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21.11.2003 |
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Andrea Mura e.... lo scarto
Sulla sensazionale decisione dell'ISAF di eliminare lo scarto dalle regate olimpiche sentiamo cosa ne pensa Andrea Mura, unico velista sardo a caccia di un posto per Atene 2004.
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E' incredibile che ancora di questi tempi
vengano prese decisioni così delicate senza una indagine approfondita.
Dovrebbe esistere un vero comitato di regatanti all'interno dell'Isaf
con il diritto di esprimere un forte parere su certe scelte. Come
spesso accade chi sta a terra e decide sulla sorte dei regatanti non sa
quali siano le problematiche di chi va per mare per davvero spendendo
tutto il proprio tempo per questo sport, in caccia di una medaglia o di
una semplice partecipazione Olimpica.
Rispetto al passato in cui si disputavano 6
regate oggi si arriva a 11/12 o addirittura 16 regate. Come si può
pensare che un atleta che ha duramente lavorato preparandosi per anni,
arrivi ad un tale evento sapendo che non può neanche scartare una
regata per avaria assai probabile in così tante regate.
Posso
solo immaginare lo stato d'animo di un atleta di alto livello che
affronta una Olimpiade sapendo che ci sono probabilità che vinca
non il più bravo ma il più fortunato.
Se a questo aggiungiamo partenze anticipate
(ocs) spesso dubbie, non essendoci ancora oggi un sistema estremamente
accurato di rilevamento e/o di comunicazione immediata ai concorrenti
interessati dell'avvenuta partenza anticipata. Sono raramente presi in
considerazioni Video. Oppure proteste con testimonianze non sempre
corrette per interessi di vario tipo, è evidente che una prova di
scarto permette a più equipaggi di candidarsi alla zona medaglia fin
dal primo giorno.
Immaginiamo per un momento che la corsa alla
caccia di una medaglia di un forte equipaggio venga fermata fin dal
primo giorno per una squalifica o un ritirato per avaria. L'equipaggio
non avrebbe altra scelta che cercare di danneggiare, nei limiti della
legalità, altri equipaggi ugualmente quotati. Ne deriva una psicologia
e strategia della regata, completamente stravolti a cui i regatanti e
tecnici oggi non sono preparati. Si creerebbe un mix fra match race
e regata di flotta. Ad una Olimpiade partecipano in media 15/20 barche.
Un numero già ristretto che permette una tattica che si avvicina al
match race. Se togliamo lo scarto l'avvicinamento a questa disciplina
sarebbe enorme.
Come riportato da Fare Vela il 17ecco cosa è successo :
Al di là di tutto e dei
vari pareri contrastanti che ci possono essere nel mondo velico credo siano
tutti d’accordo che una decisione così importante non doveva
essere presa per le Olimpiadi di Atene 2004 dopo che atleti e tecnici
hanno lavorato per anni sulla base di uno scarto come in tutte le regate
Internazionali di classi Olimpiche che si svolgono a questo mondo.
Sarebbe stato più saggio
quantomeno applicare questa nuova regola per le successive Olimpiadi.
Lascio ad ognuno di Voi il proprio commento
Buon Vento a tutti.
Ciao, Andrea Mura.
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Il fotografo ufficiale di Sailing Sardinia è Roberto Marci |