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In un primo momento ci è sembrato fosse un errore, ma poi abbiamo
interpellato il velista sardo più titolato per questo tipo di regate,
Gaetano Mura autore di una strepitosa prestazione proprio all'ultima
tempestosa edizione della famosa regata. Leggete cosa ci dice. Dopo aver
sentito Gaetano iniziamo a capire perchè i più grandi navigatori solitari
sono francesi o inglesi
Allora Gaetano, è vero ciò che
abbiamo sentito?
Gaetano Mura. Sì, tutto vero. Non vogliono
la partecipazione dei minitransat alla Roma X 2, perché considerati fonte
di guai, col rischio che questa decisione influenzi comitati organizzatori
di altre regate che già in passato hanno reso la vita un po’ dura agli
skipper di questa classe.
Perchè tutto ciò?
Ad innescare tutto questo sono stati i problemi incontrati nella scorsa
edizione, a causa delle pessime
condizioni meteo ed in particolare la morte di quel ragazzo. A parte il
fatto che l’incidente mortale non è avvenuto sui mini e che l’incidente in
se stesso non era strettamente legato alle condizioni del tempo
sembrerebbe che gli organizzatori interpretino questo genere di regate
come una passeggiata, ma il mare non è mai una passeggiata, se no che mare
sarebbe?Alla Roma partecipano gruppi di amici, a volte delle famiglie, e
tra questi si sceglie di escludere le uniche barche veramente preparate
per far fronte a qualsiasi situazione,solo i mini dotati di EPIRB, tuta da
sopravvivenza, bidone di sopravvivenza, botola d’uscita, e con equipaggi
quasi sempre professionisti, quando l’elicottero ha soccorso i due ministi
ribaltati, i piloti sono rimasti sorpresi di vedere due naufraghi in tuta
da sopravvivenza con attacco per essere issati sul velivolo. E’ già
incredibile che in Italia sia vietato regatare in solitario, ma essere
completamente esclusi dalla regata è veramente assurdo poi ci si chiede
perché siamo sempre l’ultima ruota del carro. In Francia, i navigatori e
tutti quelli che fanno sport estremi sono considerati oltre che sportivi,
anche esploratori e scopritori di grande aiuto alla scienza e alla
tecnologia si trovano, infatti, persino sulle enciclopedie, in Italia
invece continuano ad essere considerati dei pazzi che se la vanno a
cercare.
Cosa si potrebbe fare per migliorare la situazione?
A parte il fatto che una decisione come questa non è giusta specie nei
confronti di chi ha investito il suo tempo e il denaro per un programma di
qualifica che prevede la partecipazione anche a queste regate Credo che
bisognerebbe trarre insegnamenti proprio dalle cose negative, per valutare
il perché e per come, e lavorare per migliorare la sicurezza ma questo non
si fa lavandosene le mani.
Sicuramente l'argomento non è chiuso e sicuramente nelle banchine dei
porticcioli italiani sentiremo ancora parlarne. Speriamo di aver dato
anche noi un piccolo contributo affinchè una decisione affrettata non sia
definitiva. |
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