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18.07.06 |
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Andrea Farris: dal J24 ai grandi Ketch
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Per il forte velista di Portoscuso una gran bella avventura che parte da Oslo fino al Mediterraneo |
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Le
mie informazioni iniziali (prima della mia partenza
per Oslo) erano sbagliate, avevo creduto si
trattasse di barche di Coppa america ma mi sbagliavo, qualche giorno
prima di partire ho saputo che si trattava di due barche costruite per
la WHITBREAD ROUND THE WORLD RACE
del 1994 ora chiamata VOLVO OCEAN RACE per la precisione
NEW ZAELAND ENDEAVOUR e LA POSTE, la prima vinse
l'edizione con Skipper Grant Dalton, due goletta catch da 86 piedi tutte
in fibra di carbonio.
Tramite un amica ho avuto contatto con
l'armatore, un certo Massimo Bani, titolare della societa MAXISAILS con
sede a Londra, le barche prima che lui le acquistasse erano di proprietà
di un Imprenditore Norvegese che le utilizzava per eventi aziendali.
Il 1° giugno sono arrivato a Oslo, le barche
erano in un cantiere a circa 100 Km dalla capitale in un paesino
spettacolare di nome Brevik.Il lavoro in cantiere in vista della
partenza è durato più del previsto, a causa di un pezzo del invertitore
che a tardato ad arrivare dall'inghilterra, nel frattempo alloggiavamo a
Brevik in una casa affittata dall'armatore.L'equipaggio era composto
da sedici Italiano un Sudafricano un Belga e un Olandese, ci siamo poi
divisi 10 su New Zaeland e 9 su la Poste.
Il 10 giugno siamo partiti da Brevik il mare
del nord è stato clemente non abbiamo trovato mai condizioni difficili
abbiamo tirato visto il ritardo sulla partenza fino a Brest in Francia
un tappone di 1200 miglia, il passaggio sulla manica è stato facilitato
da una corrente a favore di 8 nodi.
A Brest ci siamo fermati circa 2 giorni
causa rottura della randa di maestra, le ultime 200 miglia sono state di
bolina con mare dritto in prua circa 36 ore svegli dunque l'arrivo in
Francia è stato provvidenziale per lo spirito e per le forze.
Al governo della barca in turno eravamo
tre per volta per 3 ore con 6 di riposo, le ultime tre a disposizione,
in manovra o con cambi di vela si governava in nove.
Il mio ruolo era prodiere dunque o dovuto
anche bagnarmi ,ma strare appeso ad un tangone a 3 metri di altezza e
fuori bordo a sparare uno spi di 350 mq non è cosa da poco
.Chiaramente al timone ci siamo avvicendati un po tutti, le sensazioni
sono di timonare una barca molto più piccola la risposta è immediata,
anche sè mi sono accorto che la barca non è facile da gestire, devi
anticipare tantissimo molto poggiera forse dovuto anche ad un cattivo
assetto.La cosa che più ma ha stupito che con 10 nodi di vento reale
facevamo circa 10 nodi di velocità.
Abbiamo scaricato un po di meteo per
affrontare il famigerato golfo di Biscaglia e con l'arrivo del vento da
nord/ovest siamo partiti, la corrente e il vento è stato ancora clemente
anche se forte fino a 40 nodi è sempre rimasto costante di direzione
,con condizioni medie abbiamo toccato velocità di oltre 20 nodi, con
due spi e tutta randa mezzana e maesta.
Con l'aliseo il Portogallo è stato un gioco
da ragazzi siamo arrivati a Gibilterra il 27 l'arrivo nel mediterraneo è
stato meraviglio, la prima parte del viaggio abbiamo trascorso notti
veramente fredde l'abbigliamento non era sicuramente estivo, mi ero
anche scordato di essere a Giugno.
Il mio viaggio purtroppo è terminato a
Malaga il mio tempo era terminato, le barche hanno continuato per
Valenzia e poi direttamente a Viareggio.
Un piccolo sunto di una bella gita in barca.
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