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25.02.2004

Andrea Cucchi ci parla un pò di sè

Il forte surfista lombardo ormai cagliaritano d'adozione ci svela alcuni suoi progetti.

Come è nata la passione per il surf?
Quando avevo 9 anni mio padre, che ha un 'azienda di macchinari per imbottigliamento,trasferì la famiglia da Milano in Malaysia,per 7 anni:tutto cominciò lì.Al ritorno mi iscrissi alla Scuola Inglese di Milano,ma d 'estate andavo sempre a Malcesine,sul lago di Garda, e facevo surf per divertirmi. Poi sono cominciate le gare serie. Intorno ai 18 anni,affrontai il Cir-
cuito Italiano nella categoria Juniores.Figurati che arrivavo a far le gare accompagnato dalla mamma, perché non avevo la patente:però mi classificai secondo,il primo risultato importante.


Pensavi già di diventare un professionista del surf?
Tutt 'altro:dopo la maturità ero così confuso che decisi di prendermi un anno di riflessione andando a fare il militare.Ma in caserma, saputi i miei precedenti,mi assegnarono al Centro Sportivo della Marina.Così per tutto l 'anno non feci altro che andare in surf!Conobbi la realtà del Circolo di Cagliari,cui mi appoggio ancora oggi.Molti pensano che il surf richieda posti esotici,io ho scoperto che la Sardegna è il massimo.


Hai provato ad allenarti altrove?
Sono stato in posti bellissimi,come l 'Australia.Perfetto finché ti alleni,ma quando scende la sera,sei nel deserto.Cagliari è una città,c 'è sempre gente,la sera ci si diverte. Io non fumo,non bevo e sto attento a ciò che mangio.Però non credo nella vita da recluso:per andar forte devi star bene,essere in equilibrio con te stesso.Avere una vita sociale aiuta.E poi,da qui è più facile tenere i contatti con la stampa,con gli sponsor....


È un aspetto che curi molto?
Moltissimo.Vorrei imparare un mestiere per quando finirà la stagione dell 'agonismo.Mi interessano le logiche commerciali,la ricerca per lo sviluppo dei materiali da parte dei produttori,i rapporti con i media.Credo sia importante impegnarsi per far conoscere il surf:scrivo anche articoli su riviste specializzate.Devo essere un po 'manager di me stesso:in questo sport non girano i miliardi.


Quanto guadagni?
Non più di un centinaio di milioni l 'anno,di cui la metà vengono spesi,perché è vero che non ho spese per l 'attrezzatura o l'abbigliamento,ma essere sempre in giro per il mondo costa.


Sei il Totti del surf e guadagni un centesimo di lui.Lo trovi ingiusto?
No.Lo capisco.Un calciatore riceve più soldi perché muove più soldi.Il surf ha molto meno seguito: è più difficile da praticare e da capire,meno spettacolare da guardare in TV. Anche se qualcosa si potrebbe fare.


Che cosa?
Dal punto di vista mediatico,quello che si è fatto per la Coppa America:gps sulle tavole,visualizzazione grafica per seguire la regata.In Polonia,paese d 'origine del campione del mondo ,il surf è diventato il quarto sport più popolare, le regate si vedono in TV e lui è un testimonial ambito.Il suo manager, che è anche suo fratello,ha fatto un buon lavoro.Dal punto di vista sportivo,qualcosa si sta già facendo:il surf è diventato più facile,le tavole sono studiate per il Mediterraneo,non più solo per le onde hawaiane che rendevano impossibile un utilizzo ampio da noi.

Che ambiente è quello del surf?
Molto bello.I professionisti sono un centinaio in tutto,ci sentiamo tutti nella stessa barca.C 'è lealtà, in molti casi vera amicizia.È uno sport pulito.


Com 'è la tua giornata tipo?
Sveglia alle 8,mezz 'ora di corsa,un paio d 'ore al computer,da 4 a 6 ore di allenamento in acqua,un 'ora di telefonate e contatti vari,2 ore di palestra.La sera,esco solo nel finesettimana.

Ma tu,"cucchi "?
Beh (risata)...Il nostro è uno sport che si fa in spiaggia,dove è facile fare conoscenza...i surfisti sono spesso dei ragazzi alti e muscolosi...Insomma,sì.Ma,dopo il primo impatto,è difficile essere la mia ragazza.Sono sempre in giro,spesso ho bisogno di concentrarmi sulle gare.Ci vuole una compagna molto comprensiva.Adesso sono fidanzato da ottobre.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Riconfermarmi campione italiano, migliorare i risultati agli Europei e ai Mondiali.E poi,aprire due centri sportivi:uno a Malcesine e uno a Cagliari.Devo pensare al futuro.

Il fotografo ufficiale di Sailing Sardinia è Roberto Marci