20.06.06

Al timone di un Farr 40

Antonello Ciabatti ci racconta la sua giornata all'Audi Invitational di Portorotondo

 

 

 

 

 

 

 

           

Timonare un Farr 40,  la classe più agguerrita al mondo dove si scontrano i migliori velisti del pianeta è un sogno per tanti timonieri destinato a rimanere irrealizzabile. Tempo fa Roberto Pardini mi disse: “Vedrai che prima o poi riusciremo a fare un Farr40 con equipaggio sardo.” Io non ci ho mai neanche pensato tanto lo vedevo come una cosa lontanissima! Ora ho come ambizione massima il Melges 24 che più piccolo è più abbordabile. Il Farr l’ho sempre visto come un ragazzino che guarda le Ferrari. Ma ieri è successo l’incredibile: ho timonato un Farr40 all’Audi Invtational!

Marco Augelli, triestino doc mio avversario in tante regate al Giro d’Italia, mi chiama Sabato sera “Vuoi venire a Portorotondo per timonare un Farr40. Il nostro timoniere deve andare via!”  “Cerrrto!! Domani mattina sono alle 9.00 in banchina!”

Sveglia alle 5.30 colazione e con la mia  solita Kangoo via verso la Costa Smeralda. A Portorotondo, memore delle mie passate esperienze a in Costa Smeralda, parcheggio un po’ lontano per non sfigurare troppo con tutti quei mega macchinoni che bazzicano in zona. Trovo subito Aurelio Bini e scopro con dispiacere che non fa la regata perchè è  diventato il comandante di un 50 piedi e deve lavorare. Mi piange un po’ il cuore sapere che un talento come lui non riesca a trovare opportunità serie come regatante professionista! “Sardegna terra di cuochi e camerieri" diceva un detto….. Vado alla tenda Audi e trovo una mega colazione abbondantissima. E io  che mi sono svegliato mezzora in anticipo per fare colazione a casa!!! A saperlo prima! Marco Augelli infierisce dicendomi che ogni giorno c’era la colazione,  cena pantagruelica e rinfresco al rientro dalle regate.  Forse mi conveniva partire Sabato per sfruttare la cena!! Bazzico un po’ in banchina, trovo Franco Fodde,  Betty Clivio, Giovanni Porcu tutti  giudici perfettamente integrati nelle giurie internazionali che frequentano la Costa  Smeralda.  Poi trovo Fabrizio  Naldoni il giovane talento dello Yacht  Club Portorotondo,  Camillo Zucconi, veterano   del circus della  grande vela e Gepi Coiana che, tutto preso in discussione con Felci e Benussi (aveva per l’occasione anche l’accento straniero!) non mi riconosce o forse non mi vede. Gli ho chiesto tante volte di inviare notizie a Sailing Sardinia ma solo una volta son riuscito ad averle! Qui era sul Farr40 Joe Fly, il leader della classifica generale. Usciamo in mare e scopro che anche l’equipaggio era la prima regata che faceva insieme ed era la prima sul Farr40. “Perfetto “ pensai dentro di me “così non sono il solo esordiente e le mie cagate saranno cammuffate da quelle degli altri” In mare c’è un vento porco. Siamo quasi a trenta nodi. La situazione ideale per l‘esordio. Marco, tattico e supervisore dell’imbarcazione ci fa arrivare terzi in boa ma nelle manovre compare tutta la mancanza di affiatamento dell’equipaggio. Finiamo quinti. Tra una prova e l’altra si aspetta un po’.  Nel frattempo il vento cala ed è più facile. Seconda prova. Come la prima: bene in bolina ma poi crolliamo nelle manovre. Finiamo addirittura peggio.  Pazienza. Però sono lo stesso contentissimo per aver provato la barca. La nostra era l’ex Nerone, vincitore di diverse regate. Aveva il timone a barra, praticissimo anche se un po’ “fisico”.  Al timone è semplicissima. Sotto le raffiche oltre i venticinque nodi  con lo spy non ancora ben assetato si riusciva benissimo a tenerla dritta. Anche dopo una strambata un po’ insicura la barca corre su un binario. Abbiamo fatto planate oltre i 16 nodi e scendere dall’onda era facilissimo. Il pozzetto è ampissimo. Pensate che al centro c’è la pompa per il paterazzo ed è rinviata al randista con uno stick. Tutto è molto pulito con rinvii e scotte spesso nascoste. L’albero si può anche regolare con un martinetto che lo spinge verso l’alto mettendo in tensione sartie e strallo. Lo spy è con scottino e scottone e il tangone con la campana regolabile.  Devo dire tutto molto funzionale e pratico senza inutili ammennicoli.  Finita la regata faccio un po’ di ambiente. Ci sono delle donne “de paura” che ronzano attorno ai VIP portati da una quantità non ben definita di Audi Q7. Sono tutti bellissimi, i VIP,  e tiratissimi, quasi marziani. Cipollini sembra appena rientrato da Hollywood.  Solo Francesco Moser sembra più simile ad una persona comune. Io, coi miei pantaloncini Lampogas,  sono decisamente fuori target ma non mollo e aspetto speranzoso la premiazione per il buffet.  Scopro che questa volta non si mangia. Non ne ho azzeccata una! Torno di nascosto alla mia Kangoo e mi involo a Cagliari.

 

 

Joe fly ha dominato le regate di Portorotondo. Il tailer di Joe Fly è Gepi Coiana