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09.09.2003

Giro di Sardegna 2003

Forlì ammazza il "Giro"

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Il Giro di Sardegna 2003 parte da Arbatax. Si inizia in relax, con delle condizioni veramente soft per i tredici team che affronteranno questa avventura isolana. Uno scirocchetto di 6-7 nodi permette a Nicola Cirella, giudice unico ed insindacabile del “Giro”, di posizionare il classico percorso a  bastone.  La regata mostra subito i protagonisti. Forlì, con a bordo gran parte del team guidato da Vladimir Siamenau, fresco vincitore del Giro d’Italia (quello senza il Match Race), parte bene va veloce e vince (bello regatare così!). La regata, quella con la suspence, è per il secondo posto. Cagliari, con un gran team che vede forse i più forti velisti isolani, sembra la più accreditata al secondo posto, ma la poca dimestichezza con le manovre sul G34 regala la piazza d’onore a Marina di Capitana, guidata dai ragazzi, e ragazze (Scuola Italia Vela), che hanno partecipato al Giro d’Italia 2003. Subito dietro un altro equipaggio fortissimo: Iglesias. Gli iglesienti si sono portati a bordo lo zoccolo duro del Botta Dritta Team, sicuramente il più affiatato team isolano. Chiudono la rosa dei primi cinque i ragazzi di Carloforte, un team super collaudato in tanti anni di regate guidato da Davide Gorgerino. 

 

 

Arbatax-S.Teresa.

Come da copione il buon Cino ha sostituito la sosta di Bonifacio con S.Teresa. Niente più Corsica e passaggio nell’arcipelago in notturna (che tensione per Cino con le sue barche di notte in mezzo a tanti scogli!). Al disimpegno il solito Vladimir guida la carovana. Poi tutti in poppa verso Capo Comino accompagnati dal solito scirocchetto che lentamente e progressivamente va a rinforzare fino ad una ventina di nodi. Le barche volano ad una media di 10-12 nodi. Il primo rendez-vous è a Capo Comino. A sorpresa le donne di Marina di Arbatax (con qualche infiltrazione maschile) guidano il gruppo seguiti da, Cagliari 2 un altro equipaggio misto tenuto a bada da Manuel Marghinotti, e Iglesias. Ma l’esperienza di Siamenau abbinata a quella di Alberto Zagarella ( 2° timoniere di Riva del Garda al Giro d’Italia 2003) non lascia scampo a nessuno: la prima posizione deve essere loro. Metro dopo metro rosicchiano la strada persa nell’ingaggio con Marina di Capitana e Cagliari. Il secondo rendez-vous, quello determinante, avviene poco a Sud di Tavolara quando il Maestrale previsto schiacciava la termica di Scirocco.  Forlì parte e saluta tutti, e come al solito la battaglia è per il secondo posto. Il Botta Dritta Team, giocando in casa, si prende il secondo posto. Roberto Pardini, con un pozzetto degno da “Mondiale Mumm”, replica il terzo posto del bastone. Le ragazze di Marina di Arbatax, guidate dai maschietti Franco Ricci e Roberto Cuboni parano i colpi e riescono a tener dietro il Carloforte Sail Team. Spettacolare e ricco di tensione è stato in questa regata il passaggio notturno dell’arcipelago di La Maddalena. Un’occhio alla carta, un’occhio al gps cartografico, e un altro nell’oscurità della notte per scorgere eventuali boe o mede non segnalate. E su tredici barche la statistica dice che una deve prendere una secca. E’ S. Sperate che subito dopo il passaggio delle Bisce si infila una bella caletta con degli scogli affioranti. Per fortuna che l’inseccamento è avvenuto a velocità ridotta senza provocare danni seri alla barca. Eppure in barca su S. Sperate c’era Luciano Dubois, noto armatore cagliaritano famoso per il suo timore per le secche.

 

S. Teresa-Porto Torres

Finalmente  un po di condizioni dure per i G34. Le Bocche di Bonifacio  danno piccolo  saggio della loro potenza col Maestrale. Il buon Cirella riesce a piazzare  linea di partenza e boa di disimpegno  combattendo contro la discreta onda e il vento sui venti nodi. Determinante il passaggio a capo Testa che determinerà le posizioni più importanti fino a Porto Torres. Partenza sprint di Carloforte con l’equipaggio  tra i più abituati alle condizioni toste.  La brutta partenza di Forlì costringe  Vladimir  Siameniau a bordeggiare esterno al Capo. Sarà proprio il bordeggio esterno  la scelta vincente  e i più esterni saranno i capocarovana di una lunga e noiosa processione fino a Porto Torres. Dopo la solita Forlì secondi all’arrivo sono a sorpresa ( ma mica poi tanto!) i ragazzi di Porto Torres con l’equipaggio di laseristi rinforzati per l’occasione  dal fuoriclasse  Alessandro Masala. Con questo secondo posto la cittadina turritana balza al terzo posto in generale.  Iglesias, con un’occhio sempre sulla classifica generale, sono terzi. Iglesias sembra  sempre più accreditata al secondo posto in generale.  Al quarto posto S.Sperate. La new -entry del Giro con al timone il giovane laserista  Davide Manca, dopo la brutta esperienza della secca nell’arcipelago di laMaddalena, sembra aver voglia di riscatto.  Quinti la seconda guida della Scuola Italia in Vela Marina di Arbatax, con in pozzetto la crema degli istruttori di vela isolani: Franco Ricci e Roberto Cuboni. Con una condotta degna dei migliori Match Race sono riusciti a parare gli attacchi di Marina di Capitana.

 

Porto Torres

Si annuncia un bastone tecnico. L’attenzione è catturata dal rientro di Roberto Pardini: riuscirà il velista sardo toscano a porre fine all’imbattibilità  dello strapotere russo di Vladimir?  Prima bolina con diversi incroci, ma Forlì già dopo  i primi metri è lì davanti a controllare  gli inseguitori.Il vento è leggero e ballerino . Bisogna stare attenti a virare nel momento giusto. Cagliari è seconda, e  in più occasioni sembra voler partire all’attacco  di Forlì. S. Sperate conferma il momento positivo  e regata alla grande. Davide Manca conduce il suo equipaggio  magistralmente e mantiene il secondo posto  dagli attacchi di Marina di Capitana. La barca guidata dal duo Ciabatti-Bini  ha oggi un pesante rinforzo: Evero Niccolini, fortissimo tattico del J24 zu Paulu.  La seconda bolina vede  Forlì allungarsi ancora di più, Roberto Pardini su Cagliari  mantiene la sua seconda piazza e S.Sperate perde la concentrazione  e  si fa infilare sia da Marina di Capitana e da Carloforte. Iglesias, solo sesto perde punti preziosi per la classifica generale.

 

Porto Torres-Carloforte.

Il tappone del Giro. Alla partenza il forte Grecale  mette paura: le grandi onde  mettono a dura prova tanto per cominciare  Cino & company nel posizionare la partenza. Il primo colpo di scena: Vladimir  con la sua Forlì parte in anticipo e ripete la partenza. Nessun problema  per lui: barca dopo barca si riporta in testa e a tempo  record  ( 16 ore per 140 miglia) vince anche questa regata.  La regata  è come al solito per il secondo posto.  Dopo il traverso verso l’Asinara inizia una spettacolare galoppata col gennaker  con velocità che spesso hanno superato i 20 nodi. Marina di Capitana conduce  fino a Capo Marargiu, poi si accoda a Forlì. La regata è su bordo unico, ma i colpi di scena sono numerosi. Iglesias  dopo un’inizio  in controllo danno la zampata all’imbrunire portandosi  per un bel tratto in testa. Dopo diversi scambi di posizioni  si arriva all’alba a Carloforte  con Forlì, Marina di Capitana, e Cagliari che, nonostante fossero a corto di equipaggio conduce una splendida regata. 

 Carloforte

Il bastone a Caloforte è stata forse l'unica regata senza colpi di scena
(se si esclude che è stata la prima regata non vinta da Forlì)Un Maestrale
che tentenna a sparare forte semina il dubbio su come invelare le barche.
A sorpresa Vladimir Siamenau sbaglia la vela di prua (monta il fiocco al
posto del genoa) e questo sarà determinante per tutta la regata.
Le barche sono arrivate così come sono partite. Cagliari solo soletto parte
primo in boa e rimarrà in testa sino alla fine. Gli esperti carlofortini
di Carloforte, mettono a frutto tutte le loro conoscenze locali (sia di
secche che di vento)e controllano gli attacchi forlivesi. Un secondo posto
per loro proprio nelle acque di casa vale più di una vittoria. Forlì per
la prima volta terza sembra ormai in relax. Marina di Capitana sembrata
poco incisiva segue i primi tre e Iglesias deve rimediare una brutta partenza
e finisce solo sesta dietro ad un coriaceo Franco Ricci alla barra di Marina
di Arbatax.


Carloforte-Cagliari
Da sempre è una tappa che scompiglia la classifica. Il passaggio a S.Margherita
con Maestrale è sempre stato un grosso punto interrogativo e più volte è
stato pagato con punti pesanti in classifica. La partenza da Carloforte
vede una linea di difficile interpretazione. Alla fine Marina di Arbatax
con gli allievi della Scuola Italia in Vela supergasati mette la prua davanti
ai "colleghi di Marina di Capitana. Dopo il disimpegno la flotta si divide.
Chi ha sfruttato gli ultimi refoli sotto l'isola di S. Pietro ha visto giusto.
Alla secca di Mangiabarche, grazie ad un ardito passaggio tra secca e terra
Carloforte comanda la flotta. Il primo rimescolamento sarà a Capo Sperone.
Marina di Capitana non perdona una virata ritardata del Carloforte Sailing
Team e prende il comando. Ma il buon Siamenau sa aspettare e metro dopo
metro raggiunge e supera i ragazzi della scuola vela di Capitana. Anche
Cagliari, dopo un'inizio incerto ingrana il passo giusto e infila prima
Carloforte poi Capitana. Ma non controlla gli avversari. Capitana con un
piccolo allungo fuori Capo Spartivento si riprende la seconda piazza. Pardini
& c. non sono tipi da mollare facilmente. Affilano le armi in attesa dello
stop & go di S. Margherita. Sfortunatamente quando sembravano pronti a riprendersi
la seconda piazza cadono in un buco di vento incredibile e non solo vedono
andar via i nemici di Capitana ma fanno da spettatori inermi al passaggio
di Iglesias e Carloforte a Nora. Il maestrale del Golfo di Cagliari non
permette poi altri giochi di prestigio, e dopo la solita Forlì ci sono all'arrivo
Marina di Capitana, Iglesias, Carloforte e Cagliari.
Ai fini della classifica finale saranno determinanti le due regate di Cagliari
per l'assegnazione della seconda piazza

Cagliari, il gran finale

 

Il Maestrale con la M maiuscola ha salutato il Giro di Sardegna 2003. Venticinque nodi di Nord Ovest sono stati sufficienti a mettere a dura prova tutti i tredici team impegnati in queste due settimane di regate. Oggi sono venuti fuori quelli con l’equipaggio serio, quello abituato a manovrare in condizioni toste. I primi a pagare a caro prezzo gli errori in manovra sono stati i ragazzi di Iglesias. Mariolino Difraia, orfano dei fratelli Montella  è ricorso all’aiuto di Nello Stinca. Purtroppo però lo scarso affiatamento si è fatto sentire, e sono passati dal combattere per il secondo posto a essere passati da Carloforte, e concludere il Giro in quinta posizione. I Carlofortini hanno ancora una volta lo spessore dell’equipaggio. Sotto i trafficoni di Maestrale sono sempre stati padroni del mezzo e hanno saputo sfruttare tutti gli errori degli equipaggi più in difficoltà. Terzi all’arrivo e quarti in classifica generale. Scorrendo la classifica generale troviamo la prima guida della Scuola Italia in Vela che ha combattuto fino all’ultimo lato per la seconda piazza contro il team di Cagliari. Il duo Ciabatti-Bini reduce dal Giro d’Italia 2003 iniziavano sempre alla grande (hanno vinto il Trofeo Pole Position), ma alla lunga non reggevano il passo dei primi. Cagliari con la collaudata ditta Pardini & c. finisce seconda, ma vince l’ultima prova. Pardini pur non conoscendo a pieno il G34 ha mostrato tutta la sua bravura, forgiata quest’anno, da una brillantissima stagione agonistica sui Mumm30.  Il loro secondo posto vale molto visto che “Vladimiro Seminuovo” (il terribile Vladimir Siamenau) con la sua Forlì ha sancito e ribadito che sui G34 non c’è nessuno più forte di lui. Dopo un vittorioso Giro d’Italia in cui ha messo in riga velisti del calibro di Bressani, Benussi, Cian, Bruni, Ivaldi, Casale ……ha messo in riga anche i velisti sardi.  Vladimir sbagliava poco, e quando sbagliava non doveva far altro che accodarsi alla flotta e metro dopo metro riguadagnava la testa.  Fuori dai primi cinque troviamo la seconda guida della Scuola Italia in Vela, la barca guidata dall’Ammiraglio Franco Ricci e dall’aiuto Ammiraglio Roberto Cuboni. Tante belle regate per loro, e tante belle soddisfazioni. Tra le tante c’è il disimpegno di Carloforte passato avanti a tutta la flotta e l’aver affrontato tutte le condizioni di vento senza mai lasciarsi intimorire. Molti nostri velisti di vecchia data dovrebbero guardare questi  giovani con un occhio nuovo. Settimi S. Sperate. Oggi avevano al timone Mario Orlich. E si è visto. Durante tutto il primo Giro erano attaccati ai primi tre e non mollavano. La barca organizzata da Antonello Boi, uno dei velisti più quotati degli anni 60, è stata forse la vera sorpresa del Giro. Peccato per quella secca presa al passaggio delle Bisce! Anche con il giovane laserista Davide Manca al timone la barca ha avuto dei buoni spunti (bella regata a Porto Torres). Ottavi Porto Torres. Peccato per loro che i laseristi Alessandro Masala e Filippo Masia hanno partecipato solo in poche tappe. Con Alessandro al timone i turritani sono stati secondi all’arrivo a Porto Torres. Sicuramente con una maggiore presenza dei laseristi la barca regata alla pari coi primi tre.  Noni i vigili del fuoco che chiudono il lotto dei regatanti.  Si perché dopo di loro c’è la schiera dei diportisti, non perché sono di valore inferiore, ma perché sono quelli che hanno affrontato il Giro dando precedenza al divertimento puro che alla regata e all’agonismo. Tra loro Loiri Porto S. Paolo, Cagliari due, Velisti per caso e Castelsardo. Forse per sapere se quest’edizione del Giro di Sardegna è stata positiva bisognerebbe chiederlo proprio a loro.

 

 

 

 

Il fotografo ufficiale di Sailing Sardinia è Roberto Marci