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01.12.2003

Finalmente a terra il navigatore solitario Cagliaritano


Il navigatore solitario cagliaritano Gianbiagio Mulas  ha   finalmente  messo piede a terra, verso le 18,30 locali, nel porto di Carloforte.
  Il vento di scirocco, che ha superato abbondantemente  i venticinque nodi, gli ha suggerito la soluzione prudenziale di attraccare nell'isola tabarkina. Ha permesso così a tutti i radioamatori, che hanno seguito con ansia e trepidazione le sue peripezie, di tirare un sospiro di sollievo.
La preoccupazione era grande perché le condizioni di navigazione erano diventate veramente precarie, dopo che rotto il timone, Gianbiagio si era dovuto arrangiare con una barra d'emergenza, posta direttamente a poppa. Questo, oltre che una situazione scomoda, non gli permetteva di tener d'occhio la strumentazione durante la navigazione. Tanto è vero che al controllo di domenica mattina la sua posizione è risultata di parecchie miglia più a nord del previsto. La tempesta in cui era incappato l'altra settimana, ha rischiato di mettergli fuori uso le apparecchiature di bordo, quando per ben due volte la barca si è trovata con l'albero in acqua. L'inclinazione a novanta gradi provocava una fuoriuscita dell'acqua di sentina, con conseguenze immaginabili. Solo la prontezza di riflessi dello skipper ha evitato il peggio. Verso le venti, nonostante la stanchezza e parecchie ore di veglia sulle spalle, Gianbiagio ha voluto ringraziare via radio tutti gli amici che in qualche maniera gli hanno dato una mano in questo suo primo viaggio

 
 

 

30.11.2003

 

Rientra il navigatore solitario Cagliaritano.

Una brutta avaria frena l'impresa di Gian Biagio Mulas


            30. 11.  2003 
Il navigatore solitario cagliaritano, Gian Biagio Mulas, dovrebbe approdare nella tarda mattinata di lunedì 1 dicembre nel porto di Teulada. Lo ha comunicato alle 14 locali ai radioamatori che lo hanno seguito durante questi venti giorni di navigazione. Nel momento del comunicato si trovava ad una novantina di miglia dall’isola di San Pietro. Rispetto alla rotta prevista si è spostato, di diverse miglia più a Nord, mantenendo una navigazione veloce, sospinto da venti occidentali,  sperando così di evitare una perturbazione prevista in arrivo da sud-sudovest nella nottata. La preoccupazione è grande visto che Gian Biagio naviga con un timone d’emergenza che lo costringe a stare all’estremità poppiera della sua imbarcazione.

Ricordiamo che questo viaggio avrebbe voluto commemorare le imprese di Umberto Nobile che nel 1928, dopo che il dirigibile Italia era precipitato tra i ghiacci polari, fu salvato grazie all’intervento di un radioamatore che captò l’SOS dei superstiti.
  Con questa spedizione Gian Biagio ha voluto coniugare la sua passione per la vela con quella di radioamatore. Tanto è vero che un folto gruppo di OM, così si chiamano tra loro i radioamatori, gli sta dando appoggio ed assistenza.  Tra questi emerge una figura femminile, IS0CLA, al secolo pro.ssa Angela Basso, oltretutto appassionata velista, che trascina, con il suo entusiasmo, questo folto gruppo. 
  Purtroppo la sorte ha voluto che la navigazione si sia interrotta quando l'imbarcazione si trovava ancora nel Mediterraneo. Tutti comunque sono convinti che si possa ritentare non appena  Gian Biagio avrà risistemato le cose sulla barca.

 

Il fotografo ufficiale di Sailing Sardinia è Roberto Marci