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E'
stato un
Giro molto equilibrato e ricco di sorprese. Un inizio incerto in
cui non si capiva bene chi fossero le barche in lotta per la vittoria
finale. Riva del Garda che tardava ad ingranare, i Bielorussi di Castel S.Pietro alla ricerca della messa a punto della barca, Fiamme Gialle che
mostrava le unghie perdendole però in qualche momento decisivo e Grado
ancora in fase altalenante. Così c'è stato spazio per i piccoli team: Carnia e i nostri di Cagliari. Sì, perchè la nostra imbarcazione
sponsorizzata dalla Provincia di Cagliari a Castellamare è riuscita ad
indossare la maglia rosa. E' stata una grande festa per i ragazzi della
Scuola Italia in Vela. Purtroppo è stato una fugace apparizione che però
rimarrà nella storia del Girovela. Poi, alla lunga, quando i top teams
hanno iniziato ad ingranare, i nostri si sono risistemati nelle posizione
a loro più consone, anche se ogni tanto una puntatina nella zona alta se
la sparavano. Coi venti leggeri non avevano nulla da temere, ma appena le
condizioni si facevano più toste perdevano il contatto coi primi. Intanto
ai vertici della classifica la lotta i faceva serrata: Fiamme Gialle, Riva
e Grado sono sempre stati lì, attenti a non cadere
nel brutto piazzamento
sempre in agguato. Eh sì, perchè il Giro non si vince vincendo le regate,
ma evitando piazzamenti disastrosi che possono facilissimamente capitare
nelle bonacce delle regate lunghe, quando è facile rimanere invischiato in
un callazzo mentre il resto della flotta viaggia spedito verso l'arrivo.
L'esempio è stato quello di Grado che nella Ravenna-Trieste ha rimediato
un 13° facendola uscire dal podio a favore dei Bielorussi. Anche Fiamme
hanno vanificato i sogni di gloria proprio nell'ultima lunga. Bastava per
loro chiudere al sesto posto anzichè al settimo per vincere il Giro. Ma
Riva pur soffrendo sembrava sapere dall'inizio che doveva vincere.
D'altronde i grandi nomi erano tutti lì: Bressani, Ivaldi, Bolzan, Rizzi,
Spangaro. Dall'altra parte, su Fiamme, Bruni, Casale, Cian, Ravioli. Era
facile prevedere uno scontro tra i due teams e così è stato. Chiudiamo il
capitolo Giro dando la parola ad alcuni dei protagonisti del Giro
Cino RicciQuest'anno
organizzare il Giro è stato molto più difficile degli altri anni. Primo
questo era l'anno dei mondiali di calcio ed è un problema per la
visibilità di tutti gli altri sport. Avete visto quanta vela c'è stata
sulla Gazzetta quest'anno? Si è parlato solo del Giro anche se in forma
molto più ridotta rispetto agli altri anni. Non ci sono stati gli spazi.
Secondo la difficoltà di trovare sponsors è grandissima. La crisi
economica generale si ripercuote pesantemente sugli sport minori. Sul Giro
ha pesato la mancanza dei grossi sponsor degli anni passati. Qualcosa ho
trascurato anch'io. Mi son reso conto che una mia maggiore presenza nei
briefing avrebbe giovato alla manifestazione. Sarei dovuto essere più
presente anche nella comunicazione ai media. Poi la logistica. I camper
avrei potuto ospitarli in molte tappe in postazioni dotate di ottimi
servizi, però erano lontano dalle barche. Non tutti i porti hanno lo
spazio per 25 campers. Purtroppo quando si va in porti vecchi non c'è la
possibilità di avere strutture nuove e adeguate ad accogliere tutta la
banda del Giro. Cos'è questa voce che c'è in giro? L'ultimo Giro?!?! Chi
l'ha detto? Io oggi sono partito con l'organizzazione della diciannovesima
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Daniele Augusti Skipper Carnia
In
mare tutto è stato perfetto, belle regate, condizioni diverse, e livello
dei regatanti molto alto. La flotta dei G34 è sempre perfetta per questo
tipo di evento anche se la flotta avrebbe bisogno di un maquillage per
rendere le barche veramente tutte uguali.A terra quest'anno in diversi
porti abbiamo avuto una pessime accoglienza, in alcuni non avevano neanche
i cessi per noi. Anche gli eventi collaterali sono un pò scaduti. Forse
Cino dovrebbe dialogare un pò più coi concorrenti nell'organizzare il
Giro. Noi siamo contentissimi del risultato: Maglia rosa per due giornate
ma poi non riusciamo a reggere alla lunga il confronto coi top teams Un
esempio? Come può il nostro tailer Alberto Pillini (imprenditore edile)
competere con Stefano Rizzi Tailer di +39?
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Sergei Kotikov timoniere Castel S.Pietro
Questo è il nostro 6° Giro e l'anno scorso avevamo vinto. Quest'anno
l'organizzazione non è stata il massimo, soprattutto per quanto riguarda
l'ospitalità in alcuni porti. In mare tutto è stato ok. Noi abbiamo pagato
un brutto inizio e le pessime regate in Albania. Il livello dei regatanti
era quest'anno più alto dello scorso anno. Sette barche potevano aspirare
ad un posto sul podio. Sarebbe bello per il Giro del prossimo anno delle
regate lunghe un pò meno lunghe e una logistica nei porti migliore. |
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Riccardo Termini Skipper Barcola
Quest'anno è stato un Giro più equilibrato, nessuno è riuscito a
scappare in fuga solitaria. Abbiamo visto tanti nomi nuovi (Daniele
Augusti e Lorenzo Bodini tra tutti) comparire ai vertici della classifica.
Però alla lunga i bigs vengono fuori grazie alla costanza. Anch'io
concordo sul fatto che a terra non tutto è stato perfetto e forse è giunto
il tempo che Cino si faccia affiancare da qualcuno (tipo suo figlio
Franco) per mandare avanti la baracca. Forse anche noi concorrenti
dovremmo aiutare il Giro con un pò più di promozione. Bisogna rinforzare
gli eventi collaterali ma mantenendo la vela sempre al centro dell'evento. |
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Gianni Torboli skipper di Riva del Garda
Quest'edizione del Giro ha avuto un'organizzazione un pò deludente
tanto che ho chiesto a Cino se questo fosse l'ultimo. Cino è sembrato
stanco è sicuramente ha bisogno di un aiuto nell'organizzare tutto. Il
Giro d'Italia è un evento magnifico, unico nel suo genere e con delle
enormi potenzialità. Farlo finire sarebbe un delitto. Anche le barche
rispecchiavano l'andazzo di tutta la manifestazione. Andrebbero un pò
riviste tutte e riottimizzate in maniera uguale. Io sono stato l'unico che
ha portato (e pagato) velisti "pesanti". D'altronde i grossi velisti
portano i media a seguire il Giro. Noi quest'anno abbiamo vinto grazie
soprattutto al gruppo che ha vissuto in un ambiente sereno. Certo,
l'ideale sarebbe avere 4 uomini sempre fissi e 2 che ruotano ma la
lunghezza dell'evento non lo permette. Noi abbiamo la fortuna di avere
Alberto Bolzan che è l'erede naturale di Lorenzo Bressani. Poi con Matteo
Ivaldi, Stefano Rizzi, Stefano Spangaro e gli altri ragazzi che mi seguono
da otto anni abbiamo fatto un grande team |
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Matteo Valenti Grado
Deludente l'organizzazione di quest'anno, soprattutto per l'accoglienza
che abbiamo ricevuto in certe località di tappa. Sicuramente qualcosa va
rivisto, anche perchè in mare le regate sono fantastiche grazie
soprattutto alle belle prestazioni dei G34. Verso la fine del Giro siamo
stati molto vicini al risultatone, ma la lunga verso Trieste ci ha fatto
crollare tutti i nostri sogni di gloria. Siamo partiti con un budget da
podio e abbiamo chiuso al quarto posto. Il nostro pozzetto aveva Lorenzo
Bodini, Alberto Leghissa e Alessandro Alberti. |
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Ciccio Rossi Skipper Genova
A mare come sempre è stato tutto perfetto, a terra abbiamo avuto
qualche problemino logistico in alcune tappe. Avendo partecipato a quasi
tutte le edizioni del Giro sono abituato agli alti e bassi. Però mi sembra
che ora Cino abbia bisogno di un valido collaboratore. Sarebbe forse
giusto affidarsi a qualche agenzia di promozione da affiancargli. Quest'anno nonostante un equipaggio tutto professionista (su tutti
l'iridato Star Roberto Benamati) ci siamo persi nel finale. Ci siamo
consolati chiudendo con un ottimo bastone a Lignano |
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Franco Ricci team manager di Cagliari, Marinara, Rosignano
E' stato un Giro di alti e bassi. E' stato deludente il villaggio al
seguito del Giro, ma mi è sembrato carino il Kantavela, il Karaoke che si
teneva in ogni località di tappa. Penso che per il futuro del Giro sia
necessario abbinare un'attività collaterale ( tipo qualcosa di
fitness....). Anche se l'ho già sentito in banchina non penso di ereditare
l'organizzazione del Giro. Per quanto riguarda le mie barche sono
mediamente soddisfatto. Purtroppo l'organizzazione della terza barca mi è
giunta all'improvviso e ciò ha sottratto energie alle altre due. |
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Cristiana Monina skipper Roma
Il Giro è sempre una bellissima esperienza e forse gli si
potrebbe dare una marcia in più organizzando più eventi collaterali che
possano essere momenti di aggregazione sia tra gli equipaggi, sia per i
velisti e il pubblico delle varie località di tappa. Quest'anno mi è
piaciuta molto la tappa in Albania che, vista l'assenza dei camper,
ha visto tutti gli equipaggi vivere per due giorni in comune senza le
"divisioni" territoriali che col villaggio campers spontaneamente si hanno.
Speravamo di fare un risultato migliore in regata ma siamo comunque
contente del risultato mediatico ottenuto dal nostro sponsor Fondazione
Cesare Serono. Non posso infine dimenticare il nostro magico camperista
Simone che è riuscito a convivere con tutte le nostre esigenze femminili
per un mese intero. |
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I nostri di Cagliari in posa con la bandiera dell'Albania dopo la vittoria
di tappa |

Vladimir Siamenau ha timonato Marinara ma è stato lontano dalle grandi
prestazioni a cui ci aveva abituato |

Fiamme Gialle ha dominato i bastoni e sofferto nelle lunghe |

Matteo Savelli è stato timonere di Rosignano per tutto il Giro |

Carnia ha vinto tra i no prof. |

Marcone, organizzatore e Giorgio camperista giocano con le boe |
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