo GPS/GSM attraverso il quale il comitato di regata sarebbe stato in grado di conoscere la posizione di ciascuno durante tutta la regata.

Gli altri concorrenti (28 in tutto) sono estremamente qualificati: dalla più piccola un Sormiou 28 (arrivato secondo con al timone Marc Emig vice campione del mondo di Corel 45 nel 2000 e vincitore della Route des Iles nel’99)) fino ad uno Swan 76, passando per 5 First (47.7, 40.7, 36.7), 2 Sun Fast 32, 2 Oceanis, il nostro Giro 34, 1 Hanse, l’Open 50 Milles Visages , con cui il timoniere Harvé Vachée ha vinto la Route du Rhum, 2 Figaro, uno dei quali, Meteo Consult con al timone Gilles Chiorri (vincitore del Trofeo Jules Vernes su Orange con Bruno Peyron), rinominato Pe’ Bonifaziu per l’occasione, è arrivato primo sia in tempo reale che in compensato dopo 40 h 58’ 25’’ di navigazione.

Il mercoledì sera, durante il buffet offerto dallo Yacht Club Bonifacio, viene deciso il senso di rotazione della regata a votazione degli skipper che vengono chiamati uno alla volta. Quindi riunione di equipaggio e poi verdetto finale, per noi è l’Est. La scelta, non facile, è stata presa dopo un’attenta valutazione delle condizioni meteo che in ogni caso, Est od Ovest che fosse, non preannunciavano nulla di buono. La scelta è praticamente unanime, su 28 barche iscritte, 25 voti per girare intorno alla Corsica in senso antiorario.

Finalmente giovedì mattina alle 13 si parte, sole, 35 nodi di vento da nord-est residuo di una burrasca in fase calante, onda formata, comitato di regata posizionato sull’alta falesia bianca che protegge l’ingresso del canale di Bonifacio, e via, con subito un bel passaggio mozzafiato tra le onde e gli scogli dello stretto passaggio tra Corsica e Cavallo.

Le previsioni meteo sembrano attendibili, vento sempre da Nord Est via via in calo sino al momento di bonaccia in una alba incredibile sullo sfondo dell’isola di Montecristo, nuova burrasca e pioggia (detto così sembra una bazzecola!) da Nord Est finalmente al lasco, che ci consente di lasciare la Giraglia in planata su onde enormi, straorza e gennaker in acqua al largo di Calvì, poi ancora bonaccia piena nella notte di fronte ad Ajaccio.

Ma all’alba la perturbazione posizionata su Corsica e Sardegna cambia idea, il vento si risveglia con una nuova burrasca  forza 9-10 da sud ovest  e impietoso arriva a soffiare a 50 nodi praticamente sulla nostra prua. Ed ecco che la flotta si ritrova decimata e noi insieme a loro (solo 12 barche tagliano il traguardo). Decidere ed accettare la decisione di ritirarsi, a sole 12 miglia dall’arrivo e dopo 238 miglia fatte in condizioni dure, è stato veramente difficile per tutti. Ma come rimarcato dal Comitato di Regata durante la cerimonia di premiazione, c’è voluto più coraggio per una scelta di prudenza di quanto ne serve per un colpo di testa.

E così, sempre planando con la burrasca di poppa con solo la tormentina e tre mani di terzaroli, salati come dei baccalà, torniamo nel porto di Ajaccio.

Forte insegnamento al nostro seppur piccolo livello e pieno rispetto ed ammirazione per chi impegnato in regate oceaniche come un Around Alone, si ritrova a dover prendere la decisione di abbandonare la regata e a volte la barca dopo aver passato anni a costruire il proprio sogno.

Ma ancora bagnati e pieni di sale, abbiamo ricominciato a sognare. La course au large è una sfida che ti prende, e non ti molla più.

…e poi, il record del Tour de Corse di Lionel Pean, 32 ore e 5 minuti, è rimasto imbattuto…

 

 

 


 

Equipaggio vincitore del Tour de Corse 2003.  Secondo classificato Sormiou 28.

 

 

Equipaggio di Entre deux Iles.                                                     

 

 

 

Seconda fase: Festiventu 25-26 ottobre 2003

 

L’equipaggio di Entre Deux Iles si è ripreso velocemente da un Tour de Corse all’insegna del cattivo tempo. Decidiamo di partecipare alle regate del Festival del Vento di Calvi. Allora un altro trasferimento dell’ormai ben testato Giro 34 da Ajaccio a Calvi la notte di giovedì con onda formata e vento forza 5-6 da NW, questa volta in senso orario, altre 60 miglia attorno alla ormai familiare sagoma della Corsica. Siamo in due (Titi e Fede), mettiamo quasi due ore per uscire dal Golfo di Ajaccio e poi altre otto per arrivare al Porto di Calvi. Inizio il mio turno al timone e come al solito mi becco il vento tutto sul naso, portare un Giro a spasso in piena notte con vento e onda formata da sola (in doppio è obbligatorio far riposare il tuo compagno quando possibile) è veramente affascinante, un solo bordo dalle Isole Sanguinaires fino a Porto e poi una bella planata con vento al traverso fino alla Cittadelle di Calvi (il divertimento questa volta è toccato a lui). L’equipaggio ci raggiunge venerdì sera e sabato alle 12 puntuale come sempre il comitato dà il via alle regate. Un triangolo il primo giorno e una “banane” l’indomani. Due giorni che a beffa del nome (Festival del vento) sono state caratterizzate dalla bonaccia e dalla pioggia.

12 le barche iscritte di  cui un Minitransat 6,50 arrivato in classifica generale 3° (qualcuno di noi non vede l’ora di saltarci sopra!), un First Class 12 arrivato 2°, un First 27.7 nuovo di zecca piazzatosi 4, il nostro Giro 34 che dopo due piazzamenti sempre al 2° posto ha concluso in classifica generale vincendo il Festival del Vento 2003. Con questo bel risultato si chiudono per il momento le nostre regate sardo-corse.

 

 

Il Festiventu non è solo vela, ma spettacoli da strada, musica e improvvisazioni artistiche

 

Il fotografo ufficiale di Sailing Sardinia è Roberto Marci